Estero

Svezia: migranti aggrediti a Stoccolma da uomini mascherati

30/01/2016 13:27

Stoccolma - Diverse decine di uomini con maschere o nascosti da passamontagna (tra le 50 e le 100 persone), probabilmente legati al mondo degli hoolingans o alla galassia dei gruppi neonazisti, hanno aggredito nella serata di ieri alcuni migranti nel centro di Stoccolma, nell'ampia piazza pedonalizzata Sergels Torg. Lo riferisce la polizia svedese. Secondo alcuni testimoni intervistati dal quotidiano svedese Aftonbladet, nella piazza dove si radunano giovani, emarginati e minori non accompagnati (minori arrivati sul suolo europeo senza i genitori, ndr), sono state molestate e picchiate diverse persone "dall'aspetto straniero". Gli aggressori hanno anche distribuito volantini in cui dichiaravano che "i bambimi di strada nord-africani avrebbero ricevuto la punizione che meritavano".

Cimitero Egeo, altri 39 morti 

Le autorita' infomate di "un progetto di aggressione contro i migranti minori non accompagnati nel centro di Stoccolma", hanno dispiegato sul territorio agenti anti-sommossa e hanno fatto sorvolare il centro cittadino da elicotteri. Un uomo di 46 anni e' stato arrestato dopo aver sferrato un pugno al viso di un poliziotto in borghese e tre persone, tra i 20 e i 30 anni di eta', sono state arrestate, e poi rilasciati, per disturbo alla quiete pubblica. Un'altra persona, che aveva con se' un coltello, e' stato incriminato per possesso d'arma vietata. E' stata aperta una inchiesta per cercare di identificare gli uomini mascherati e le organizzazioni coinvolte. La polizia pero', si legge sul quotidiano Aftobladet, hanno forti sospetti verso alcuni gruppi radicali neonazisti. Il sito Nordfront, vetrina del movimanto neonazista Smr, aveva pubblicato ieri sera un annuncio nel quale "cento hooligans" dei club di Aik e Djurgarden erano pronti "a far pulizia dai criminali immigrati dell'Africa del Nord". Nel 2015, 163.000 rifugiati hanno presentato domanda di asilo in Svezia. Il ministro degli interni Anders Ygeman ha annunciato mercoledi' scorso che il Paese intende espellere circa la meta' di questi migranti. (AGI)

(30 gennaio 2016)

 

30/01/2016 14:03

Ayvacik (Turchia) - E' di almeno 39 migranti morti, di cui 5 bambini, il bilancio di un nuovo naufragio nel mar Egeo. L'imbarcazione con cui un gruppo di siriani afghani e birmani tentava di raggiungere la Grecia si è capovolta. La Guardia Costiera turca ha reso noto di aver salvato 75 persone, molte delle quali  sono ricoverate con gravi sintomi di ipotermia, e di aver recuperato 39 cadaveri.

Euroscettici tedeschi, "usate le armi per difendere le frontiere"

I migranti erano partiti dalla provincia turca di Canakkale e cercavano apparentemente di raggiungere l'isola greca di Lesbos. Giovedì scorso 24 migranti, di cui 10 bambini, erano morti in un naufragio al largo dell'isola greca di Samos. 

Oltre un milione di rifugiati e migranti sono arrivati via terra e via mare nell'Unione europea l'anno scorso, e 3.600 sono morti o dispersi - il bilancio più pesante mai registrato secondo i dati diffusi dall'Organizzazione internazionale dei migranti.

La guardia costiera turca continua le ricerche di eventuali superstiti nel punto in cui è naufragato il barcone, al largo della cittadina turca di  Ayvacik, di fronte alle coste greche di Lesbo. Non si sa ancora quanti fossero i migranti a bordo.(AGI) 

 

(30 gennaio 2016)

30/01/2016 13:32

Atene - Per denunciare la crescente strage di migranti, in particolare di minore eta', che annegano nel tentativo di raggiungere via mare la Grecia e quindi il territorio dell'Unione Europea, i giocatori di due squadre di calcio che militano nella serie B ellenica si sono uniti in un sit-in in campo. L'insolita protesta e' avvenuta nell'anticipo della diciassettesima giornata ieri sera a Larissa, in Tessaglia, e ha avuto come protagonisti i calciatori della squadra locale, l'Ael, e quelli ospiti dell'Acharnaikos, team dell'Attica: non appena l'arbitro ha dato il fischio d'inizio, i 22 atleti si sono seduti sul terreno di gioco e hanno osservato insieme due minuti di silenzio "in memoria", recita un comunicato, "delle centinaia di bambini che ogni giorno periscono a causa della scellerata apatia dell'Unione Europea e della Turchia nei confronti di quanto sta succedendo nell'Egeo".

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L'ultimo, tragico episodio in ordine di tempo e' proprio di oggi: almeno 39 le persone che hanno perso la vita nel naufragio del barcone a bordo del quale stavano cercando di arrivare sull'isola di Lesbo. Una ventina i dispersi. Per la cronaca, l'incontro si e' poi disputato regolarmente, concludendosi con la vittoria dei padroni di casa per 2-0. (AGI) 

(30 gennaio 2016)

28/01/2016 08:58

Atene - Ennesimo naufragio nel mar Egeo, al largo dell'isola di Samos. Sono morti 24 migranti, di cui 10 bambini. Il nuovo bilancio e' stato fornito dalla Guardia Costiera che ha salvato una decina di persone dal barcone proveniente dalle coste turche. Subito dopo l'allerta era scatta l'operazione di ricerca e salvataggio dei dispersi, ma per molti non c'e' stato nulla da fare. 

