Estero

Siria, Mosca "stop negoziati non fermerà raid"

Mosca - La sospensione dei negoziati di pace per la Siria a Ginevra non influirà sulle operazioni militari russe contro il terrorismo e al fianco del regime di Damasco. Lo ha ribadito Mosca poche ore dopo la sospensione dei negoziati inter-siriani sotto l'egida Onu. Il viceministro degli Esteri russo Ghennadi Gatilov ha ricordato che "la questione prioritaria per noi, e prima di tutto per il popolo e le autorita' siriani, è la questione della lotta al terrorismo. Pertanto abbiamo sempre detto che questa lotta continuera'". Gatilov ha comunque ricordato che l'interruzione del negoziato "avrà sicuramente un impatto sulle discussioni" che si terranno nella riunione del Gruppo internazionale di sostegno della Siria, previsto a Monaco di Baviera l'11 febbraio. Usa e Francia hanno accusato il regime di Bashar al-Assad e Mosca, che lo sostiene, di voler affossare il processo di pace sospeso ieri sera. "Il proseguimento dell'assalto delle forze del regime siriano, rafforzato dagli attacchi russi, contro le zone controllate dall'opposizione mostra chiaramente il desiderio di cercare una soluzione militare prima che consentire una soluzione politica" alla situazione, ha fatto notare il segretario di Stato americano, John Kerry.

 

Conferenza donatori, Gentiloni da Italia 400 milioni 

 Merkel, aiuti per 2,3 miliardi

Ue, altri 3 miliardi di aiuti

Dal territorio intanto arriva la notizia che l'esercito siriano sostenuto dalle milizie alleate ha rotto l'assedio a due città sciite nella provincia di Aleppo e ha così tagliato i rifornimenti verso la vicina Turchia. Le due città di Nubul e Zahraa, con una popolazione stimata di circa 60mila persone, erano accerchiate delle forze del Fronte al-Nusra, filiale siriana di al-Qaeda, da più di tre anni. Da alcuni giorni le truppe di Damasco, che si giovano di un potente copertura aerea russa, avanzano sul terreno nella provincia settentrionale di Aleppo. I caccia russi hanno avviato una serie di bombardamenti senza precedenti nella zona, costringendo migliaia di persone a fuggire verso il confine con la Turchia. L'offensiva lanciata lunedì a nord di Aleppo ha già permesso alle truppe di Damasco di conquistare varie località, oltre a Nubul e Zahraa. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle due citta' e' entrato un gruppo di comandanti militari, accompagnati da miliziani dell'organizzazione sciita libanese Hezbollagh e da uomini della Guardia Rivoluzionaria iraniana. In un comunicato diffuso nella notte dal Comandate delle forze armate siriana, la vittoria nella zona viene definita "importante" perché "taglia le linee di rifornimento dei terroristi provenienti dalla frontiera con la Turchia e ha causato un collasso drammatico nelle loro fila". Secondo l'Osservatorio, gli scontri continuano stamane nelle vicinanze dei villaggi di Marasta al-Khan e Ratian, dove il regime ha sparato oltre un centinaio di proiettili di artiglieria e l'aviazione russa continua a bombardare.

L'offensiva lanciata questa settimana dal regime siriano a nord di Aleppo ha provocato la fuga di quasi 40mila civili. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, specificando che gli sfollati sono scappati nella vicina cittadina curda di Afrin, nella zona occidentale della provincia di Aleppo e nelle aree lungo il confine con la Turchia. 

 

(AGI) 


04 febbraio 2016 ©