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(AGI) - Roma, 23 ott. - La crisi colpisce duro anche
l'intermediazione commerciale rappresentata da oltre 300 mila
imprese nel territorio nazionale. Lo sostiene la
Fiarc-Confesercenti che nella sua Convention nazionale in
svolgimento a Tabiano Terme ha presentato un dossier sulla
figura dell'agente di commercio e sulle trasformazioni che
questo settore di lavoro sta affrontando. Le previsioni
occupazionali ed economiche sono preoccupanti con la crisi in
atto e con la previsione di una lenta ripresa dei consumi: "Si
stima una perdita di 3-4 mila unita' all'anno", si legge nel
rapporto su questa professione ma il timore e' che il 2009 si
concluda con una maggiore distruzione di posti di lavoro.
Sintomo evidente il calo del fatturato che nel 2009, sempre
secondo il rapporto, dovrebbe aggirarsi fra il 7,5% e l'11,7%,
in presenza per giunta di un marcato contenimento dei costi. Il
settore nel frattempo ha gia' registrato risultati negativi del
fatturato delle imprese con un calo fra il 2007 ed il 2008 del
7,4%, segno evidente della crisi dei consumi delle famiglie che
alla fine di quest'anno potrebbe toccare il -2,3%. "C'e' quindi
- sottolinea Mimma Cominci, Presidente Fiarc-Confesercenti - un
reale pericolo di precarieta' e volatilita' nel settore della
intermediazione commerciale cui bisogna porre freno con
rapidita' e risposte nuove ed al quale prestare maggiore
attenzione. Quando si sottolinea che in un anno si perdono 4
mila posti di lavoro in realta' e' come se si dicesse che
sparisce una grande azienda". La radiografia del settore rivela
intanto che in quattro anni lo stock di imprese e' sceso
dell'1,2%, ma mentre la flessione riguarda le persone fisiche
si registra un lieve incremento delle societa' di capitale
operanti nel settore, una tendenza destinata a protrarsi nel
futuro. Ma come hanno reagito gli agenti di commercio alla
stasi dei consumi prima e poi alla recessione? Certamente con
un contenimento dei costi, indice anche di una minore
mobilita': calano le spese per ristoranti ed alberghi (dal
7,75% del 2006 al 4,09% del 2008). Si azzerano praticamente le
spese di rappresentanza (dal 2,34% del 2006 allo 0,00% del
2008). Scendono di molto i costi delle utenze telefoniche fisse
(con una flessione dello 0,1% anche dei cellulari) mentre e'
altalenante l'andamento dei costi per carburanti - che resta
comunque di gran lunga il costo principe per la professione -
soggetti alle variazioni dei prezzi del petrolio (14,9% nel
2006, 10,8% nel 2007, 11,5% nel 2008).