Economia

Olio: dalla Coldiretti a Grillo, no all'Ue su apertura a Tunisia

(AGI) - Roma, 19 feb. - E' allarme nel mondo agricolo italiano per la proposta della Commissione europea che da' il via libera all'ingresso di 70 mila tonnellate di olio tunisino senza dazio sul mercato europeo in due anni. In vista del decisivo voto di mercoledi' prossimo alla plenaria dell'Europarlamento, e' sceso in campo anche Beppe Grillo che sul suo blog ha denunciato "il piu' grande attentato all'agricoltura nella storia d'Italia" e ha accusato Federica Mogherini di aver avanzato la proposta e gli europarlamentari Pd di averla approvata in Commissione commercio internazionale. L'esponente del M5S ha anche lanciato l'hashtag #NoOlioTunisino.
L'Italia, secondo produttore ed esportatore di olio al mondo con ben 900.000 aziende e 4.500 frantoi attivi, e' ovviamente in prima linea per le conseguenze di questa decisione che fino al 2017 aggiungerebbe ben 35mila tonnellate di olio tunisino all'anno alle attuali 57mila tonnellate senza dazio gia' previste dall'accordo di associazione Ue-Tunisia.
"Pur condividendo l'obiettivo di solidarieta' dell'Europa nei confronti di Paesi in difficolta'", spiega il coordinamento Agrinsieme, "non si possono sempre penalizzare l'agricoltura e le produzioni mediterranee". "E' opportuno, che decisioni cosi' strategiche siano adottate solo in seguito a valutazioni oggettive dell'impatto economico che generano sugli operatori europei", sottolinea il coordinamento.
Stessa preoccupazione da parte della Coldiretti: l'Italia, ricorda, e' gia' invasa dall'olio di oliva tunisino con le importazioni dal Paese africano che sono aumentate del 734 per cento nel 2015, pari ad oltre otto volte le quantita' rispetto allo scorso anno. Quest'anno - sottolinea - si sono registrati sbarchi record di olio dalla Tunisia che diventa il terzo fornitore dopo la Spagna, la quale perde terreno anche a favore della Grecia, con l'aumento del 517 per cento delle spedizioni elleniche verso l'Italia nello stesso periodo. "Il risultato e' che nel 2015", lamenta la Coldiretti, "l'Italia si conferma il principale importatore mondiale di olio di oliva nonostante l'andamento positivo della produzione nazionale". (AGI)


Bru


19 febbraio 2016 ©