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Pakistan, strage di studenti

Islamabad -  La cultura sembra essere la nemica numero 1 dei terroristi in Pakistan. A dicembre del 2014 i cosiddetti talebani pakistani massacrarono 150 persone, tra cui 134 studenti, in una scuola militare a Peshawar.

Oggi, la rivendicazione degli autori è controversa, ma un commando di 4 terroristi ha tentato di ripetere l'azione colpendo l'università Bacha Khan a Charsadda, a circa 50 km da Peshawar, nel nord-ovest del Paese. L'assalto è iniziato alle 9,30 locali (le 5,30 in Italia) ma stavolta le misure di sicurezza o la minore preparazione dei killer ha causato solo 25 morti, tra studenti ed insegnanti e 60 feriti. Quattro i terroristi eliminati da polizia e forze speciali dell'esercito in un assedio durato poco più di tre ore mentre la quasi totalità degli studenti era stato evacuato.ù

Professore eroe difende studenti e muore

I 4 sono entrati nel campus per compiere una carneficina ed erano sicuri di riuscirci perchè l'ateneo, dove normalmente vivono 3.000 studenti, nella notte aveva altri 600 ospiti esterni. 
Armati di kalasnikov e granate hanno fatto irruzione. Le prime vittime sono state le guardie a protezione del campus ma poi la loro follia omicida si è rivolta contro gli studenti ed i professori. 

Tra questi spicca la figura di un, fino ad oggi, sconosciuto professore, ormai "un eroe" per i suoi studenti. Insegnava chimica e si chiamava Syed Hamid Hussain. Secondo i testimoni ha usato una pistola che aveva con se per affrontare a viso aperto i terroristi armati fino ai denti per difendere i suoi ragazzi. Uno studente di Geologia, Zahoor Ahmed, ha detto che il professore a urlato ai suoi e agli altri di chiudersi in aula mentre lui usciva arma in pugno: "Avanzava con una pistola in mano quando ho visto un proiettile centrarlo. A sparare due terroristi".

Inizialmente l'azione è stata rivendicata da una fazione dei talebani pakistani, il cui 'quartier generalè ha poi smentito la paternità dell'attacco, bollandolo come un atto "contrario alle leggi dell'Islam". Non solo. Hanno promesso di dare la caccia agli autori dell'attacco

A rivendicare inizialmente la paternità dell'azione Umar Mansoor, un comandante della fazione Hakimullah Mehsud dei cosiddetti talebani pakistani, Tehreek-e-Taliban Pakistani (TTP): "Quattro nostri kamikaze hanno effettuato l'attacco", ha sostenuto Mansoor. Lo stesso uomo che per le forze di sicurezza pakistane è anche la mente dietro la strage del 16 dicembre 2014 alla scuola militare di Peshawar dove vennero uccise 150 persone, tra cui 134 scolari.

Il comando centrale dei Ttp ha negato qualsiasi coinvolgimento e si è "dissociato da questo attacco", ha dichiarato il portavoce Muhammad Khurasani, avvertendo che i responsabili saranno giustiziati. La disputa tra le due anime del talebani pakistani segnala un ulteriore elemento di frizione tra i Ttp e quanti, come tra i 'cuginì afghani, stanno abbandonando il gruppo per unirsi ad Isis. 

L'attacco è cominciato alle 9,30 locali (le 5,30 ora italiana) nel campus della dove studiano circa 3.000 giovani e dove sono ospitio altre 600 persone per una conferenza. Le forze di sicurezza sono intervenute in forza. Dall'interno della struttura si sono sentiti colpi d'arma da fuoco ed esplosioni. Gli studenti sono stati portato in salvo su degli autobus, secondo la rete Geo Tv ma le notizia dalla zona sono a tratti contraddittorie e confuse. Peshawar è stata teatro del peggiore attacco terroristico del Pakistan il 16 dicembre 2014 quando 7 talebani pakistan irruppero in una scuola frequentata da figli di militari massacrando oltre 150 persone, la maggior parte bambini, in un lungo assedio Ieri un attentato suicida in un mercato di un sobborgo di Peshawar aveva causato 10 morti. (AGI) 

(20 gennaio 2016)