Economia

Caffè a stelle e strisce, Starbucks apre a Milano nel 2017

Roma - La catena statunitense Starbucks dopo molte esitazioni arrivera' in Italia. Il primo locale aprira' nei primi mesi dell'anno prossimo a Milano, grazie a una partnership con Antonio Percassi, il presidente della holding Odissea e della squadra di calcio dell'Atalanta che controlla anche il marchio Kiko. Lo riporta un comunicato pubblicato sul sito web del gruppo, fondato nel 1971. L'apertura, annunciata e piu' volte rinviata, rappresenta una sfida per la multinazionale di Seattle a un mercato dove il culto del caffe' espresso le ha finora inibito l'ingresso. Sono 6 miliardi, secondo le stime della Fipe, i caffe' consumati nei bar italiani in un anno per un giro d'affari pari a 6,6 mld di euro. Il 41% degli italiani adulti prende un espresso al banco almeno una volta alla settimana. Starbucks ha 23.000 negozi in tutto il mondo, di cui solo 2.400 in Europa, Medio Oriente e Africa che rappresentano il 10% del suo fatturato. Nel Vecchio Continente è forte soprattutto in Gran Bretagna, dove è presente dal 1998.
"La storia di Starbucks e' intimamente legata alla maniera in cui gli italiani realizzano un espresso perfetto", ha assicurato il presidente e ceo di Starbucks, Howard Schultz, "tutto cio' che abbiamo finora realizzato si basa su questa straordinaria esperienza. Abbiamo sempre avuto cura di rispettare quest'eredita' da 45 anni e oggi e' con una grande umilta' e un profondo rispetto che ci accingiamo a provare di condividere quel che abbiamo imparato". Schultz, nel comunicato, ricorda di avere sviluppato la passione proprio in un viaggio d'affari di 33 anni fa in Italia, che "cambio' la sua vita per sempre". Dopo l'apertura di Milano, Starbucks potrebbe espandersi anche a Verona e Venezia.

Dai gialli alle commedie, il caffè più citato di Hollywood

Per la sirena di Starbucks, il marchio del famoso Frappuccino e del Chai tea latte, non sarà facile conquistare il mercato di un Paese in cui l'espresso è un rito al bar sotto casa o in ufficio e nessuno lo paga più di un euro. Potranno sfondare il caffè e il cappuccino bollenti venduti a 3-4 euro in un bicchiere di carta? Di certo la catena di Seattle porterà nuove abitudini, come il Wi-fi gratis e il posto a sedere davanti alla vetrina, rinnovando un settore che appartiene al costume dell'Italia. Un po' come McDonald's che ha faticato a sfondare nella penisola ma alla fine ha fatto anche da apripista a tanti locali di hamburgher, non necessariamente fast food. (AGI) 


29 febbraio 2016 ©