Economia

Agroalimentare: Martina, Italia leader con 13,4 mld fatturato

(AGI) - Roma, 17 feb. - L'Italia resta leader nel settore agroalimentare e conta il maggior numero di prodotti certificati per un valore complessivo di 13,4 miliardi pari al 10% del fatturato totale dell'industria alimentare. Di cio' si e' parlato oggi a Roma in occasione della 'Giornata nazionale della qualita' agroalimentare', promossa dal ministero dell'Agricoltura in collaborazione con Ismea. L'iniziativa, che rientra nel piano strategico del ministero per la tutela e la promozione dei prodotti di qualita' sul fronte nazionale e internazionale, ha coinvolto gli operatori del comparto Dop e Igp italiano. Un momento di incontro e confronto sullo stato attuale e sulle strategie di sviluppo messe in luce attraverso i sette tavoli di lavoro che si sono svolti sui temi specifici della sostenibilita' delle Ig; dell'efficacia dei controlli; internazionalizzazione e sviluppo delle Ig; evoluzione del sistema dei Consorzi di tutela; retail e consumatori; tutela delle Ig e nuove frontiere del Digital Food. Per l'occasione e' stato presentato anche il XIII Rapporto Ismea-Qualivita, indagine socio-economica dei comparti agroalimentare e vitivinicolo Dop e Igp che ha confermato la leadership del nostro Paese nel settore. Bene anche l'export delle Ig che vale 7,1 miliardi di euro, ovvero il 21% dell'ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali. Il rapporto ha segnalato infine la crescita della produzione dei vini di qualita' in Italia con circa 23 milioni di ettolitri e un valore stimato di 7 miliardi di euro.
"Qualita' agroalimentare e' sempre piu' sinonimo d'Italia" ha affermato il ministro delle politiche Agricole e Forestali, Maurizio Martina. La nostra leadership nel settore dei prodotti a denominazione - ha sottolineato - non e' fatta solo di numeri importanti, ma e' l'espressione della forza di un tessuto economico e produttivo strettamente connesso ai territori. Un modello che vogliamo rafforzare sempre di piu', anche attraverso un salto di qualita' sul fronte organizzativo. I dati ci dicono che c'e' un potenziale inespresso enorme da liberare, soprattutto al Sud. Stiamo lavorando da un lato per supportare al meglio i nostri prodotti di punta, che hanno la forza anche di aprire nuovi mercati, dall'altro per aiutare i produttori ad aggregarsi, sfruttando i vantaggi che il sistema delle denominazioni puo' portare. Oggi le prime 10 Dop e Igp nazionali sviluppano l'80% del fatturato. Dobbiamo far salire questa lista almeno a 20 prodotti nei prossimi tre anni. Per farlo puntiamo su formazione e organizzazione, perche' e' su questi fronti che serve un cambio di passo. Servono piu' managerialita' e investimenti nel capitale umano per dare futuro alle filiere e ai territori". (AGI)
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17 febbraio 2016 ©