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Libia: Calcagno, nessun sequestratore parlava l'italiano

Roma - Nessuno dei sequestratori dei tecnici della Bonatti parlava l'italiano. Lo ha detto uno degli ostaggi sopravvissuto al sequestro libico, Filippo Calcagno, nel corso della trasmissione Radio Anch'io. Era stata Rosalba Castro, la vedova di Salvatore Failla, ad affermare che uno dei rapitori, da lei sentito in una telefonata, parlava l'italiano. "Ho sentito la registrazione di Failla fatta ascoltare ieri dalla moglie", ha proseguito Calcagno, "le cose sono andate così, il racconto non si allontana dalla realtà, dall'incubo che abbiamo vissuto. Ci avevano chiesto un numero di cellulare di tutti nostri familiari. Io non ricordavo il numero dei cellulari di mia moglie e dei miei figli, e dissi loro che l'unico numero che potevo dare era quello fisso di casa". "Tra i sequestratori non c'era chi parlava in italiano -ha aggiunto- Failla capiva il francese a lui dicevano di fare attenzione e di non dire altre cose se non quelle cose che venivano suggerite".

E' in corso al Policlinico Gemelli l'esame autoptico che la Procura di Roma ha disposto sui corpi di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici della Bonatti uccisi in Libia dopo un sequestro durato quasi otto mesi. Le salme sono rientrate questa notte con un volo atterrato all'aeroporto di Ciampino. (AGI)


10 marzo 2016 ©