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Giubbotti da kamikaze nel covo di Salah, si teme attacco in Belgio il 15 gennaio

Roma - Tre giubbotti da kamikaze, tracce di esplosivo e le impronte digitali di Salah Abdeslam, principale latitante ancora ricercato in relazione agli attacchi terroristici del 13 novembre scorso a Parigi. Secondo quanto reso noto da fonti della Procura Federale belga, e' cio' che la polizia ha trovato in un appartamento di Bruxelles, nel sobborgo di Schaerbeek, nel corso di una perquisizione risalente al 10 dicembre. Anche per tale motivo le autorita' hanno stabilito di mantenere ulteriormente in vigore lo stato di allerta in Belgio, proclamato all'indomani delle stragi parigine, e di confermarlo al livello 3 su una scala di 4 gradi.

Il procuratore federale Frederic van Leeuw aveva comunque gia' indicato il 15 gennaio prossimo come scadenza del periodo potenzialmente piu' critico, seppure sul piano "simbolico", coincidendo con il primo anniversario dello smantellamento della cellula jihadista di Verviers, presso Liegi. Il 26enne Salah, che nel frattempo sarebbe riparato in Siria, avrebbe preso in affitto l'abitazione da un individuo sospettato di complicita', attualmente in custodia. Un vero e proprio covo-laboratorio, dove i membri della cellula jihadista guidata da Abdelhamid Abaaoud avrebbero fabbricato le cinture esplosive poi usate nella capitale francese. "La Procura Federale ha confermato la scoperta di materiale per la preparazione di ordigni e tracce di Tstp (perossido di acetone, un esplosivo altamente instabile utilizzato il 13 novembre; ndr) durante una perquisizione il 10 dicembre", si legge in un comunicato. "L'appartamento e' stato affittato sotto falso nome, che potrebbe essere stato impiegato da una persona attualmente indagata", prosegue la nota. Rilevata altresi' un'impronta digitale di Salah, ma non e' ancora chiaro se sia anteriore o successiva ai massacri del 13 novembre. "Abbiamo trovato l'impronta ma non abbiamo idea di quando sia stata lasciata", ha precisato il portavoce degli inquirenti, Eric van der Sypt. "Puo' darsi che Abdeslam sia andato nel nascondiglio per prendere una cintura prima degli attacchi, o puo' darsi che sia tornato dopo. Credo che siano possibili entrambe le opzioni", ha aggiunto il portavoce.

Van der Sypt non ha invece voluto commentare alcune notizie circolate sui mass media belgi, secondo cui l'appartamento era stato setacciato e ripulito dopo gli attacchi, dettaglio che spiegherebbe perche' e' stata trovata un'impronta di un'unica persona, e che indicherebbe come il covo sia servito da rifugio ad Abdeslam anche in seguito, durante la fuga. Subito dopo la carneficina, il super-ricercato si fece aiutare da due amici, Mohamed Amri e Hamza Attou, che lo prelevarono nella notte a Parigi e lo riportarono a Bruxelles la mattina seguente. Da allora si sono perse le sue tracce mentre gli 'autisti' sono stati arrestati. Frattanto l'Ocam, il centro di coordinamento anti-terrorismo che dipende dai ministeri della Difesa e dell'Interno belgi, ha avvertito che il pericolo di un attentato rimane "possibile e verosimile" sull'intero territorio nazionale. Da qui il prolungamento ulteriore dello stato di allerta. Il provvedimento comporta un inasprimento delle misure di prevenzione e la presenza costante di poliziotti e militari nelle strade. Fu innalzato al massimo fra il 21 e il 26 novembre, quando si temeva una "minaccia grave e imminente" a Bruxelles e dintorni.(AGI)

(8 gennaio 2016)