Economia

"Così vogliamo mettere in contatto startup e grandi imprese". Noseda (GrowItup)

di Paolo Fiore

In Italia c'è il talento ma non i capitali. Il tema torna e ritorna quando si parla di startup (e non può essere altrimenti). A furia di ripetere il mantra, però, c'è il rischio di fermarsi in superficie. La mancanza di investimenti è sicuramente un fatto, forse la causa ma non la spiegazione delle falle di un ecosistema. Nel corso dell'Italia Investment Showcase, che pure ha sottolineato i pregi dell'innovazione italiana, non sono mancati i rilievi critici. Perché, se gli investimenti non arrivano non è certo per capriccio. “Capitali e idee sono come l'uovo e la gallina: si inseguono”, afferma Enrico Noseda. Noseda, intervistato a margine dell'evento organizzato da AGI, guida GrowItUp, il progetto sostenuto da Microsoft e Cariplo Factory che seleziona le startup e le mette in connessione con partner e aziende per “attirare e trattenere in Italia i migliori talenti”.

Il tema è sempre quello: tutti dicono che in Italia non manchino i talenti ma i capitali. Che però non arrivano...

"È un po' come l'uovo e della gallina. I capitali inseguono le idee: questa è la regola di base. Le idee in Italia ci sono, anche se spesso sono ancora piccole. Le startup italiane devono essere supportate per imparare a internazionalizzare. Questo è il gap principale che riscontriamo. Vediamo bellissime intuizioni e giovani molto promettenti, ma persistono ancora difficoltà a sviluppare una visione che vada oltre i confini italiani".

I progetti come GrowItUp sono sufficienti a colmare il gap oppure non se ne esce se non attraverso la formazione?

"L'ideale sarebbe intervenire sull'intero spettro. Noi ci confrontiamo spesso con startup internazionali dove parli con dei 25enni madrelingua inglese anche se sono svedesi o norvegesi. Questo tipo di formazione dovrebbe partire dall'asilo. Noi siamo qui per fare del nostro meglio e colmare questo gap, ma si tratta soprattutto di un cambiamento culturale e sociale che non permea ancora l'Italia. Ho un figlio che andava alle elementari fino a un anno e faceva un'ora di inglese al settimana. È ridicolo. Quando le ore saranno 5 o 6, allora inizieremo a porci su un livello di parità con altri Paesi".

Veniamo a GrowItUp: come procede il progetto?

"Molto bene. Abbiamo chiuso una prima Call For Growth con Alpitour. Abbiamo fatto uno scouting specifico in base alle esigenze del gruppo. Sono state presentate alcune startup e con loro è stato aperto un percorso che definiamo di engagement, cioè un periodo di 3-4 mesi di contaminazione tra startup e partner con l'obiettivo di fare innovazione (per il partner) e di crescere (per le startup). Il percorso sta andando avanti e sta sfociando nella fase successiva, di “scale”, con contratti veri e propri tra le startup e Alpitour. Verranno annunciati a breve".

GrowItUp tenta di mettere in contatto startup e grandi gruppi: qual è stata l'accoglienza?

"È stata buona. Pur avendo alle spalle diversi anni di esperienza e due shareholder molto importanti come Microsoft e Cariplo Factory, dobbiamo comunque tener presente che siamo nuovi. Abbiamo quindi bisogno di far capire al mercato che siamo in grado di stimolare l'innovazione e portare a un cambiamento reale".

E come hanno reagito le startup?

"Le startup italiane hanno bisogno di crescere e sono affamate di opportunità di crescita come la nostra. È importante per le imprese innovative fare uno screening delle iniziative rilevanti da sposare e dalle quali farsi supportare. Molte startup bussano alla nostra porta e siamo quindi ottimisti sul futuro".

Ed è appena partita la seconda call...

"Sì: abbiamo chiuso la call con Alpitour a ne abbiamo avviata una generalista, rivolta ai temi caldi della digital transformation: intelligenza artificiale, virtual reality, big data, IoT, Blockchain".

GrowItUp nasce con un focus specifico su sette settori. Perché una call generalista?

"È una call “orizzontale” focalizzata sulla digital transformation: fa scouting nell'ecosistema italiano per trovare startup e tecnologie che possano essere applicate indifferentemente a uno dei settori verticali che copriamo lato corporate".

Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia StartUp, ha lanciato un appello agli investitori esteri. Ha detto di “aprire gli occhi e scoprire le gemme nascoste del Paese”...

"L'Italia ha dimostrato e continua a dimostrare in molti campi di poter essere un'eccellenza a livello mondiale. Concordo con questa visione: ci sono delle gemme, delle eccellenze nascoste. Dobbiamo trovarle e aiutarle a crescere prima che si spostino all'estero. Torna il concetto dell'uovo e della gallina: capitali e idee si inseguono".


11 aprile 2017 ©