Economia

Borse europee: chiudono in rialzo tranne Londra, Milano la migliore

Roma - Le borse europee chiudono positive eccetto Londra dove l'Fse 100 segna un -0,09% a 6.152,88 punti. I mercati sono in attesa delle nuove misure che la Bce potrebbe adottare nella riunione che si svolgera' la prossima settimana.
Milano maglia rosa con l'indice Ftse Mib che e' salito dell'1,08% chiudendo abbondantemente sopra quota 18mila punti (18.206). Francoforte avanza dello 0,61% a 9.717,16 punti e Parigi sale dello 0,41% a 4.406,84 punti. (AGI)
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02 marzo 2016 ©
01/03/2016 19:08

Roma - Il petrolio riprende la corsa e influenza positivamente anche i mercati. Malgrado i deludenti dati sull'attivita' manifatturiera cinese, gli investitori piu' ottimisti dopo la mossa della banca centrale Pcob, che ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche, scommettono su un possibile taglio della produzione. Al Nymex il Light crude Wti sale a 34,5 dollari e il Brent avanzano sopra i 37 dollari, con un top a quota 37,06 dollari al barile. Ci si interroga quindi a che livello possa stabilizzarsi il prezzo del greggio: sembra ovvio che la forte caduta dei mesi scorsi abbia nel frattempo avuto non poche conseguenze, ma ad esempio non sul settore degli idrocarburi non convenzionali che sembra invece reggere. Whiting Petroleum e Continental Resources, due dei maggiori produttori statunitensi di shale oil, nell'annunciare la sospensione delle attivita' estrattive, hanno fatto sapere di essere pronte a riprenderle una volta che il prezzo del petrolio sara' tornato sopra i 40 dollari al barile. In sostanza, se il barile si stabilizzasse sopra i 40 dollari, cio' innescherebbe un immediato aumento dell'offerta (i produttori di shale oil reagiscono in maniera piuttosto rapida alle oscillazioni dei prezzi) che spingerebbe gli investitori a un immediato dietrofront. La guerra dei prezzi tra Riad e i signori del fracking rischia quindi di trasformarsi in un'estenuante partita a ping pong. Intanto, l'Iran ha aumentato le sue esportazioni di greggio del 30% il mese scorso. Secondo quanto riferito dal ministro del Petrolio, Bijan Zangeneh, Teheran ha registrato un aumento dell'export pari a 1,75 milioni di barili al giorno durante il mese iraniano di Bahman, che va dal 21 gennaio al 19 febbraio. Si tratta di un incremento gia' previsto. Dal canto suo, anche la Russia sembra voler fare la sua parte: le compagnie petrolifere sono d'accordo a congelare la loro produzione per fermare la caduta dei prezzi dell'oro nero sui mercati internazionali. Lo ha riferito il presidente russo, Vladimir Putin, che ha inoltre precisato che c'e' l'intenzione di "fissare la produzione della Russia nel 2016 al suo livello di gennaio", che ha toccato un record per il periodo post-sovietivo a 10,8 milioni di barili al giorno in media. Le compagnie, ha aggiunto il ministro, hanno invece bocciato "un taglio della produzione, ritenuto impossibile nelle attuali condizioni geopolitiche". Le borse europee hanno chiuso in deciso rialzo, grazie anche al nuovo trend del greggio.L'Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,92% a 6.153 punti. Il Cac 40 di Parigi cresce invece dell'1,22% a 4.407 punti. A indossare la maglia rosa e' pero' Francoforte (Dax +2,34% a 9.717 punti). L'Ftse Mib di Milano sale del 2,21% a 18.011 punti, l'Ibex di Madrid segna +1,72% a 8.607 punti. (AGI) Pit

29/02/2016 17:54

Roma - Chiusura contrastata per le borse europee, che migliorano un po' nel finale, grazie all'aiuto di Wall Street. A tenere bassi i listini sono le conclusioni del G20 di Shanghai, considerate poco incisive e deludenti.

Il prezzo del petrolio è in lieve rialzo e aiuta le borse. In Europa l'inflazione a febbraio torna in territorio negativo e in Cina la Pboc taglia requisiti di riserva delle banche dello 0,5%. Londra termina piatta, in rialzo dello 0,02% a 6.097,09 punti. A Milano l'indice Ftse avanza dello 0,8% a 17.623,07 punti. Francoforte perde lo 0,19% a 9.495,40 punti e Parigi guadagna lo 0,9% a 4.353,55 punti. 

