Economia

Crescono i contratti a tempo indeterminato, la disoccupazione ferma all'11,5%

Roma - Il tasso di disoccupazione in Italia a gennaio scorso e' stato pari all'11,5%, pressoche' invariato da agosto. Lo rileva l'Istat. La stima dei disoccupati a gennaio e' stabile, sintesi di un calo tra gli uomini e di una crescita tra le donne. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,4% (-63 mila). Il calo e' determinato dalla componente femminile e riguarda soprattutto le persone tra 50 e 64 anni. Il tasso di inattivita' scende al 35,7% (-0,1 punti percentuali). Al contempo, dopo il calo di dicembre 2015 (-0,2%), a gennaio la stima degli occupati cresce dello 0,3% (+70 mila persone occupate), tornando al livello di agosto. La crescita e' determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili. L'aumento di occupati riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Su base annua il numero di occupati e' in crescita dell'1,3% (+299 mila), mentre calano sia i disoccupati (-5,4%, pari a -169 mila) sia gli inattivi (-1,7%, pari a -242 mila). Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo novembre 2015-gennaio 2016 si registra il calo delle persone inattive (-0,3%, pari a -43 mila) a fronte di un lieve incremento dei disoccupati (+0,3 %, pari a +9 mila) e una sostanziale stabilita' del numero delle persone occupate.

Eurozona: disoccupazione gennaio 10,3%, minimo da agosto 2011

A gennaio scorso, prosegue l'Istat, la crescita occupazionale rispetto al mese precedente interessa uomini e donne con la medesima intensita' (+0,3%). Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti percentuali per gli uomini, arrivando al 66,1% e di 0,1 punti per le donne, attestandosi al 47,5%. La stabilita' della disoccupazione nell'ultimo mese e' sintesi di un calo per gli uomini (-2,6%) e di un aumento per le donne (+3,3%). Il tasso di disoccupazione diminuisce di 0,3 punti percentuali per la componente maschile attestandosi all'10,9%, mentre aumenta di 0,3 punti per quella femminile arrivando all'12,4%. Il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni nell'ultimo mese e' determinato dalla componente femminile (-0,8%), mentre per gli uomini si registra un lieve aumento (+0,1%). Il tasso di inattivita' rimane stabile tra gli uomini al 25,5%, mentre diminuisce di 0,3 punti percentuali tra le donne, arrivando al 45,7%. Nella media del periodo novembre 2015-gennaio 2016, il tasso di occupazione maschile e' stabile rispetto ai tre mesi precedenti, mentre quello femminile cresce di 0,1 punti percentuali. Sempre su base trimestrale, il tasso di disoccupazione cresce di 0,1 punti per gli uomini e diminuisce di 0,1 punti per le donne. Il tasso di inattivita' e' in calo sia per gli uomini sia per le donne di 0,1 punti. Nel confronto con gennaio 2015, il tasso di occupazione cresce sia per gli uomini (+1,2 punti percentuali) sia per le donne (+0,6 punti). Sempre su base annua, il tasso di disoccupazione cala per gli uomini (-0,6 punti) e per le donne (-0,8 punti). Anche il tasso di inattivita' e' in calo sia per la componente maschile (-0,8 punti) sia, in misura piu' lieve, per quella femminile (-0,1 punti). La crescita occupazionale a gennaio e' determinata dagli occupati dipendenti permanenti, mentre sono in calo i dipendenti a termine e restano sostanzialmente invariati gli indipendenti. La stima dei dipendenti continua a crescere, registrando a gennaio un aumento dello 0,4% (pari a +71 mila). Tale aumento e' determinato dalla crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+0,7%, pari a +99 mila), mentre calano i dipendenti a termine (-1,2%, pari a -28 mila). Gli indipendenti nell'ultimo mese restano sostanzialmente invariati.

Nel periodo novembre 2015-gennaio 2016 i dipendenti aumentano dello 0,3% (+46 mila) rispetto ai tre mesi precedenti. La crescita e' determinata dai dipendenti permanenti (+0,9%, pari a +125 mila), mentre calano quelli a termine (-3,2%, pari a -79 mila). Nello stesso periodo gli indipendenti diminuiscono dello 0,9% (-49 mila). Rispetto a gennaio 2015, i dipendenti crescono del 2,7% (+448 mila), mentre gli indipendenti diminuiscono del 2,7% (-149 mila). Tra i dipendenti, la crescita e' spiegata quasi per intero dai permanenti che crescono nei dodici mesi del 2,9% (+426 mila), mentre quelli a termine crescono dello 0,9% (+22 mila). A gennaio 2016 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioe' la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), e' pari al 39,3%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioe' coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perche' impegnati negli studi. L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di eta' e' pari al 10,0% (cioe' un giovane su 10 e' disoccupato). Tale incidenza e' in lieve calo (-0,1 punti) rispetto a dicembre. Nell'ultimo mese cala tra i 15-24enni il tasso di occupazione (-0,5 punti) e cresce il tasso di inattivita' (+0,6 punti). Nella classe di eta' 25-34 anni si registra nell'ultimo mese una crescita del tasso di occupazione di 0,2 punti percentuali mentre il tasso di disoccupazione e quello di inattivita' diminuiscono di 0,1 punti. Tra i 35-49enni il tasso di occupazione cresce nell'ultimo mese di 0,3 punti percentuali, mentre calano sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti) sia il tasso di inattivita' (-0,1 punti). Per le persone di 50-64 anni a dicembre si osserva l'aumento di 0,3 punti percentuali per il tasso di occupazione, cresce anche il tasso di disoccupazione (+0,5 punti), mentre diminuisce di 0,6 punti il tasso di inattivita'.Con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, si registra una crescita del tasso di occupazione tra le persone di 35 anni o piu' (rispettivamente +0,2 punti percentuali per i 35-49enni e +0,3 punti per i 50-64enni), mentre per i 25-34enni si osserva un calo di 0,4 punti percentuali e per i 15-24enni il tasso rimane stabile. Sempre su base trimestrale, il tasso di disoccupazione e' in calo per i 15-24enni (-0.9 punti percentuali) e in misura piu' lieve per i 35-49enni (-0,1 punti). Per le persone tra i 25 e i 34 anni il tasso di disoccupazione sale di 0,2 punti e per i 50-64enni sale di 0,6 punti. Il tasso di inattivita' cresce nel trimestre per i 15-34enni (+0,4 punti percentuali), mentre cala di 0,1 punti per i 35-49enni e di 0,7 punti per i 50-64enni. (AGI)


