Estero

Renzi-Hollande, è tempo di agire in Libia

Venezia - Terrorismo, Siria, migranti, ruolo dell'Europa e Libia. Sono questi i principali punti che il premier Matteo Renzi ha toccato nella conferenza stampa congiunta con il presidente francese Francois Hollande, che ha seguito il 33esimo vertice Italia-Francia a Venezia. Sul paese nordafricano, uno dei fronti caldi del momento, il premier, commentando gli ultimi sviluppi, ha ricordato che "la formazione di un governo in e' una priorita' per i popoli della Libia" e che "nonostante le difficolta' che ancora oggi si sono manifestate, la comunita' internazionale fara' di tutto perche' il governo possa ottenere la fiducia e iniziare a lavorare il prima possibile a Tripoli". Salvo, pero', lanciare un monito: "i libici per primi devono sapere che il tempo a loro disposizione non e' infinito".

Slitta ancora il rientro delle salme degli ostaggi

Hollande ha espresso solidarieta' all'Italia per i due ostaggi uccisi in Libia. "Dobbiamo agire, l'Europa deve agire i nostri Paesi devono lottare contro il terrorismo". Il premier, che di fatto ha confermato la grande attenzione dell'Italia sul dossier e su tutto il fronte nordafricano, ha poi spiegato che sui raid statunitensi "piu' di scoop di giornali si parla di realta'. Non piu' di 15 giorni fa c'e' stato un intervento contro il terrorismo, contro un gruppo di adepti di Daesh". Circostanza di cui l'Italia era stata debitamente informata. "Non credo di svelare un segreto di Stato dicendo che era un'azione di cui era informato il Presidente della Repubblica, eravamo informati noi, i francesi e gli inglesi. E' normale che tra partner ci siano queste informazioni".

Il Pentagono prepara gli attacchi contro l'Isis in Libia

Italia e Francia condividono "molte battaglie comuni", comprese quelle "sulla lotta al terrorismo", ha continuato durante la conclusione di un vertice che era dedicato alla memoria della ricercatrice Valeria Solesin, morta negli attentati di Parigi, di cui i due presidenti hanno incontrato i genitori e a cui saranno dedicate due borse di studio. "Quello che e' importante e' una visione di lungo periodo della Libia, che e' il punto di approdo di molte tensioni in tutta l'Africa subsahariana, che meritano la nostra attenzione e il nostro sguardo preoccupato e vigile", I due governi, ha aggiunto, condividono la sfida della "costruzione di un modello culturale capace di dare risposta alle ansie degli uomini e delle donne del nostro tempo. E' stato importante il bilaterale su politica estera, difesa, interni". Altro punto cruciale di confronto, dopo l'incontro di Bruxelles, e' stato il tema "dei rifugiati".

"Ne abbiamo parlato come ieri, nel corso di un lungo vertice europeo, vorrei dire troppo lungo", ha detto Renzi con una punta polemica, ribadendo "la necessita' di dare risposte". "L'Ue deve essere capace di dare una risposta per il futuro", ha aggiunto. Sull'accordo raggiunto a Bruxelles, il premier ha rilevato che "siamo molto felici di poter fare ogni sforzo per scrivere una pagina nuova fra Europa e Turchia, ma diciamo con molta forza che liberta' di stampa e' un valore straordinario per Francia e Italia, lo e' per tutti coloro i quali credono ai valori della costruzione europea". "Abbiamo molti paesi con cui possiamo lavorare assieme nell'area balcanica", ha aggiunto. I due presidenti hanno poi affrontato diversi temi economici europei, nel giorno in cui dalla commissione Ue sono arrivati per entrambi rilievi sugli squilibri macroeconomici.

"L'Italia non avra' nessuna difficolta' a mantenere gli obiettivi che si e' data", ha detto Renzi. "Noi siamo abituati al linguaggio dell'UE e delle sue istituzioni. Il lavoro svolto in questi anni e' straordinario. Il linguaggio Ue e' nella norma, non mi aspettavo niente si diverso. Io credo che tutti i paesi abbiano degli squilibri rispetto ai parametri e alle regole che sono state piu' o meno giustamente introdotti. L'Italia e' in linea: c'e' chi ha squilibri sul debito, chi sul deficit, chi sul surplus commerciale e sono tanti soldi", ha aggiunto con una stoccata alla Germania, prima di ribadire che l'Italia non ha bisogno di una manovra correttiva. Ultima parentesi di una conferenza stampa all'insegna dell'intesa fra Roma e Parigi gli affari. "L'Italia e' molto lieta di accogliere tutti gli imprenditori che hanno voglia di investire nel futuro e nel nostro Paese. Siamo molto orgogliosi dei nostri imprenditori che vanno all'estero ad acquistare societa' e siamo lieti che ci siano imprenditori che considerano il nostro mercato interessante", ha detto dopo una domanda su un possibile matrimonio fra Orange e Telecom Italia.

Renzi ha ribadito che in Italia "e' finito il capitalismo di relazione, il tempo dei salotti buoni della finanza e degli amici degli amici" e si e' invece "aperta una pagina nuova dove la liberta' di un imprenditore di investire e' fatta salva. Per chi ha i soldi e idee intriganti e vuole creare posti di lavoro l'Italia e' il paese adatto", ha concluso. Prima di parlare ai giornalisti, il presidente francese Hollande e il premier Renzi, assieme alle delegazioni che hanno partecipato al vertice bilaterale a Venezia, hanno firmato diverse intese: in particolare, i due presidenti hanno firmato la "dichiarazione congiunta", mentre i ministri dei trasporti, Graziano Delrio e Alain Vidalies hanno firmato un protocollo addizionale sulla Tav. Altre intese sono state firmate sulla finanza verde e sulla mobilita' per i giovani nel quadro del servizio civile. (AGI) 


08 marzo 2016 ©
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