Piazza Affari, nonostante i guadagni di oggi, archivia anche febbraio in rosso: nel corso del mese l'indice Ftse Mib, che raggruppa i 40 maggiori titoli quotati, ha perso un altro 5,55%, che si somma al -13% di gennaio, mentre l'All Share ha ceduto il 5,35%, dopo il -12,5% dei primi trenta giorni dell'anno. In termini di capitalizzazione significa che la Borsa italiana, che nel 2015 si era distinta come una delle migliori al mondo, in due mesi ha perso più del 17% e ha mandato in fumo dall'inizio del 2016 poco meno di 100 miliardi di euro (circa 98 miliardi), di cui 70 miliardi solo nel gennaio 'nero'. Piazza Affari, che al 30 dicembre capitalizzava piu' di 570 miliardi di euro, a fine febbraio 'vale' quindi intorno a 470 miliardi di euro. I minimi dell'anno sono stati toccati nella seduta dell'11 febbraio, quando entrambi i principali indici sono scesi ai livelli dell'estate del 2013 (il Ftse Mib per la prima volta da quasi tre anni aveva chiuso al di sotto della soglia dei 16 mila punti)

Oltreoceano, Wall Street è prudente, poco mossa e in leggero rialzo. Il prezzo del petrolio aiuta Wall Street. L'indice Dow Jones sale dello 0,03%, lo S%&P dello 0,08% e il Nasdaq dello 0,27%.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude a 131 punti, contro i 133 punti dell'apertura. Il rendimento e' all'1,42%. Il differenziale tra Bonos e Bund e' di 142 punti, con un tasso dell'1,53%.

L'euro chiude sotto quota 1,09 dollari, mentre il biglietto verde e lo yen risalgono. Pesano i dati sull'inflazione dell'Eurozona, tornata in territorio negativo. La moneta europea passa di mano a 1,0867 dollari e 122,57 yen. Dollaro/yen a 112.84. (AGI)

15/02/2016 07:32

Milano - La Borsa di Milano ha aperto in forte rialzo la prima seduta settimanale con il Ftse Mib che a mezzogiorno era a +4%. Bene anche le borse europee che hannp aperto in netto rialzo sulla scia dell'impennata della borsa di Tokyo, nonostante i deludenti dati sul Pil nipponico e il commercio cinese.  Il Dax di Francoforte e il Cac 40 di Parigi  veleggiano sul +3% e l'Ftse 100 di Londra sul +2%. La borsa di New York sara' invece oggi chiusa per via del President's Day.

Tokyo - Buone notizie dalla borsa di Tokyo: dopo una settimana nera per i listini, l'indice Nikkei - grazie a un lieve calo dello yen e nonostante un ripiegamento del Pil del Giappone nel quarto trimestre del 2015 - ha chiuso con un balzo in avanti del 7,16%: l'indice Nikkei dei 225 principali titoli è salito di 1.069,97 punti a 16.022,58 (nelle ultime quattro precedenti sessioni il Nikkei 225 aveva lasciato sul terreno oltre l'11% del suo valore).

 

Shanghai - Riaperta dopo una settimana di stop per il capodanno cinese, la borsa di Shanghai non si accoda al rally delle altre piazze asiatiche e segna un calo dello 0,63% a causa dei deboli dati sul commercio. Sotto la parita' anche Shenzhen, che lima uno 0,04%. Brilla invece Hong Kong, che avanza del 3,10%.
 

12/02/2016 09:21

Milano -  Mercato azionario ampiamente positivo a meta' seduta, con la quota che dopo una mattinata volatile si e' stabilizzata su un solido rialzo. L'indice Ftse Mib segna un +2,74% a 16.205 punti, All Share sul +2,43%. Piazza Affari fa meglio delle altre borse europee sulla spinta dei titoli con maggior peso sul listino come Eni e le banche. Eni (+4,3%) beneficia della ripresa del prezzo del greggio. Su anche Tenaris (+6,48%), mentre Saipem cede il 5,59% dopo la chiusura dell'aumento di capitale. Tra le banche, favorite nel rialzo dopo i buoni conti di Commerzbank, spicca il +8,3% del Banco Popolare, che potrebbe chiudere l'aggregazione con Bpm (+4,6%) in una decina di giorni secondo l'a.d. Saviotti. Su anche Unicredit (+7,3%), Intesa (+2,7%), Bper +5,1%. Monte Paschi perde il 4,8%. Tra le altre blue chip Cnh guadagna il 5,1%, Exor il 3,4%. UnipolSai +10,70% dopo l'approvazione dei conti 2015. Tutte in rialzo in apertura. Banca Mps sospesa -9,8%. (AGI)