Estero

Lotta a Isis, Kerry a Roma "in Iraq ruolo chiave dell'Italia"

Roma - La guerra all'Isis "si vince solo sul campo con le forze curde e irachene e in questo senso l'Italia ha un ruolo cruciale nell'addestramento delle forze irachene impegnate sul campo". Lo ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry nel suo intervento iniziale alla conferenza dello 'small group', gruppo di 23 Paesi della coalizione anti-Isis, in corso alla Farnesina. Il capo della diplomazia americana ha rivolto un ringraziamento speciale ai carabinieri italiani.

Il capo della diplomazia americana ha parlato della situazione in Siria: "Stiamo assistendo alla catastrofe piu' grande mai vista dalla Seconda Guerra mondiale", ha affermato Kerry. "Dobbiamo sostenere gli sforzi diplomatici in corso nei colloqui di pace a Ginevra", ha aggiunto il segretario di Stato, secondo il quale e' importante ottenere dai negoziati in Svizzera un via libera agli aiuti umanitari". A Madaya, ha sottolineato ancora Kerry, "la gente muore di fame, mangia foglie e erba, e affamare la gente e' una tattica di guerra, usata quotidianamente dalle forze di Assad".

"Il mondo si aspetta di essere messo al sicuro da noi", ha aggiunto Kerry. "Sono fiducioso, distruggeremo Daesh, oggi dobbiamo parlare e pensare a come farlo piu' in fretta possibile". La coalizione "sta facendo la differenza", ha sottolineato Kerry, ricordando che, con l'Afgfhanistan ha deciso di unirsi alla lotta e sono ora 66 i Paesi impegnati" nell'alleanza contro lo Stato Islamico. Ma, nonostante questo, ha aggiunto, "dobbiamo vedere ancora altri progressi. Il presidente Obama e' stato chiaro quando ha detto che dobbiamo fare di piu'. Fare di piu' significa anche continuare la lotta per colpire le fonti di finanziamento del gruppo jihadista". Sul piano militare, Kerry ha sottolineato che da settembre del 2014, quando inizio' l'offensiva militare della coalizione, "abbiamo condotto oltre 10.000 raid aerei, che ci hanno permesso, in particolare dallo scorso maggio, di uccidere diversi leader jihadisti di alto e medio livello". Alla riunione di Roma, presieduta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dallo stesso Kerry, sono presenti l'Alto rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini, e i rappresentanti di altri 21 Paesi: Arabia Saudita, Australia, Bahrein, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi, Francia, Germania, Iraq, Giordania, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Gran Bretagna, Qatar, Spagna, Svezia, Turchia e Kuwait. (AGI) 


02 febbraio 2016 ©