Estero

Siria, accordo Usa-Russia. Tregua da sabato

Roma - Russia e Usa hanno raggiunto un nuovo accordo per un cessate il fuoco in Siria che stavolta iniziera sabato 27. Intesa che chiederanno di sottoscrivere al regime e ai ribelli siriani entro il giorno prima, 26 febbraio a mezzogiorno mentre le armi dovranno tacere da mezzanotte del 27. Dalla tregua sono esclusi i gruppi terroristici Isis e Fronte al Nusra.


Cremlino assicura, faremo lavoro "necessario" con Damasco

Intanto a sorpresa il presidente siriano Bashar Assad, come se il Paese non fosse coinvolto in una guerra sanguinosa da quasi 5 anni, ha convocato elezioni legislative per il prossimo 13 aprile. Assad, rende noto l'agenzia ufficiale Sana, ha firmato il decreto subito dopo la notizia del cessate il fuoco. Nell'elenco delle province in cui verranno eletti i deputati viene inclusa tutta la Siria, anche le parti sotto controllo di Isis, come Raqaa, e quelle di altri formazioni anti-Assad. Le precedenti elezioni si tennero a maggio del 2012.

L'annuncio è giunto contemporaneamente da Mosca e Washington. Vladimir Putin ha chiamato l'omologo Barack Obama per concordare ed ufficializzare i termini dell'intesa. Accordo che di fatto vede Mosca quasi centrare l'obiettivo iniziale dei colloqui di Monaco di Baviera tra John Kerry e Serghei Lavorv quando la Russia voleva fissare l'inizio del cessate il fuoco dal primo marzo. Invece la notte dell'12 febbraio si raggiunse un accordo per una tregua - nata morta - entro una settimana. L'inquilino del Cremlino, ha riferito la tv di Stato, si e' augurato che gli Usa riescano a mettere d'accordo le forze dell'opposizione anti-Assad e da parte sua ha garantito che farà qualsiasi cosa sarà necessria per garantire il rispetto della tregua. Putin è convinto, come Obama, che l'intesa possa radicalmente cambiare il corso della crisi siriana e che potra' essere presa ad esempio di un'azione responsabile della comunita' globale al terrorismo.

Ottimista il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni secondo il quale "la cessazione delle ostilita' in Siria (e' ora, ndr) finalmnete possibile in base a proposta Usa-Russia. Italia fa la sua parte, tutti debbono collaborare".

 

 

Secondo la rete al Jazeera la pressione di Washington si e' fatta insistente negli ultimi giorni, mentre Mosca e' ormai a corto di obiettivi e dopo mesi di bombardamenti a tappeto, cominciati il 30 settembre, non puo' continuare a lungo con la stessa strategia, senza raccogliere frutti sul campo. "Un segnale di speranza", ha commentato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Sosteniamo tutte le iniziative che portino ad un cessate il fuoco, a patto di non intralciare le operazioni contro i gruppi terroristici, fanno sapere da Teheran.

Gli attentati jihadisti di ieri, tra i piu' sanguinosi in cinque anni di guerra, sembrano aver rilanciato gli sforzi per una tregua anche parziale. E' di 129 morti il bilancio degli attacchi Damasco e a Homs, fornito dal regime di Damasco,che ha attaccato il Consiglio di sicurezza dell'Onu per il"silenzio persistente", una mancata condanna che "alimenta altri attacchi".

Domenica il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva annunciato un accordo provvisorio con laRussia su un'imminente "cessazione delle ostilita'".

I gruppi chiave dell'opposizione siriana si sono riuniti Riad. "C'e' unincontro", ha confermato Monzer Makhous, portavoce per l'Ufficio del comitato per i negoziati. L'organo riunisce irappresentanti dei principali partiti di opposizione emovimenti ribelli, politici e armati, in Siria, ed e' stato istituito a Riad a dicembre in vista dei negoziati di pace con l'Onu che poi sono a malapena decollati (la data prevista diripresa, il 25 febbraio, e' stata definita irrealistica dallo stesso inviato Onu, Staffan De Mistura). L'incontro di Riad dovrebbe durare due o tre giorni, ha aggiunto Makhous.

Intanto la Turchia ha ribadito che non pensa aun'operazione di terra in Siria da sola. Il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il collega italiano Paolo Gentiloni, in visita ad Ankara, ha spiegato che "in Iraq e in Siria c'e' un'organizzazione terroristica, il Daesh. Noi abbiamo formato una coalizione contro i terroristima i soli attacchi aerei non possono fermare il Daesh. Insieme agli attacchi aerei serve una strategia di terra", ma "la Turchia non fara' mai un'operazione di terra da sola. Lo abbiamo sempre detto e anche altri paesi, come Arabia Saudita, hanno detto la stessa cosa: non esiste assolutamente la prospettiva di un' operazione del genere insieme all' Arabia saudita, ma se vogliamo entrare in Siria via terra bisogna farlo insieme, come coalizione".

L'Isis intanto ha liberato 42 cristiani caldei che facevano parte di un gruppo di circa 200 persone sequestrate un anno fa durante un assalto al villaggio di Tell Tamer, nella provincia nord-orientale siriana di Al Hasakah. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, nel gruppo ci sono almeno 17 donne. (AGI) 


23 febbraio 2016 ©