Lavoro e crisi

Bludental, la catena che ha tolto il sorriso agli studi dentistici

25/01/2016 14:41

Roma - Cure dentali a prezzi "non stracciati, ma accessibili": è la filosofia delle catene low cost che in pochi anni hanno rivoluzionato il mondo dell'odontoiatria mettendo in ginocchio gran parte dei dentisti 'tradizionali'. In Italia il vero boom lo ha ottenuto Bludental: nata nel 2009 da un'idea del giovane imprenditore Fabio Valleriani, la compagnia vanta file interminabili di clienti che dei centri apprezzano soprattutto la velocità e il prezzo a buon mercato. Non solo: ogni centro mette a disposizione dei pazienti un parcheggio convenzionato gratuito, particolare non da poco per chi ad esempio vive nella capitale, e talvolta persino una sala relax per i pazienti e i bambini.

Presenti in tutta Roma e nel Lazio, a Bari e Milano, gli studi Bludental hanno già curato - si legge sul loro sito - "oltre 100mila pazienti". Parlare con i responsabili è impresa ardua, mentre i dottori e le segretarie che lavorano nei vari studi "non sono autorizzati" a farlo. Ma le risposte Bludental le fornisce tutte sul suo sito, ribattendo colpo su colpo alle critiche che gli vengono mosse dai detrattori. A iniziare da quella più pungente: un prezzo così basso - per una pulizia dei denti si spende meno di 20 euro - è indice di un utilizzo di prodotti di scarsa qualità? "Tutt'altro - si legge sulla pagina internet della catena - L'espansione della nostra attività ci ha permesso di stringere, con i migliori fornitori del settore, accordi che ci permettono di acquistare i prodotti di livello più alto, senza dover impattare sul prezzo finale al paziente". Tra i fornitori "Krugg, Sweden&Martina, Henry Schein, Invisalign". E per chi è più in difficoltà il pagamento può essere personalizzato fino a 24 mesi, anche a interessi zero.

'Banditi' anche i neolaureati o gli stranieri: "pur non avendo alcuna riserva verso professionisti di altri Paesi, tutti i nostri dentisti sono italiani, laureati nelle università italiane, con ottime votazioni e con un'esperienza pluriennale alle spalle. E vengono selezionati in base al merito universitario e agli anni di esperienza professionale sul campo". Per Bludental la formula magica che lega alla qualità a un prezzo abbordabile esiste ed è "il risultato di semplici, ma significative scelte": "ottimizzare i processi lavorativi; eliminare gli sprechi; acquisti in grande quantità e creazione di un importante gruppo di acquisto; diminuire i margini di guadagno curando un elevatissimo numero di pazienti".Le nuove 'catene del dente' low cost rappresentano, inoltre, l'alternativa italiana per chi andava a curarsi nei Paesi dell'est, Croazia in primis. Lì "le tasse sono più basse, gli affitti per gli studi sono economici e il ricarico da parte dei dentisti è più basso" spiega all'Agi uno dei responsabili di un'associazione che organizza viaggi in Croazia. Unico trattamento sconsigliato "l'apparecchio per i denti: è necessario fare continui controlli e a quel punto non conviene più". (AGI)

(25 gennaio 2016)

25/01/2016 15:26

Roma - Promettono otturazioni veloci, ortopanoramiche gratis e pulizie dei denti a prezzi stracciati: sono le catene odontoiatriche low cost, che in tempi di ristrettezze economiche spuntano come funghi e vantano liste d'attesa lunghissime. La loro ascesa ha contribuito in modo decisivo alla crisi degli studi dentistici tradizionali, accendendo un dibattito sulla qualita' delle prestazioni offerte. ù

"E' l'Ikea dei denti: prendono poco da tanti. Ma quello che offrono è di scarso valore" non le manda a dire Gianfranco Aiello, presidente dell'Istituto odontoiatrico italiano, professore di Odontoiatria all'Universita' di Padova e fondatore dell'Accademia di Estetica dentale italiana. Non solo: Aiello e' il dentista dei vip e nel suo studio di Milano cura il sorriso di Massimo Giletti, Nina Moric e Mario Balotelli. "A Mario ho fatto un capolavoro - racconta all'Agi - Aveva uno spazio tra i denti e ora ha un bellissimo sorriso. Un lavoro molto naturale, poco invasivo".

Aiello ammette che di questa "involuzione" sono responsabili tanto le catene low cost che i dentisti dalle parcelle d'oro del periodo pre-crisi. "Fino a qualche anno fa molti miei colleghi si facevano pagare oltre 3mila euro un lavoro che io per cui io chiedevo 1.500. E' troppo! Hanno speculato e poi si sono ritrovati senza clienti. Nessuno e' disposto a buttare soldi". E sono proprio loro, spiega Aiello, a riciclarsi poi in molti casi nelle varie low cost". Senza contare l'offerta concorrenziale degli studi dell'est Europa che innescano "viaggi della speranza" all'estero, soprattutto in Croazia, per abbattere i costi.

