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Obama in lacrime, "basta armi, basta stragi"

Washington - Stretta di Obama contro "il flagello delle armi". Dopo un lungo braccio di ferro con il Congresso e con le lobby, che ha definito "ostaggio delle lobby delle armi", Barack Obama ha deciso di scavalcarlo, ricorrendo ai suoi poteri esecutivi. "Oltre 30.000 vite vengono spezzate dalle armi negli Usa ogni anno" e "siamo l'unico paese al mondo in cui le stragi avvengono con tale frequenza", ha detto il presidente Usa alla Casa Bianca. I repubblicani possono tenere il Congresso in ostaggio ma "non possiamo lasciare che l'America sia tenuta in ostaggio", ha tuonato Obama. "Le continue scuse per non intervenire - ha affermato - non sono più sufficienti".

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Piange Barack Obama ricordando la strage dei bambini nella scuola di Newtown. "Mi infurio ogni volta che penso a quei bambini della prima elemenare". Il controllo sulle armi, ha detto, non contraddice il secondo emendamento della costituzione americana. Il presidente ha indicando la necessita' di agire "con urgenza" per salvare vite. "Non siamo qui per discutere dell'ultima sparatoria di massa ma per prevenire la prossima". Presente in sala anche Gabrielle Giffords, la parlamentare vittima di una sparatoria a Tucson nel 2011 e altri familiari di vittime. Obama ha ricordato la sparatoria nella quale è rimasta coinvolta la Giffords così come le altre recenti stragi, compresa l'ultima a San Bernardino, in California