Estero

Wikileaks:Assange dal balcone ambasciata, vittoria storica

05/02/2016 18:34

Londra - Un emozionato Julian Assange ha celebrato come una "vittoria" il parere dell'Onu sulla sua detenzione, definita "illegale", con un discorso dal balcone dell'ambasciata ecuadoregna dove è costretto a vivere dal 2012. "Come è dolce, questa è una vittoria che non può essere negata. è una vittoria di importanza storica", ha affermato il fondatore di Wikileaks a una folla di giornalisti e sostenitori che lo ascoltavano all'esterno dell'ambasciata. Un panel dell'Onu, giovedì, con una maggioranza di 3 su 5, aveva esortato a mettere fine alla sua detenzione "illegale", permettendogli di lasciare l'ambasciata ecuadoregna e richiedere compensanzioni da Gran Bretagna e Svezia, che hanno presentato domanda di estradizione per un duplice caso di stupro, di cui uno caduto in prescrizione.

Assange ha esortato Londra e Stoccolma a rispettare il parere della commissione delle Nazioni Unite. Pensando ai suoi figli, il 44enne australiano ha sottolineato che "è tempo che abbiano indietro il loro padre, succederà in un modo o nell'altro". Solo poche volte Assange si era mostrato in pubblico da quando era riparato nell'ambascia di Quito a Londra, nel timore per la sua incolumità. "Sono duro, sono stato temprato da questo processo e posso farcela", ha assicurato. "Tuttavia - ha aggiunto - che diritto ha questo governo o quello americano o quello svedese di negare il diritto dei miei figli ad avere un padre per 5 anni?". Forte commozione per l'affetto dimostrato dai suoi sostenitori: dalla folla qualcuno gli ha urlato, "i tuoi amici sono qui Julian". Ma di fronte al rumoreggiare di un disturbatore, lo stesso Assange ha chiesto che venisse "isolato". (AGI)


05 febbraio 2016 ©
05/02/2016 10:42

Londra - Il governo britannico ha respinto e giudicato irrilevante il parere espresso dal panel Onu che ha definito "arbitraria" la detenzione del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ospite dell'ambasciata ecuadoriana a Londra dal giungo 2012.

"Questo" parere "non cambia nulla. Respingiamo completamente qualsiasi affermazione che sostenga che Assange sia vittima di una detenzione arbitraria. Il Regno Unito ha già chiarito all'Onu che contesterà formalmente le conclusione del panel", si legge in una dichirazione dell'esecutivo di David Cameron. Anche la Svezia ha fatto sapere attraverso il ministero degli Esteri che "non concorda con le dichiarazioni fatte dalla maggioranza del Gruppo di Lavoro" delle Nazioni Unite al quale non riconosce "il diritto di interferire nel caso in corso gestito dall'autorità pubblica svedese".

L'avvocato dell'attivista australiano, Melinda Taylor, aveva definito il parere del Panel Onu  come "un roboante sostegno alla posizione di Assange". Il parere rappresenta solo una "raccomandazione morale" e non è vincolante per gli Stati coinvolti.

Nel pomeriggio è attesa una conferenza stampa di Assange che argomenterà a favore del giudizio Onu e pretenderà la restituzione del passaporto per poter lasciare la rappresentanza ecuadoregna e il Regno Unito. Ciò malgrado la Svezia ne abbia ottenuto l'estradizione per un duplice caso di stupro, di cui uno caduto in prescizione. (AGI)

04/02/2016 09:27

Londra - Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra dal 2012, ha annunciato che si consegnerà alla polizia britannica in caso di un arbitraggio sfavorevole dal gruppo di lavoro dell'Onu sugli arresti arbitrari.
Le Nazioni Unite annunceranno domani se ha perso la sua causa legale contro il Regno Unito e la Svezia, e Assange ha dichiarato che in caso di verdetto sfavorevole abbandonera' la legazione diplomatica lo stesso giorno. Nel suo account di Twitter, Assange ha spiegato che e' disposto ad "accettare l'arresto della polizia britannica", se non ci sono aspettative serie di un nuovo appello nei tribunali. Ma in caso contrario, afferma il fondatore di Wikileaks, se si stabilisce che questi Paesi hanno agito in modo illegale, "spero che mi venga restituito immediatamente il mio passaporto e che cessino i tentativi di arrestarmi".

 

 

Lo scorso 19 giugno Assange ha girato la boa dei tre anni rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra. Il giornalista australiano chiese protezione dopo che il lungo processo nel Regno Unito si era concluso con la decisione di consegnarlo alla Svezia, dove è indagato per reati sessuali. Assange vuole evitare l'estradizione in Svezia perché teme di essere consegnato alla giustizia americana: in Usa rischia un processo per aver violato segreti sulla sicurezza del Paese, pubblicando materiale riservato su Wikileaks. (AGI)