Estero

Rapporto Litvinenko "non cambia giochi Londra-Mosca"

Mosca - L'inchiesta governativa britannica - che indica come "probabile" il coinvolgimento del presidente Vladimir Putin nell'omicidio dell'ex agente del Kgb, Aleksandr Litvinenko, ucciso a Londra nel 2006 - non avra' un impatto significativo sulle relazioni tra Gran Bretagna e Russia ma sara' usata come argomento anti-russo in diverse sedi internazionali. Ne e' convinta Kira Sazonova, docente all'Accademia presidenziale russa di economia nazionale e amministrazione pubblica (Ranepa), la quale sottolinea che la giustizia britannica non ha rivelato nulla di nuovo di quanto gia' non fosse noto nel 2006. "Se si confronta la stampa britannica del 2006 e del 2016, noteremo la stessa retorica - ha spiegato in un'intervista con la radio governativa Sputnik -. Il fatto che alle autorita' britanniche siano serviti 10 anni per riconfermare il loro stesso verdetto, gia' dimostra una certa politicizzazione". La linea di Mosca nel rispondere alle accuse lanciate dal rapporto del giudice Robert Owen, incaricato nel 2014 dell'inchiesta governativa, e' stata quella fin da subito di ridimensionarne le conclusioni, puntando l'accento sui molti "probabilmente" contenuti nel documento - che non ha comunque il fine di emettere condanne ma solo di fissare i fatti - e parlando di caso politicizzato.

A detta della Sazonova, "esiste una certa pressione da parte di una serie di forze della Gran Bretagna che sono disposte in modo negativo nei confronti della Russia". "E' sufficiente ricordare - ha continuato - che proprio la Gran Bretagna e' stata una dei primi paesi dell'Ue, che ha sostenuto l'idea delle sanzioni anti-russe. Quindi e' chiaro che in questo caso abbiano un ruolo determinati interessi di lobby". La docente ha avvertito che ora le conclusioni del giudice Owen potranno essere usate come "argomento" anti-russo in diverse sedi internazionali come il parlamento o la commissione europea "anche se si tratta di una decisione di una sola nazione". La Sazonova si e' detta convinta, pero', che il caso non influenzera' in maniera significativa le relazioni bilaterali. "Si tratta di un'altra pugnalata alla Russia - ha denunciato -. Non penso che possiamo prevedere un deterioramento drammatico della qualita' delle relazioni russo-britanniche; inoltre, abbiamo un motivo serio per collaborare come la lotta allo Stato islamico". Concludendo, la docente ha voluto sottolineare che l'inchiesta britannica e' solo "uno degli episodi spiacevoli" che caratterizzano relazioni bilaterali gia' da anni ai ferri corti. (AGI)

(22 gennaio 2016)