Economia

Antitrust: concentrare offerta latte e accentrare servizi

(AGI) - Roma, 11 mar. - E' "fondamentale" che, nell'ambito del processo di riorganizzazione del settore lattiero-caseario, "vengano create e riconosciute diverse organizzazioni di produttori, in grado di realizzare sia un'effettiva concentrazione dell'offerta di latte sia un accentramento di alcune funzioni e servizi aziendali". E' quanto sottolinea l'Antitrust a conclusione dell'indagine conoscitiva sul settore avviata nel maggio 2015, l'Antitrust. Questa operazione, spiega l'Authority, potra' essere di tipo logistico, organizzativo, finanziario e anche di prima trasformazione del prodotto, con l'obiettivo di "incrementare l'efficienza delle singole imprese appartenenti a ciascuna organizzazione".
L'indagine del Garante aveva l'obiettivo di accertare, ai sensi della normativa antitrust e di quella a tutela della parte contrattuale debole, alcune problematiche specifiche di funzionamento della filiera del latte, idonee a incidere sui meccanismi di trasmissione dei prezzi, sollevate dalle principali associazioni sindacali agricole. In particolare, le organizzazioni lamentano una scarsa correlazione fra l'andamento dei prezzi al consumo dei prodotti lattiero-caseari e il prezzo che i trasformatori corrispondono agli allevatori nazionali per la vendita del latte crudo.
Questo settore sta attraversando un periodo di grave crisi su scala mondiale. Ma, a livello nazionale, secondo le risultanze dell'indagine Antitrust potrebbe risentirne di piu' che negli altri Paesi europei: "I costi di produzione nazionali - rileva l'Agcm - sono mediamente piu' elevati (di circa 5 centesimi di euro al litro) rispetto a quelli degli altri principali produttori europei, tra cui, in particolare, Francia e Germania". A fronte di una "frammentazione molto elevata" che conta circa 34.000 imprese produttrici, la maggioranza delle quali di dimensioni ridotte in termini di produzione e capi di allevamento, "si contrappone una domanda piu' concentrata, rappresentata da circa 1.500 acquirenti". Da questa situazione, deriva che "le aziende agricolea conferiscano l'intera produzione di latte a un unico acquirente e le imprese di trasformazione abbiano invece numerosi fornitori".
"Sotto il profilo concorrenziale, tuttavia, dall'indagine non sono emersi particolari elementi di criticita' nei meccanismo di trasmissione delle oscillazioni dei costi nei settori a valle della filiera". Nessuna delle sue componenti, infatti, "appare in grado di generare e trattenere stabilmente extra-profitti a scapito degli operatori che operano nei mercati a monte dell'approvvigionamento".
Rmb/Fra (Segue)


11 marzo 2016 ©