Economia

Olio: Assitol, estendere controlli telematici a tutta Ue

(AGI) - Roma, 24 feb. - Estendere il SIAN, il sistema italiano di controllo telematico sui dati di produzione dell'olio d'oliva, a tutta l'Europa, per garantire il consumatore rispetto alle importazioni provenienti dall'estero. E' questa la proposta di ASSITOL, l'Associazione italiana dell'industria olearia, come contropartita dell'import di prodotto tunisino, proposto dalla Commissione UE a titolo temporaneo per il biennio 2016-2017, allo scopo di sostenere il paese nordafricano in crisi.
A cominciare dal frantoio, fino al commerciante di prodotto sfuso, gia' oggi in Italia e' possibile seguire tutti i movimenti dell'olio d'oliva, documentati nei Registri di carico e scarico delle aziende, e verificabili telematicamente dagli enti di controllo del settore. "In questo modo - spiega Angelo Cremonini, presidente del Gruppo olio d'oliva di ASSITOL - e' possibile avere un quadro completo sull'olio effettivamente prodotto e messo in commercio, tracciando tutti i flussi in entrata ed in uscita dalle imprese della filiera".
Negli ultimi tempi, come dimostrano alcune importanti inchieste, cio' ha consentito alle autorita' giudiziarie di fermare numerosi tentativi di contraffazione. "La rete elettronica che vigila sui flussi del nostro olio ha dimostrato di recente che le 'frodi di carta', basate su falsa documentazione, si possono battere con le nuove tecnologie - osserva Cremonini - a tutto vantaggio degli operatori che lavorano correttamente".
Assitol propone di ampliare all'Europa il modello italiano. "Non abbiamo certo chiesto di aumentare il contingente di olio tunisino - afferma il presidente del Gruppo oliva -. Ma se davvero l'ipotesi diventasse realta', l'idea di una rete telematica di controllo, a tutela dei consumatori europei e di tutto il comparto oleario, rappresenterebbe la soluzione piu' agevole per consentire la tracciabilita' sull'olio in arrivo, non soltanto da altri Paesi europei, ma anche da quelli extra-UE".
Al riguardo, e' bene ricordare che l'Italia, afflitta da uno storico deficit nella produzione di olio, e' costretta a importarlo da altri Paesi comunitari. Soltanto il 10% delle importazioni, tuttavia, giungono da operatori non europei, compresa la Tunisia. Tuttavia, proprio la Commissione UE segnala il rischio che correrebbe il mercato italiano se non si facilitasse l'import dei tunisini: questi ultimi, infatti, si rivolgerebbero al mercato di Paesi terzi - ad esempio gli Stati Uniti, primo acquirente mondiale dei nostri prodotti - finendo quindi in aperta competizione con l'export delle aziende italiane. (AGI)
Bru


24 febbraio 2016 ©