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(AGI) - Roma, 31 dic. - "Grazie a queste personalita' e a
questi brand, l'Italia puo' guardare con fiducia al 2010":
cosi' il Sole 24Ore motiva la scelta dei dieci protagonisti
assoluti dell'economia italiana, con l'assegnazione del
riconoscimento di 'uomo dell'anno' al ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti. "Accanto ai leader del 2009 e ai loro piani
per il 2010 - scrive il quotidiano economico - abbiamo
selezionato le imprese italiane, note e start up, che hanno
brillato" e che "sanno battersi con successo nel mondo".
Per spiegare la scelta di Giulio Tremonti, il Sole sottolinea
che "il ministro dell'Economia ha tenuto fermo il timone
italiano nella tempesta della crisi", ne ricorda il cursus
accademico e la capacita' di anticipare temi complessi nei suoi
libri divenuti dei best seller: "Nella crisi piu' grave dal
'29, Tremonti ha accentrato nelle sue mani il timone economico,
spesso scontrandosi con i colleghi di governo, recuperando
circa 95 miliardi di euro con lo scudo fiscale, (misura lodata
da Le Monde), blindando la Finanziaria, non cedendo sulle
richieste di spesa, Tremonti ha dato, nel caos politico, almeno
un punto di riferimento chiaro". "Amici e nemici sanno sempre
qual e' la direzione e, in un'Italia che non sta guadagnando
punti nel mondo, Tremonti e' rispettato dai colleghi europei e
americani. Aver fatto doppiare il capo piu' insidioso della
crisi mondiale al nostro paese gli merita la nostra scelta di
uomo del 2009. Nel 2010 lo attendono nuove sfide, politiche e
personali". "Un Tremonti maturato al ruolo di statista, capace
di ascoltare le critiche non come polemica sterile ma come
dibattito intellettuale, il Tremonti che sa presiedere, per
esempio, con eccellenza l'Istituto Aspen, senza piu' attriti,
puo' ridare fiducia ai marchi, velocizzare le start up, creare
con le istituzioni, le banche, i laboratori, le imprese e le
universita' un network italiano che recuperi il passo perduto
nella crisi e confermi il nostro paese leader nel XXI secolo".
Gli altri 'protagonisti' individuati dal Sole, sono: Sergio
Marchionne, Emma Marcegaglia, Mario Draghi, la banca italiana,
Roberto Saviano, Astorre Terruzzi, Paolo Scaroni, Marina
Berlusconi, Carlo De Benedetti.
La scelta di Scaroni, in particolare, viene motivata "per aver
saputo guidare durante un anno difficile per tutta l'industria
petrolifera mondiale un'azienda che si conferma macchina da
profitti". Scaroni ha dalla sua le cifre: "In un anno
complesso per l'industria petrolifera mondiale, l'Eni ha
rassicurato gli investitori sul dividendo, e ha approvato un
rendiconto al 30 settembre che la conferma come una macchina da
profitti. I dati in euro dei nove mesi - favoriti da un
deprezzamento della divisa europea su quella Usa - evidenziano
ricavi per 61,15 miliardi, un utile operativo di 9,6 miliardi e
un flusso di cassa di poco inferiore a 9,7 miliardi".
Luc