Lavoro e crisi

Istat, crescita moderata ma bene occupazione

Roma - La crescita in Italia prosegue ma resta moderata, bene invece l'occupazione che e' in ripresa grazie agli sgravi contributivi. Dai dati Istat di oggi arrivano luci e ombre sull'economia del nostro Paese. "In un quadro di indebolimento della ripresa globale, l'economia italiana e' attesa evolversi a ritmi moderati anche nel primo trimestre del 2016", stima l'Istituto di statistica, secondo cui "segnali positivi provengono dal settore dei servizi e dalle costruzioni a fronte di una dinamica meno favorevole nell'industria. Gli ultimi dati", si legge nella Nota mensile sull'andamento dell'economia italiana, "mostrano un miglioramento dell'occupazione, soprattutto quella a tempo indeterminato, favorita anche dai provvedimenti di sostegno alle assunzioni, mentre l'inflazione si e' riportata in territorio negativo". In particolare, la variazione congiunturale del Pil reale attesa per il primo trimestre e' lievemente positiva (+0,1%), con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%. All'incremento del Pil, rileva l'Istat, contribuirebbero positivamente i consumi privati, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta e dei consumi pubblici mentre la dinamica degli investimenti (al lordo delle scorte) risulterebbe sostanzialmente piatta. In questo scenario, la crescita acquisita per il 2016 e' pari allo 0,4%.

L'Istat inoltre sottolinea che per le imprese italiane gli sgravi contributivi introdotti con la legge di stabilita' hanno rappresentato uno stimolo ad assumere piu' importante del contratto a tutele crescenti contenuto nel Jobs Act. Per la meta' delle imprese manifatturiere che hanno dichiarato un aumento dell'occupazione tra gennaio e novembre 2015, gli esoneri contributivi hanno costituito un elemento rilevante. Nel terziario, sostiene ancora l'Istat, il ruolo esercitato dagli esoneri contributivi sulle decisioni di nuove assunzioni appare piu' incisivo: la quota delle imprese che hanno ritenuto tale novita' normativa molto o abbastanza rilevante e' pari al 61%, soprattutto nei settori della informazione e comunicazione e nel turismo. Sul fronte delle banche invece continua la crescita delle sofferenze a gennaio, sebbene a un ritmo piu' contenuto rispetto a dicembre. L'ammontare totale, segnala la Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino statistico, ha raggiunto quota 202,053 miliardi di euro, nuovo record storico. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze - senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuita' statistiche - e' risultato pari al 9%, contro il 9,4% di dicembre. (AGI) 


09 marzo 2016 ©