Economia

Alimentare: Legacoop Veneto-Fvg, decisive le reti d'impresa

(AGI) - Roma, 3 feb. - Combattere la perdurante e pericolosa parcellizzazione dell'economia agroalimentare, coniugare giusto profitto e sostenibilita', innovare i modelli di impresa, potenziare le filiere e favorire le aggregazioni, rafforzare la relazione con il mondo della grande distribuzione. Sono le chiavi per vincere la crisi che la cooperazione in buona parte conserva iscritte nel proprio dna: l'antidoto gia' presente nel sistema, sul quale fare leva anche per sostenere l'intero comparto sul territorio. Una visione di futuro e insieme una grande responsabilita', quella chiesta al mondo cooperativo, per tutelare sia l'imprenditore - e con esso i lavoratori del settore - che il consumatore.
Intorno a queste riflessioni, stamattina a Marghera-Venezia, si e' sviluppato il congresso del Settore Agroalimentare regionale di Veneto e Friuli Venezia Giulia, che, a poche settimane dall'apertura del percorso congressuale nazionale (avvenuta proprio in Veneto lo scorso 15 gennaio), ha visto per la seconda volta riunite insieme in assemblea le due regioni. Gia' dal 2011 i due territori condividono un percorso di lavoro comune, che vede i suoi frutti piu' significativi nella nascita del Distretto Servizi Nordest e, per il comparto della pesca, nella costituzione della rete di imprese nell'ambito del Distretto della Pesca del Nord Adriatico.
Un settore, quello agro-ittico-alimentare, chiamato a congresso per la prima volta unitariamente. E che nelle due regioni conta complessivamente 70 cooperative associate a Legacoop, 10.433 soci, 1.874 addetti e un valore della produzione di oltre 900 milioni e 862mila euro.
Nel solo Veneto sono 34 le cooperative associate, 4.211 i soci, 609 i soci lavoratori, 697 i lavoratori dipendenti non soci, per un totale di 1.306 addetti e un valore della produzione pari a circa 564 milioni e 489mila euro.
"Problemi rispetto ai quali il sistema cooperativo costituisce una valida risposta perche' "allenato" a unire le forze, in un contesto di frammentazione aziendale perdurante e penalizzante, e capace di introdurre elementi di modernita' e di maggiore competitivita', fattori imprescindibili per la crescita imprenditoriale - ha spiegato Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto -. Obiettivi da raggiungere coniugando produttivita' e sostenibilita', valorizzando le filiere del comparto, promuovendo l'integrazione tra le diverse produzioni agricole e supportando lo sviluppo di percorsi di diversificazione che affianchino a quelle primarie attivita' agrituristiche, ittituristiche e pescaturistiche". "Una ulteriore e' la leva che puo' favorire una ripresa del settore cooperativo - ha aggiunto -: la costruzione di nuove sinergie con altri comparti, a partire da quelli dei servizi e del sociale. Resta, infine, l'esigenza di creare momenti di confronto piu' proficui con la grande distribuzione e di favorire processi di aggregazione attraverso le organizzazioni di produttori".
Sullo sfondo sempre il potenziale e auspicato ruolo delle istituzioni nell'accompagnare e sostenere questa fase cosi' delicata di possibile rilancio. A loro il mondo della cooperazione agroalimentare di Legacoop Veneto e Friuli Venezia Giulia sollecitano la costituzione di uno o piu' fondi, gestiti dalle finanziarie regionali di riferimento, che integrino e supportino gli investimenti necessari allo sviluppo aziendale e all'occupazione.
"Il settore dell'agricoltura e dell'agroindustria hanno risentito della crisi generale che ha colpito il sistema produttivo e le imprese sono in difficolta' nel creare reddito, in un contesto di crescente competizione internazionale e insufficienti scelte politiche nell'ambito nazionale riguardo alla gestione di alcuni fondi comunitari - ha riferito Roberto Sesso, vicepresidente Legacoop Friuli Venezia Giulia - per cogliere le opportunita' offerte dai mercati e affrontare le sfide sono necessari interventi migliorativi delle performance, capaci di produrre utili da mettere a riserva per patrimonializzare le cooperative e quindi consolidare le loro azioni in favore dei soci. In quest'ottica, la sede interregionale Veneto e Friuli Venezia Giulia e quella distrettuale possono favorire i processi di sviluppo. Ogni azione sara' comunque condizionata dalla capacita' di "fare sistema" e per favorire questi processi e' necessario percorrere la costituzione dell'Alleanza delle Cooperative Italiane". (AGI)



Bru


13 febbraio 2016 ©