Estero

Dagli Usa la nuova frontiera dei trapianti

11/01/2016 13:32

Londra - Far crescere organi umani nei maiali o nelle pecore per poi usarli nei trapianti: e' l'avveniristico progetto di alcuni ricercatori Usa che potrebbe dare speranza ai molti malati in attesa da anni di un fegato o di un cuore. L'idea e' quella di iniettare cellule staminali umane in embrioni animali geneticamente modificati in modo che siano privi dell'organo umano che si intende ottenere che si formera' in un processo controllato grazie alle staminali umane inserite nell'embrione animale; a quel punto, l'embrione viene impiantato in una pecora o in un maiale adulto. Quando l'organo e' 'maturo', potra' essere usato per un trapianto nell'uomo. E' quanto riferisce il britannico Times citando una ricerca pubblicata sulla 'Mit (Massachusetts Institute of Technoloy) Technology Review', nel 2015 ricercatori di atenei statunitensi hanno provato a innescare almeno 20 gravidanze miste uomo-maiale e uomo-pecora, anche se nessuna e' stata portata a termine, soprattutto in considerazione delle pesanti implicazioni etiche connesse. Lo scorso settembre il Nih, National Institutes of Health, aveva infatti annunciato che non avrebbe finanziato studi che avevano per oggetto "chimere uomo-animale" finche' non avesse approfondito le possibili ripercussioni etiche e sociali. Undici scienziati avevano protestato ufficialmente, denunciando l'agenzia per aver creato "una minaccia per il progresso", gettando "un'ombra di negativita'" sugli scienziati impegnati in questo campo.

 La sperimentazione locale e' comunque andata avanti, ad esempio in alcuni atenei della California e del Minnesota; in quest'ultimo caso, un ricercatore ha poi presentato la documentazione relativa a un feto di maiale di 62 giorni nel quale le cellule staminali introdotte erano riusicte a correggere un difetto congenito della vista. Tra i timori suscitati da questo genere di esperimenti vi e' quello di dare vita - attraverso la moltiplicazione di cellule staminali - a un animale 'troppo umano' e, quindi, troppo intelligente. "Non siamo vicino all'isola del Dr. Moreau ma la scienza si muove velocemente", ha spiegato David Resnik della commissione etica del Nih durante il meeting dell'agenzia a novembre. Il riferimento e' al romanzo di fantascienza di H. G. Wells di fine '800, 'L'isola del dottor Moreau'. Secondo quanto riferisce il Mit, un pericolo di questo tipo viene considerato remoto poiche' il cervello degli animali e' molto diverso da quello dell'uomo, e anche molto piu' piccolo. Ma, per precauzione, i ricercatori non hanno voluto portare a termine le gravidanze-chimere uomo-animale. (AGI) 

(11 gennaio 2016)