Estero

Zika fa paura, a New York tre positivi al virus

23/01/2016 09:16

New York - Tre abitanti di New York sono risultati positivi al virus Zika, responsabile di gravi malformazioni al feto e ritenuto collegabile a un aumento di nascite di bebe' con la microcefalia in America Latina. Le tre persone erano tornate da zone in cui la zanzara che trasmette il virus si sta espandendo rapidamente, ha segnalato il dipartimento Sanita' di New York, senza specificare i luoghi. Una persona si e' gia' ripresa, le altre due stanno migliorando. Venerdi' le autorita' sanitarie americane hanno esteso l'allerta, affinché le donne incinte evitino di viaggiare in 22 località dell'America Latina e dei Caraibi, a causa del virus.

Intanto, anche 'Ecuador, dopo Colombia ed El salvador, hanno invitato le donne che abitano nelle zone a rischio a evitare per il momento di rimanere incinte. Migliaia di persone sono gia' rimaste infette, soprattutto in Brasile e Colombia, ma il virus, sbarcato nel continente l'anno scorso, si e' propagato in quasi tutta la regione a una velocita' lampo. In realta' l'infezione provocata dal morso della zanzara ha caratteristiche pressoche' innocue: non e' contagiosa, produce sintomi simil-influenzali (febbre, mal di testa, dolori muscolari), con un'eruzione cutanea che dura da tre a dodici giorni; e nell'80% dei casi, la malattia, raramente fatale, passa inosservata.

Il pericolo e' per le donne incinte e i loro bambini: dopo mesi di ipotesi gli scienziati brasiliani hanno confermato nei giorni scorsi che il virus si trasmette da madre a figlio attraverso la placenta. Ancora non e' confermato che la malattia produca la microcefalia nel feto, ma certo il virus e' il principale sospettato. (AGI)

(23 gennaio 2016)
 

22/01/2016 12:15

Roma - Il virus Zika terrorizza l'America Latina, ma per l'Italia rappresenta ancora una minaccia remota. Remota, ma non improbabile, come sottolinea Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità, secondo cui resta la possibilità che la zanzara tigre ne diventi il vettore in Europa. "Può succedere" dice Rezza all'Agi, "che una persona che si è infettata in Paese dell'America Latina venga punta da una zanzara tigre che poi trasmette il virus ad altri. E' già successo con la Dengue, di cui c'è stata una epidemia in Francia Meridionale la scorsa estate, e con la Chikungunya di cui abbiamo avuto un focolaio in Italia nel 2007".

Il ministero della Salute, aggiunge Rezza, "ha messo a punto i test diagnostici per la Zika, anche grazie alla collaborazione internazionale". Nel marzo 2015 un caso di infezione da Zika è stato segnalato in Italia, ma si trattava di un viaggiatore di ritorno da una località in cui è una malattia endemica e che comunque non aveva alcuna relazione con casi di donne in gravidanza". Perché l'allarme è proprio per le donne incinte, dopo che in Brasile è stata registrata un'incidenza venti volte superiore alla media di casi di microcefalia che si ritiene sia legata all'infezione. "Lo Zika il piu' delle volte dà come sintomi febbre e cefalea. Somiglia molto al Dengue ma più lieve. Ciò che ha fatto preoccupare a livello internazionale è il fatto che in America Latina si sono trovati negli anni '90 ad avere a che fare con il Dengue e più di recente con la Chukungunyam e ora con la Zika, tutti portati dalla zanzara Aedes aegypti. La circolazione di virus su più vettori non esclude che anche la Zika venga trasmessa dalla zanzare tigre". Per Rezza bisogna tenere alta la guardia, ma senza cedere agli allarmismi, anche se "è chiaro che una donna in gravidanza che vada in questi Paesi deve stare molto attenta". (AGI) 

 

(22 gennaio 2016)

22/01/2016 10:43

San Paolo - E' allarme in Sud-America dove una semplice puntura di insetto sembra provocare gravi malformazioni alle donne incinte e portare alla nascita di bimbi con la microcefalia, il cranio piccolo in maniera anomala. A seminare l'allarme è il virus Zika, inoculato da una zanzara portatrice, l' Aedes aegypti. Migliaia di persone sono gia' rimaste infette, soprattutto in Brasile e Colombia, ma il virus, sbarcato nel continente l'anno scorso, si è propagato in quasi tutta la regione a una velocita' lampo. In realtà l'infezione provocata dal morso della zanzara ha caratteristiche pressoche' innocue: non è contagiosa, produce sintomi simil-influenzali (febbre, mal di testa, dolori muscolari), con un'eruzione cutanea che dura da tre a dodici giorni; e nell'80% dei casi, la malattia, raramente fatale, passa inosservata. Il pericolo e' per le donne incinte e i loro bambini: dopo mesi di speculazioni gli scienziati brasiliani hanno confermato nei giorni scorsi che il virus si trasmette da madre a figlio attraverso la placenta. Ancora non è confermato che la malattia produca la microcefalia nel feto, ma certo il virus e' il principale sospettato.


Virus Zika lontano dall'Italia, "ma non si può escludere nulla"

Al momento, sono 18 i Paesi che hanno confermato la presenza del virus nel loro territorio. Il piu' colpito' è il Brasile, che ha anche il maggior numero di casi di microcefalia: da ottobre si sono registrati quasi 4.000 casi di questa alformazione nel gigante sudamericano. A titolo di riferimento, vale la pena notare che nel 2014, i casi in tutto il Brasile furono 147. Tra l'altro, gli scienziati stanno anche studiando un possibile legame tra lo Zika e la sindrome di Guillain-Barre', che causa una paralisi che puo' essere irreversibile. Dopo che, tre mesi fa, si sono cominciate a diffondere le prime notizie sul possibile legame tra il virus e la rara anomalia congenita si sono verificati fenomeni anche curiosi: i prezzi dei prodotto antizanzara sono lievitati in Brasile e nel cimitero di Lima è stata organizzata un'ernome fumigazione. I governi di Colombia ed El Salvador hanno invece invitato le donne a non rimanere incinte. Intanto l'allarme si estende. Gli Usa hanno consigliato alle donne incinte di evitare viaggi in 14 Paesi dell'America Latina e dei Caraibi. E questo, a poche settimane dal Carnevale di Rio e a pochi mesi dai Giochi Olimpici, per il Brasile, un gigante in recessione che spera nell'arrivo massiccio di turisti, certo non è una buona notizia.  (AGI)

 

(22 gennaio 2016)