Economia

Proviamo a capire che differenza c'è tra Hard e Soft Brexit

Persa la scommessa del voto, Theresa May dovrà trovarsi un alleato per dare ai conservatori la maggioranza assoluta in Parlamento e, indebolita, in un quadro politico più instabile, dovrà negoziare con Bruxelles la Brexit, rinunciando all'hard Brexit', cioè a un'uscita a 'muso duro', pesante, anche senza accordi, dall'Unione europea. "Meglio nessun accordo che un cattivo accordo", aveva tuonato la premier prima delle elezioni, minacciando appunto una 'hard Brexit', piuttosto che accettare le condizioni di Bruxelles. La sconfitta elettorale rende però molto difficile, probabilmente impraticabile, questo percorso e dunque il cammino del negoziato dovebbe diventare più 'soft'.

 Foto: Kate Green / ANADOLU AGENCY / AFP
Theresa May e il marito Philip arrivano al seggio elettorale a Maidenhead


Cosa sono 'Soft' e 'Hard' Brexit

Non esiste una definizione rigorosa, entrambi i termini sono utilizzati per indicare la natura delle relazioni post-Brexit del Regno Unito con la Ue. Quindi, da una parte 'hard' Brexit potrebbe comportare che Londra abbandoni l'Unione Europea, tutti i trattati e le istituzioni europee di cui fa parte, nonché il 'mercato unico' e interrompa la libera circolazione delle persone. Dall'altra parte, con una Brexit 'soft' potrebbe seguire un percorso negoziato, più morbido, al limite simile a quello della Norvegia, che è un membro del mercato unico e deve accettare la libera circolazione delle persone. 

Cosa prevede l'Art.50 del trattato di Lisbona

Lo scorso 29 marzo Londra ha consegnato a Bruxelles la lettera che avvia il processo di uscita di Londra dall'Ue e che durerà, sulla carta, 2 anni. La procedura è quella prevista dall'articolo 50 del Trattato di Lisbona, che non è mai stato applicato e che non è irrevocabile: nulla impedisce in teoria che l'articolo 50, una volta invocato, sia ritirato, anche se Londra lo ha già definito un "biglietto di sola andata. I negoziati sulla Brexit devono iniziare quando il Regno Unito è pronto", ha detto Michel Barnier, il capo-negoziatore per la Brexit dell'Unione Europea, dopo che Theresa May ha perso la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni. Dunque, la data di avvio del negoziato è tornata incerta.

Negoziato sulla Brexit e possibili conseguenze 

Nel negoziato tra Londra e Bruxelles uno dei punti più controversi è il conto tra i 60 e i 100 miliardi di euro che la commissione Ue intende imporre ai britannici per l'addio all'Europa, in cambio dei mancati contributi comunitari che Londra si era impegnata a versare e che, avendo deciso di andarsene, non verranno sborsati. La cifra, ovviamente, è oggetto di trattativa. David Davis, il ministro britannico per la Brexit, ha detto che Londra intende pagare quanto è "legalmente dovuto" e "non quello che vuole l'Ue".


Per approfondire:


11 giugno 2017 ©