01 marzo 2016 ©
02/02/2016 12:10

Roma - "I dati diffusi oggi dall'Istat, al di la' delle oscillazioni congiunturali, confermano la tendenza positiva dell'occupazione nel medio periodo: su base annua, si registrano 254 mila disoccupati in meno (-8,1%) e 109 mila occupati in piu' (+0,5%); il tasso di disoccupazione, all'11,4%, diminuisce di 0,9 punti percentuali, ed il tasso di occupazione cresce di 0,5 punti percentuali. Anche la disoccupazione giovanile, ancora molto elevata, cala di 3,3 punti percentuali rispetto all'anno precedente (dal 41,2% al 37,9%), collocandosi al livello piu' basso degli ultimi tre anni". Lo afferma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in una nota con cui segnala, "inoltre, che nonostante il calo congiunturale degli occupati continua ad aumentare il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, 31mila in piu' del mese precedente. Si conferma, pertanto, la tendenza di stabilizzazione e di miglioramento qualitativo del lavoro dipendente nel nostro paese, legata agli effetti delle scelte compiute per rendere piu' conveniente il contratto a tempo indeterminato", conclude il ministro. (AGI) 

07/01/2016 14:17

Roma - Disoccupazione in calo a novembre: il tasso diminuisce di 0,2 punti percentuali arrivando all'11,3%, il dato piu' basso da novembre 2012 quando segno' l'11,2%. Lo rileva l'Istat, sottolineando che su base annua la disoccupazione si riduce del 14,3%, pari a -479 mila persone in cerca di lavoro. Gli occupati crescono dello 0,2% (+36mia unita') e il tasso di occupazione aumenta di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,4%. Su base annua l'occupazione cresce dello 0,9%, pari a +206 mila persone occupate. La disoccupazione giovanile scende al 38,1% (in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente) attestandosi ai livelli di maggio-giugno 2013.

 

 

 

Il commento del premier Matteo Renzi arriva su twitter: "La disoccupazione continua a scendere, oggi 11,3%, e' dimostrazione che #jobsact funziona. L'Italia che riparte, riparte dal lavoro #lavoltabuona".

Il pensiero del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, arriva con un comunicato: "nonostante un quadro internazionale difficile" i dati "rappresentano segnali di speranza e di fiducia per il 2016" e "confermano che le riforme intraprese danno buoni frutti: la fiducia di cittadini ed imprese inizia a trasformarsi in risultati concreti". "I dati ufficiali dell'Istat - sottolinea Poletti - ci dicono che la disoccupazione e' all'11,3%, ai minimi da tre anni, con una diminuzione di 479.000 disoccupati in un anno; che gli occupati crescono di 36 mila unita' in un mese e di 206 mila in un anno, con un aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+141 mila in un anno) e delle donne, mentre si riducono i dipendenti a termine; che la disoccupazione giovanile, ancora molto elevata, scende al 38,1%, con una diminuzione dell'1,2 punti percentuali sul mese precedente e del 4,9 punti percentuali rispetto al 43% di un anno fa, mentre gli occupati crescono del 3,3%".

Per il segretario confederale Cisl, Gigi Petteni, si e' difronte all'"ennesimo segnale di ripresa del lavoro in Italia, che non puo' tuttavia cancellare il fatto che il tasso di disoccupazione e' ancora troppo elevato, soprattutto tra i giovani, le donne e nelle regioni del Mezzogiorno. Pur avendo apprezzato le positive novita' apportate dalla legge di stabilita', manca ancora la svolta che da tempo chiediamo".

Secondo Guglielmo Loy, segretario confederale Uil,e' confermata "la marcia da tartaruga del nostro mercato del lavoro: la piccola crescita a novembre non inverte una rotta che, ad ora, non sta portando ai risultati sperati". Secondo la Uil i posti fissi sono stati solo 70.000 in piu' ad un costo di 25.000 l'uno.

La disoccupazione scende anche in Europa: secondo Eurostat, a novembre il tasso e' passato dal 10,6% di ottobre al 10,5% nell'Eurozona, ai minimi da ottobre 2011, e al 9,1% in Ue, minimi da luglio 2009. Il tasso di disoccupazione giovanile e' al 22,5% nell'Eurozona e al 20% in Ue; in Italia scende al 38,1%, dato migliore di quello greco (49,5%) e spagnolo (47,5%) ma ben lontano da quello tedesco (7%) e danese (9,9%). 

(7 gennaio 2016)