Estero

Gentiloni, "su Regeni non ci accontenteremo di verita' presunte"

08/02/2016 08:55

Roma - "Non ci accontenteremo di verità presunte". Paolo Gentiloni torna a chiedere all'Egitto chiarezza e collaborazione nell'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo. "Vogliamo che si individuino i reali responsabili -afferma il ministro degli Esteri italiano in un'intervista a Repubblica- e che siano puniti in base alla legge....Conosco la professionalita' dei nostri investigatori, e se verra' loro consentito di lavorare, come in queste ore sembra possibile, potremo ottenere dei risultati. Ed e' questo che il governo italiano pretende".

L'Italia sembra voler fare del caso Regeni un banco di prova delle relazioni politiche ed economiche con il Cairo. "L'Egitto - sottolinea Gentiloni - è un nostro partner strategico e ha un ruolo fondamentale per la stabilizzazione nella regione. Questo non ci ha mai impedito di promuovere la nostra visione del pluralismi e dei rapporti umani. Qui però - aggiunge - ci troviamo di fronte a un problema diverso, cioè il dovere dell'Italia di difendere i suoi cittadini e pretendere che, quando essi sono vittima di crimini, i colpevoli vengano assicurati alla giustizia. Quest dovere vale tanto più nei rapporti con un paese alleato come l'Egitto". (AGI) 


08 febbraio 2016 ©
06/02/2016 15:34

Roma -  E' arrivata all'istituto di medicina legale dell'Universita' La Sapienza di Roma la salma del ricercatore 28enne Giulio Regeni, trovato morto mercoledì al Cairo. L'autopsia, affidata al professor Vittorio Fineschi, e' stata disposta dal pm Sergio Colaiocco affinche' venga accertata la causa della morte. Il magistrato, che ha aperto un'inchiesta per omicidio a carico di ignoti, ha chiesto che venga svolto anche un esame tossicologico.

All'aeroporto di Fiumicino, i genitori del giovane, Claudio Regeni e Paola Deffendi, hano atteso l'arrivo della salma insieme al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al presidente della Commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, e al capo dell'Unita' di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, con cui hanno avuto un colloquio.

"Chiediamo piena collaborazione alle autorita' egiziane, di agire con determinazione, trasparenza e rapidita. Noi abbiamo assicurato subito la nostra piena disponibilita' alla collaborazione, tanto sul fronte delle forze dell'ordine, quanto sul fronte delle autorita' giudiziarie italiane", ha affermato il ministro Orlando.

Precedentemente era stato il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, a sottolineare come sul caso non vi sia ancora chiarezza. "Siamo lontani dalla verità", aveva commentato il ministro degli Esteri ad Amsterdam, dove partecipa alla riunione informale dei ministri Ue (Gymnich). 

Secondo il titolare della Farnesina, occorre "assolutamente che il lavoro" di indagine "possa essere fatto insieme" alle autorità egiziane. Gli esperti italiani sono già al Cairo per le indagini.

 La mamma Paola "ho il cuore spezzato"

"Il lavoro congiunto sta incominciando in questo momento - aveva aggiunto - e in questo momento si stanno anche imbarcando i familiari e la salma di Giulio Regeni che faranno scalo a Roma e poi andranno a Trieste". 

Intanto dall'Egitto arriva una nuova conferma: Regeni e' stato torturato. Lo rivela l'esame autoptico già effettuato dalle autorità egiziane e da cui sono emersi segni di sevizie. A rivelarlo sono fonti mediche locali.

Il Cairo ha inoltre smentito di aver effettuato due arresti per la morte del ricercatore italiano, come chiarito dal generale Ashraf al Anany, direttore dell'ufficio stampa del ministero
dell'Interno del Cairo. L'ufficiale ha negato la notizia, diffusa ieri sera dalla stampa italiana, secondo cui due persone sarebbero state fermate perchè sospettate dell'omicidio del giovane.

 

 

 

 

 

04/02/2016 08:13

Roma - La vicenda del giovane ricercatore friulano scomparso al Cairo dal 25 gennaio si è conclusa con un "tragico epilogo". Così la Farnesina ha comunicato il ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni al Cairo, dove si trovava per un dottorato di ricerca. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha espresso il profondo cordoglio personale e del Governo ai familiari del giovane, che si trovano al Cairo. Nella capitale egiziana anche il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, che ha sospeso la sua visita ufficiale nella città. Il Governo italiano ha richiesto alle autorità egiziane il massimo impegno per l'accertamento della verità e dello svolgimento dei fatti, anche con l'avvio immediato di un'indagine congiunta con la partecipazione di esperti italiani

Il corpo è stato trovato ieri all'alba da un gruppo di operai in un fosso alla periferia della capitale, ai margini della Desert Road, una strada che porta dal Cairo ad Alessandria, in una zona desertica. Secondo i media egiziani, la vittima avrebbe "segni di tortura e ferite sul corpo". Regeni era in Egitto per una tesi di dottorato sull'economia locale con l'American University. (AGI)