Estero

Iran, la lunga via crucis negoziale sul nucleare

22/01/2016 11:10

Roma - Il 5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) e l'Iran dopo 9 anni di negoziati, contraddistinti da tantissime battute d'arresto a sorpresa e pochi ma decisivi balzi in vanati, hanno aggiunto lo scorso 14 luglio a Ginevra l'intesa sul nucleare che consente alla Repubblica Islamica di sviluppare un programma di energia atomica civile, ma non consenta agli ayatollah lo sviluppo di un arsenale atomico.

Di seguito le tappe

- Per 18 anni, tra il 1985 e il 2002, Teheran ha sviluppato le sue attivita' nucleari in maniera clandestina

- I dubbi sulla natura di queste attivita', corroborati dalle denunce dei gruppi oppositori in esilio, vennero confermati nel 2002 quando si scopri' che Teheran stava costruendo, senza averlo dichiarato, un impianto sotterraneo di arricchimento dell'uranio a Natanz e un reattore ad acqua pesante ad Arak: entrambi possono generare, un volta in funzione, combustibile nucleare (uranio e plutonio)

- Nel 2003 Teheran accetta di sottoposi alle ispezioni dell'Aiea, l'Agenzia per l'Energia atomica dell'Onu, ma quando nel 2005 arriva al potere, Mahmoud Ahmadinejad, avvia una fase di contrapposizione

- Nel 2006, la Giunta dei Governatori dell'Aiea deferisce l'Iran al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per mancanza di collaborazione; e cominciano ad essere emanate sanzioni - A partire dal 2012, anche l'Ue e gli Usa varano sanzioni aggiuntive all'Iran. 

 - Alle presidenziali del 2013, vince il moderato Hassan Rohani che cerca un via diplomatica alla crisi. Cosi' il 24 novembre 2013, Iran e il cosiddetto '5+1' (Usa, Russia, Cina, Francia, Gb piu' la Germania) firmano a Ginevra lo storico accordo che ha permesso l'attuale negoziato. L'Iran accetta di congelare l'arricchimento dell'uranio superiore al 5% e di diluire le sue riserve con una purezza al 20% (per una bomba atomica, l'uranio deve essere arricchito al 90%). In cambio le potenze aboliscono parte delle sanzioni e sbloccano introiti della vendita di petrolio per un valore di diversi miliardi di dollari. - il 14 luglio 2015 dopo un'estenuante maratona negoziale finalmente l'accordo. (AGI) 

(22 gennaio 2016)