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Amnesty, 94% vittime del terrorismo e' musulmano

Roma - Il 94% delle vittime degli attacchi terroristici e' musulmano". Lo ha affermato il direttore generale di Amnesty Italia Gianni Rufini durante la presentazione del rapporto che identifica nel 2015 l'"anno buio" per i diritti umani, addirittura "il peggiore dai primi anni 90".

Video - Amnesty. Rapporto 2015-2016

Nel contesto degli ultimi 50 anni, che hanno registrato comunque un crescente livello di liberta' generale, nel 2015, secondo l'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, "non solo non ci sono stati passi avanti", ma ci sono stati segnali di "arretramento", c'e' stato un aumento dei conflitti e delle crisi umanitarie. Anche i Paesi occidentali "continuano a violare i diritti umani fondamentali in modo indiscriminato", denuncia Amnesty, riferendosi in particolare ai "bombardamenti nei conflitti, che a differenza di una volta non si preoccupano piu' di tanto di evitare i danni collaterali", ossia di non colpire civili innocenti, ha sottolineato Rufini.

La presentazione si e' aperta conm due messaggi di solidarieta' dell'organizzazione, uno a Medici senza Frontiere, "le cui strutture vengono bombardate ormai settimanalmente"; l'altro, alla famiglia di Giulio Regeni. La mobilitazione "andra' avanti fino a quando non emergera' la verita' vera", ha avvertito il portavoce di Amnesty Italia Riccardo Noury, ricordando la campagna che l'organizzazione sta portando avanti con il quotidiano La Repubblica. Amnesty ha ricordato che nel 2015 sono stati "uccisi 156 difensori di diritti umani" nel mondo. Ha citato la Russia, Paese in cui gli oppositori del governo "rischiano di essere minacciati, picchiati e uccisi", ma anche i programmi di sorveglianza di massa negli Usa e in Gran Bretagna, o i partiti xenofobi e razzisti che si fanno largo in Europa, i cui discorsi e le cui idee stanno causando un "degrado della politica".

Rufini ha anche ricordato che "la prima risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla Siria e' arrivata dopo 4 anni di guerra ed e' stata una insignificante autorizzazione degli della distribuzione degli aiuti umanitari nelle zone con controllate dal governo". Ha sottolineato le "tensioni di tipo genocidario" nella repubblica Centraficana e in Burundi e la condizione delle donne, non solo "brutalizzate e violentate", ma in alcuni Paesi "vendute al mercato degli schiavi". La Turchia, ha avvertito il direttore generale, "sta diventando la nuova Libia, il Paese che fa il gioco sporco per l'Europa, trattenendo i migranti e violando i loro diritti". (AGI) 


24 febbraio 2016 ©