Estero

Libia: ambasciatore a Roma, ora l'Italia riapra la sua ambasciata

Roma - L'Italia riapra al piu' presto l'ambasciata a Tripoli e crei "un gruppo di lavoro" congiunto per identificare in che modo puo' contribuire alla sicurezza, alla stabilizzazione e alla crescita della Libia: e' l'appello lanciato dall'ambasciatore libico a Roma, Ahmed Safar, in un'intervista all'Agi all'indomani della visita a Roma di Fayez Al-Serraj, il premier incaricato di formare il governo di unita' nazionale. In particolare il diplomatico ha indicato come principali settori di cooperazione "la consulenza tecnica, la condivisione delle tecnologie e dell'intelligence finalizzata al controllo delle frontiere per arginare le migrazioni clandestine". Per Safar e' necessario "istituire al piu' presto un gruppo di lavoro interdisciplinare con l'Italia in modo da identificare le necessita' operative e strategiche, costruendo sulle capacita' esistenti e riprendendo attivita' come l'addestramento di polizia ed esercito". "Per facilitare questa cooperazione e il sostegno ad alto livello", il diplomatico ha anche auspicato che venga riaperta l'ambasciata italiana a Tripoli. L'ambasciatore Safar, nominato dal governo di Tripoli legato ad Alba libica, ha sottolineato che il nuovo esecutivo unitario dovra' aprirsi "a quanti non si sentono inclusi nell'accordo mediato dall'Onu". "La costruzione del consenso dovra' proseguire anche dopo la nascita del governo, il processo di pace della Libia deve essere dinamico e non meccanico", ha insistito il diplomatico. Safar si e' detto "fiducioso che alla lunga i libici si uniranno attorno al governo, riconoscendo come sia cruciale il suo mandato di riportare sicurezza e stabilita' di fronte alle pressanti minacce che gravano sul Paese". "C'e' voglia di voltare pagina per un nuovo inizio", ha assicurato. (AGI)

(30 dicembre 2015)