 

Svezia verso espulsione di 80mila richiedenti asilo

Secondo i racconti dei sopravvissuti, la barca si è rovesciata vicino alle coste settentrionali di Samos, un'isola vicina alle coste occidentali turche, porta d'ingresso di centinaia di migliaia di migranti che cercano di arrivare sulle coste europee. Una ventina sarebbero i dispersi e la Guardia Costiera è al lavoro per ritrovarli. 

Ieri un naufragio al largo dell'isola di Kos, sempre nel mar Egeo, ha causato la morte di 7 persone, di cui due bambini e venerdi' scorso altri 45 migranti sono morti nell'affondamento del loro barcone al largo dell'isola di Kalolimnos.
Malgrado le condizioni invernali e le restrizioni imposte in alcuni Paesi europei che hanno rispristinato i controlli alle frontiere per impedire il flusso migratorio, gli arrivi proseguono. Secondo l'Oim, l'Organizzazione internazionale delle migrazioni, dal primo gennauio gli arrivi dal Mediterraneo sono pari a 40.240.

(AGI) 

(28 gennaio 2016)

25/01/2016 21:12

Amsterdam - (Dall'inviata Francesca Venturi) Schengen è in pericolo: la consapevolezza dei rischi che corre quella che il commissario Ue all'immigrazione ha definito anche oggi "la più grande conquista dell'integrazione europea" è ormai diffusa a tutti i livelli dell'Unione europea, e si cerca di trovare soluzioni che permettano di salvare la libera circolazione delle persone. Mentre in sei paesi sono tuttora vigenti i controlli "temporanei" alle frontiere, oggi ad Amsterdam i ministri degli Interni dei Ventotto hanno nuovamente affrontato la questione, in vista della scadenza del prossimo mese di maggio, quando in Germania e Austria finiranno i sei mesi della durata massima di tali controlli secondo quanto previsto dalle regole di Schengen.

Infografica - Area Schengen

Questi due paesi chiedono alla Commissione di poter estendere i controlli per più tempo, fino a un massimo di due anni. La possibilità è prevista dall'articolo 26 del codice, che era stato introdotto nel 2013 proprio in seguito alle "incomprensioni" fra Italia e Francia sul passaggio di migranti a Ventimiglia, ma perché sia attuata serve una proposta della Commissione e l'approvazione del Consiglio. "Stiamo valutando varie ipotesi per garantire la tenuta di Schengen", ha detto il commissario Dimitris Avramopoulos, che ha insistito: "abbiamo discusso oggi di come rafforzare e ulteriormente salvaguardare Schengen. L'obiettivo è ripristinarlo".

Ma se per il ministro italiano Angelino Alfano "Schengen è salvo, per ora", la sua collega austriaca Johanna Mikl-Leitner ha detto a fine riunione "quello che altri pensano: Schengen è sull'orlo del tracollo in questo momento", mentre il tedesco Thomas De Maizie're ha insistito che la Grecia deve fare il suo dovere nella protezione della frontiera con la Turchia. Gli ha risposto il ministro greco dell'Immigrazione Ioannis Mouzalis, ricordando che "la gestione dei migranti che sbarcano sulle nostre isole non è solo un problema greco ma riguarda l'intera Europa, e va gestito a livello europeo". Mouzalis ha anche respinto l'ipotesi slovena di un sostegno alla Macedonia per meglio controllare gli arrivi di migranti provenienti proprio dal confine greco: "non è una buona idea" e sarebbe "illegale" metterla in pratica.

L'Italia ha dal canto suo rassicurato i partner sulla realizzazione degli "hotspot", i centri di identificazione e registrazione dei migranti al loro arrivo, e il ministro Alfano ha anche annunciato di averne allo studio uno ulteriore nel Nord-Est, "per prepararci a un flusso di arrivi dalla rotta balcanica". Ma gli hotspot, ha ricordato lo stesso Alfano, erano stati decisi assieme ad altri due "pilastri" della politica europea dell'immigrazione: le redistribuzioni e i rimpatri. In entrambi i casi le cose vanno a rilento: ad oggi, dei 160 mila profughi da redistribuire, da Italia e Grecia ne sono partiti solo 414. Oggi ad Amsterdam si è parlato anche di lotta al terrorismo: e se il ministro francese Bernard Cazeneuve ha proposto la creazione di una banca dati comune sui passaporti rubati in Siria e Iraq, Europol ha approfittato dell'appuntamento di Amsterdam per presentare il suo ultimo rapporto, in cui si evidenzia che la minaccia terroristica dell'Isis nei confronti dell'Europa è ancora molto viva, e che il focus principale resta la Francia. Per l'Italia, invece, ha assicurato Alfano, "non c'è minaccia specifica e concreta". (AGI)

(26 gennaio 2016)