Estero

Iran, Emadi "per l'Italia occasione d'oro, business da 40 miliardi"

di Massimo Maugeri

Roma - "L'Italia ha una opportunita' preziosa: anticipare i suoi concorrenti, Spagna e Francia in particolare, in una serie di progetti industriali che possono valere tra i 25 e i 40 miliardi di euro in quattro anni: Renzi avra' l'occasione d'oro di presentare progetti e accordi che possono avere un beneficio reciproco per i due Paesi". All'indomani delle elezioni in Iran e la buona affermazione del fronte moderato-riformista, l'economista iraniano Mehrdad Emadi, ex consulente dell'Unione europea e oggi in forza al think tank economico londinese Iran Cooperation Team, commenta con l'AGI il responso delle urne e la imminente visita del premier, Matteo Renzi a Teheran, prevista tra circa un mese.

"Suggerirei alle banche private italiane di andare in forza a Teheran - dice Ermadi - anzi, direi che la presenza nella delegazione italiana di banchieri d'affari e di broker sarebbe preziosa per assicurare i finanziamenti di start up e assicurare gli investimenti". Ma l'Iran non e' solo un'occasione di affari fugace, sottolinea l'economista: "i vantaggi per le aziende italiane non devono essere visti come una veloce corsa all'oro, ma un punto di partenza e una base per sviluppare una partnership a lungo termine tra due economie importanti". Tornando all'esito delle elezioni, Emadi avverte che "data la natura della struttura politica iraniana bisogna valutare i risultati delle elezioni con cautela. Ma quello che si puo' certamente affermare e' che dal punto di vista delle preferenze, hanno avuto un buon risultato i candidati che si sono schierati a favore della nuova gestione del paese e che hanno appoggiato le proposte di riforma economica per uscire dalla recessione. Il vero divario era tra chi esprimeva un appoggio alla politica economica del governo e chi invece puntava ad un Iran ancora isolato. Ma la gente ha parlato con i voti: l'economia e' la nostra principale preoccupazione".

"E' improbabile che l'Iran possa raggiungere un tasso di crescita tra il 5 e l'8% senza riprendere gli investimenti e le partnership tecnologiche con le imprese in Europa, Giappone, Corea e Cina", dice Emadi riferendosi al fatto che il risultato dell elezioni possa essere un elemento positivo di avvicinamento tra l'Iran e l'Occidente. "Anche il rapporto con gli stessi Stati Uniti e la possibilita' di sviluppare un business a lungo termine con gli Usa non sarebbe pensabile se il risultato delle elezioni avesse restituito lo stesso scenario del vecchio Parlamento. Leggo le dichiarazioni del presidente Rohani e dei suoi alleati come una chiara indicazione di una nuova visione per il futuro dell'Iran, come una potenza economica potenziale, da qui ai prossimi 10-12 anni. Ma per raggiungere tale risultato richiede profonde relazioni e scambi tecnologici con le principali economie europee e cioe', Germania, Svezia, Francia, Italia, Austria, Spagna e piu' tardi nel Regno Unito. Sono del parere del l'Iran in realta' e' meglio attrezzata per fare un salto del genere in questo momento". Per Emadi, "l'Iran nei prossimi anni avra' un ruolo importante nelle dinamiche regionali e globali. Anche se le dimensioni dell'economia iraniane in questo momento non sono grandi in termini di quota del commercio mondiale, vedo la possibilita' che l'Iran possa quadruplicare la sua quota nel commercio globale nel settore manifatturiero e dei beni industriali. Mi aspetto di vedere manufatti iraniani esportati in modo competitivo ad altri paesi della regione e nell'area del Sud Europa. Ne consegue che coloro che iniziano oggi una collaborazione con l'Iran in settori strategici, per esempio l'Italia, vedranno ricompensati i loro sforzi. E' possibile che il valore delle esportazioni delle imprese iraniane legate a tali progetti arrivi a una cifra tra i 5 e i 12 miliardi di euro entro cinque anni, sempre che si riesca a migliorare la gestione economica del Paese e sradicare la corruzione endemica. Ma entrambe queste sfide - conclude - possono essere affrontate meglio dopo il risultato di queste elezioni". (AGI) 


29 febbraio 2016 ©