Estero

'Una casetta in Canadà' per gli anti-Trump

New York - Cape Breton: fino a qualche settimana pochi statunitensi erano a conoscenza di questa verdissima isola canadese della Nuova Scozia poco più grande della Corsica e, di sicuro, pochissimi l'avrebbero presa in considerazione per andarci a vivere. Ora, però, tra gli americani sta montando un'autentica corsa a prendere informazioni in vista di un possibile esilio di massa in caso di vittoria di Donald Trump alle presidenziali.

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"Se Trump vince le elezioni mi trasferisco in Canada": il tormentone gira in rete da un po' di tempo e ha preso forza dopo il trionfo del magnate newyorchese nel Super Tuesday delle primarie. Così un Dj radiofonico di Cape Breton, Rob Calabrese, ha creato il sito web "If Trump wins" per invitare tutti gli americani a fare i bagagli ed approdare sull'isola in caso vittoria del probabile candidato repubblicano. In sole due settimane il sito, nato come uno scherzo, ha totalizzato oltre 800mila accessi. Non solo: secondo Mary Tulle, CEO di Destination Cape Breton, associazione per il turismo no-profit, i telefoni della sede sono roventi da giorni, presi d'assalto da statunitensi che chiedono informazioni pratiche su sistema sanitario, scuole, lavoro.

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L'idea non è poi così male: come spiega il sito di Calabrese, Cape Breton, con meno di 150mila abitanti, è un'isola ma è collegata da un ponte al resto della Nuova Scozia, ha case a prezzi tra i piu' abbordabili del Nord America, offre opportunita' di investimento nelle nuove tecnologie, ospita cinque riserve naturali e tante testimonianze dell'antica immigrazione scozzese.

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(AGI) 


03 marzo 2016 ©