Estero

Kerry a Roma, "schiacceremo l'Isis, sarà una lunga guerra" - Video

02/02/2016 20:44

Roma -  La coalizione internazionale riuscirà a sconfiggere l'Isis. Questa la parola d'ordine, espressa da John Kerry ma condivisa dagli altri colleghi, al termine del summit di Roma del gruppo ristretto della coalizione anti-Isis. 

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"Cercheremo di schiacciare l'Isis in ogni angolo" ha aggiunto il segretario di Stato precisando prudentemente che "la guerra sarà lunga, più di quelle guerre tra uno Stato e l'altro". Pur riconoscendo i "progressi" fatti finora dalla coalizione anti-Isis, Kerry ha avvertito che "questa è una guerra di lungo periodo, ci vorrà del tempo, lo sappiamo perchè l'abbiamo già provato per smantellare al-Qaeda, è un impegno più lungo per tutti". "Cercheremo di soffocare e schiacciare Daesh ovunque nel mondo - ha promesso il segretario di Stato Usa - useremo tutte le risorse che abbiamo per mantenere questa posizione offensiva su tutti i fronti". 

Il capo della diplomazia americana ha avuto parolre di particolare elogio per l'Italia che "è tra i Paesi più attivi nella lotta all'Isis" perchè è "meravigliosa. Dà un contributo principale e ha un ruolo di primo piano, non potremmo avere un partner migliore". La guerra all'Isis, ha proseguito, "si vince solo sul campo con le forze curde e irachene e in questo senso l'Italia ha un ruolo cruciale nell'addestramento delle forze irachene impegnate sul campo". Il capo della diplomazia americana ha rivolto un ringraziamento speciale ai carabinieri.

Per il segretario di Stato americano in Siria "stiamo assistendo alla catastrofe più grande mai vista dalla Seconda Guerra mondiale". Per questo, ha proseguito, "dobbiamo sostenere gli sforzi diplomatici in corso nei colloqui di pace a Ginevra" sotto egida Onu dove è importante ottenere dai negoziati in Svizzera un via libera agli aiuti umanitari".

A Madaya, ha sottolineato il capo della diplomazia americana, "la gente muore di fame, mangia foglie e erba, e affamare la gente è una tattica di guerra, usata quotidianamente dalle forze di Assad". 

Tra le tante priorità nella crisi siriana individuate da Kerry ha sottolineato che "13,5 milioni di siriani hanno bisogno di assistenza umanitaria e 6 di essi sono bambini" e "ridurre i bambini alla fame è una tattica di guerra del regime di Bashar al Assad".

Da parte sua l'ospite, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si è dett convinto che "abbiamo fatto passi avanti sul terreno nella lotta all'Isis, molte cose sono cambiate, la tendenza è cambiata".

Ad esempio di questo nuovo clima Gentiloni ha anche elogiato la conferma che la ditta italiana Trevi "si è aggiudicata l'appalto per la diga di Mosul, il contratto sarà firmato nei prossimi giorni. I contatti con Baghdad vanno avanti da molte settimane, le modalità della presenza delle forze militari italiane saranno di difesa dei lavori della diga e saranno prese in accordo con la coalizione", ha precisato il ministro.  (AGI) 


02 febbraio 2016 ©