"La bassa qualità è il cancro che sta uccidendo questa scienza medica,  il 90% delle protesi che lavoro - racconta lo specialista - sono state impiantate all'estero o in studi a prezzi bassi che hanno fatto danni nella bocca dei pazienti. Ammesso pure che la protesi sia stata impiantata bene, manca la manutenzione. Se ci troviamo di fronte a un paziente che presenta la malattia della gengiva e questa viene trascurata, la protesi andra' persa entro 5 anni". E poi ci sono i tempi tecnici: "Per realizzare un impianto occorrono dai tre ai quattro mesi. Se si bruciano le tappe - e questo avviene sempre nelle catene low cost - si arrivera' a un quadro di insuccesso entro cinque anni". Le protesi, dal canto loro, "rappresentano l'ultima spiaggia. Bisogna curare il dente prima fin quando e' possibile". Per il dentista di origini salernitane, c'e' una soglia minima al di sotto della quale dovrebbe scattare il campanello d'allarme: "Uno studio serio non puo' chiedere meno di 50-70 euro a ora". (AGI) 

(25 gennaio 2016)

25/01/2016 14:59

Roma - Crolla il mito del dentista come professione dai guadagni ricchi e sicuri: la crisi economica bussa anche alle porte degli studi odontoiatrici. Mezzo milione di famiglie italiane, in pratica una su cinque, negli ultimi anni non è andata mai dal dentista, e, secondo l'ultimo rapporto Andi, la media mensile di spesa delle famiglie per la cura dei denti è scesa del 28%. A pesare sono le difficoltà economiche ma anche il fatto che gli italiani, impoveriti, tendono a minimizzare i loro problemi dentali, evitando di andare dal dentista per controlli periodici e cure preventive. Rispetto agli altri Paesi europei l'Italia è fanalino di coda con la più alta percentuale di rinuncia alle prestazioni odontoiatriche. La percentuale delle persone che rinuncia al dentista è piu' alta al sud e nelle isole e nella fascia di età tra i 35 e i 59 anni.

"Il settore è ancora in profonda crisi e nel 2015 purtroppo non ci sono stati evidenti miglioramenti", spiega all'Agi il presidente dell'Andi, Gianfranco Prada. "E' invece in calo - continua Prada - il fenomeno di spostarsi fuori dall'Italia per sottoporsi a cure odontoiatriche a prezzi più vantaggiosi. Molti pazienti hanno avuto problemi. Probabilmente perchè il professionista ha concentrato tutti gli interventi in pochi giorni, vista la distanza geografica, non rispettando i corretti tempi tra una seduta e l'altra".  

La vera concorrenza agli studi dentistici privati ora la fanno soprattutto le catene low cost che spesso offrono gli stessi servizi a prezzi stracciati. E' il caso di Bludental che in pochi anni ha rivoluzionato il mondo dell'odontoiatria superando la soglia dei 100mila pazienti. "Sono contrario alle catene di studi dentistici low cost, che stanno aumentando in molte citta' italiane, perche' ritengo - dice il presidente dell'Andi - che il loro unico scopo sia quello di fare soldi e spesso non c'e' un solo professionista che segue il paziente dall'inizio alla fine. E' vero che molti esami sono a costi inferiori ma il piu' delle volte sono prescritti anche quando non necessari". "Oggi stiamo cercando come Andi - conclude Prada - di combattere la crisi attraverso l'istituzione di un fondo sanitario integrativo per affrontare le spese mediche. Già qualche anno fa abbiamo concluso un accordo con il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che prevede cinque prestazioni odontoiatriche a prezzi calmierati ai cittadini appartenenti a determinate fasce economiche".

Il dentista dei vip, "siamo a Ikea delle otturazioni"

Il calo del fatturato è stato denunciato dal 45% dei dentisti, in base ai risultati di un sondaggio sulla professione odontoiatrica italiana, realizzato dal Servizio Studi dell'Andi. Rispetto a tale scenario la categoria ha cercato di reagire con varie strategie: il 63,9% dei dentisti punta sulla maggiore efficienza degli studi; il 54,% accresce il capitale professionale investendo nelle proprie capacita'; il 43,6% punta a risparmiare sulle spese di studio; il 35,6% ricerca collaborazione con altri studi e si associa con altri dentisti; il 31,9% investe nello studio per aumentare la gamma delle cure praticate; il 17,4% rivede le tariffe; il 16% ricerca collaborazione con l'odontoiatria pubblica. (AGI)

(25 gennaio 2016)