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'Isis-leaks' minaccia Califfato

Berlino - Il trafugamento di documenti fa scoppiare il caso 'Isis-leaks'. Numeri di telefono, contatti, gruppo sanguigno e il loro "livello di comprensione della sharia" (la legge islamica). Sarebbero queste le informazioni contenute nell'archivio con i 22mila nomi e dati personali che il pentito dell'organizzazione, Abu Ahmed, dicendosi deluso dall'Isis, ha consegnato in una chiavetta usb a Sky News. Una lista compilata da aspiranti adepti al momento di entrare nelle fila dell'Isis e trafugata da Abu Ahmed, ex miliziano anti-Assad, passato poi al Califfato e deluso anche da quest'ultimo. Per la polizia criminale federale tedesca (BKA) questa lista è "probabilmente autentica".

Alcuni esperti però hanno messo in dubbio l'autenticita' del documento in base alla presenza di errori grammaticali, di formulazione e di alcune incongruenze. Il nome arabo dello "Stato Islamico di Iraq e Siria", antico nome dell'Isis, per esempio, è scritto in due modi diversi e il dossier sulle morti utilizza il termine "data del decesso", al posto della tipica fraseologia jihadista "martiri". Romain Caillet, esperto dei movimenti jihadisti, rileva inoltre la presenza di un logo circolare che finora non era mai stato usato nei documenti dell'Isis. Il giornalista ed esperto di jihadismo, Wassim Nasr, ha twittato dal suo profilo che "può darsi che alcune informazioni siano vere ma l'impaginazione è stata fabricata per vendere queste informazioni a un prezzo piu' elevato a diversi clienti".
 

 

 

Ma se questi dossier si riveleranno autentici potrebbero mettere in cattiva luce la reputazione del Califfato, mostrando al mondo intero la propria incapacita' di proteggere i suoi documenti. Secondo Afzal Ashraf, del Centro del conflitto, sicurezza e terrorismo della Nottingham University, se questa lista si rivelera' autentica la perdita per l'Isis "sara' devastante". "Sara' un grande colpo - ha affermato in un'intervista al quotidiano Independent - per il loro processo di reclutamento perche' questi documenti non mostrano solo le persone che entrano (nell'Isis ndr), ma anche le reti coinvolte nella radicalizzazione. Ogni recluta sapra' di poter essere scoperta e ci saranno gravi conseguenze, cio' non ispira molta fiducia".

La Fbi tedesca presuppone che le liste siano "autentiche". Lo ha affermato il ministro dell'Interno tedesco, Thomas De Maiziere. La notizia è rilanciata dalla Bbc. La polizia tedesca antiterrorismo sta lavorando sull'elenco. La ministra dell'Interno britannica, Theresa May, ha evitato ogni commento sulla lista perché questa riguarda "questioni di sicurezza nazionale".(AGI) 


10 marzo 2016 ©