Lavoro e crisi

Dentista dei vip, "siamo all' Ikea delle otturazioni" 

25/01/2016 14:26

Roma - Promettono otturazioni veloci, ortopanoramiche gratis e pulizie dei denti a prezzi stracciati: sono le catene odontoiatriche low cost, che in tempi di ristrettezze economiche spuntano come funghi e vantano liste d'attesa lunghissime. La loro ascesa ha contribuito in modo decisivo alla crisi degli studi dentistici tradizionali, accendendo un dibattito sulla qualita' delle prestazioni offerte. ù

"E' l'Ikea dei denti: prendono poco da tanti. Ma quello che offrono è di scarso valore" non le manda a dire Gianfranco Aiello, presidente dell'Istituto odontoiatrico italiano, professore di Odontoiatria all'Universita' di Padova e fondatore dell'Accademia di Estetica dentale italiana. Non solo: Aiello e' il dentista dei vip e nel suo studio di Milano cura il sorriso di Massimo Giletti, Nina Moric e Mario Balotelli. "A Mario ho fatto un capolavoro - racconta all'Agi - Aveva uno spazio tra i denti e ora ha un bellissimo sorriso. Un lavoro molto naturale, poco invasivo".

Aiello ammette che di questa "involuzione" sono responsabili tanto le catene low cost che i dentisti dalle parcelle d'oro del periodo pre-crisi. "Fino a qualche anno fa molti miei colleghi si facevano pagare oltre 3mila euro un lavoro che io per cui io chiedevo 1.500. E' troppo! Hanno speculato e poi si sono ritrovati senza clienti. Nessuno e' disposto a buttare soldi". E sono proprio loro, spiega Aiello, a riciclarsi poi in molti casi nelle varie low cost". Senza contare l'offerta concorrenziale degli studi dell'est Europa che innescano "viaggi della speranza" all'estero, soprattutto in Croazia, per abbattere i costi.

"La bassa qualità è il cancro che sta uccidendo questa scienza medica,  il 90% delle protesi che lavoro - racconta lo specialista - sono state impiantate all'estero o in studi a prezzi bassi che hanno fatto danni nella bocca dei pazienti. Ammesso pure che la protesi sia stata impiantata bene, manca la manutenzione. Se ci troviamo di fronte a un paziente che presenta la malattia della gengiva e questa viene trascurata, la protesi andra' persa entro 5 anni". E poi ci sono i tempi tecnici: "Per realizzare un impianto occorrono dai tre ai quattro mesi. Se si bruciano le tappe - e questo avviene sempre nelle catene low cost - si arrivera' a un quadro di insuccesso entro cinque anni". Le protesi, dal canto loro, "rappresentano l'ultima spiaggia. Bisogna curare il dente prima fin quando e' possibile". Per il dentista di origini salernitane, c'e' una soglia minima al di sotto della quale dovrebbe scattare il campanello d'allarme: "Uno studio serio non puo' chiedere meno di 50-70 euro a ora". (AGI) 

(25 gennaio 2016)