Economia

Eurozona: Ue, rivede al ribasso stime crescita. Inflazione resta bassa

Bruxelles - L'inflazione nella zona euro resterà bassa anche nel 2016: la previsione della Commissione europea fissa il tasso annuo allo 0,5%, la metà rispetto a quello stimato nella precedente edizione delle previsioni economiche.

Moscovici, su flessibilitaà decisione a maggio

L'indice dei prezzi al consumo è stato più basso del previsto anche nel 2015: a novembre la Commissione Ue lo prevedeva allo 0,1%, oggi invece certifica inflazione a 0 per l'anno passato. Più cauti i dati per l'inflazione attesa nel 2017: secondo la Commissione europea sarà 1,5% e non più 1,6% come precedentemente stimato. Anche nell'Ue quest'anno si avrà un indice inflattivo più dimezzato, atteso allo 0,5% rispetto alle previsioni di novembre (1,1%). L'esecutivo comunitario sostiene che il costo del petrolio sia la causa principale di questa bassa inflazione. "Il prezzo del petrolio - recita il documento - è scivolato di nuovo e si considera che rimarrà  nettamente inferiore rispetto alle previsioni di autunno, e che rimbalzerà più tardi" del previsto. Questo andamento dei prezzi del greggio "è probabile che ritarderà  il rimbalzo dell'inflazione dal suo attuale livello molto basso".

Nel 2016 il Pil dell'Eurozona crescerà  meno del previsto. è quanto osserva la Commissione europea nelle previsioni economiche d'inverno, pubblicate oggi. Secondo le nuove stime il Pil di Eurolandia crescerà  quest'anno dell'1,7%, contro il +1,8% previsto lo scorso novembre. Per il 2015 è invece confermata la crescita all'1,6%. Resta invariata anche la previsione del Pil all'1,9% per il 2017. Sono invece state riconsiderate al ribasso anche le stime di crescita dell'Ue nel suo complesso. Il Pil dell'Unione europea registrerà infatti un aumento del +1,9% nel 2016 e del +2% nel 2016, in calo, per ciascun anno, dello 0,1% rispetto alle stime di novembre. Le nuove previsioni, spiega l'esecutivo comunitario, si devono alle incertezze che gravano a livello internazionale. Se da una parte ci sono "alcuni fattori di crescita che ci si attende saranno più forti" quali un basso prezzo del petrolio e un tasso di cambio favorevole per la moneta unica, dall'altra parte alcuni "rischi per l'economia stanno diventando più consistenti". L'Ue vede come fattori di rischio una più lenta crescita della Cina e delle altre economie emergenti, un commercio mondiale "debole" e "le incertezze geopolitiche".

Sull'economia dell'Eurozona gravano le incognite del contesto internazionale e del rallentamento cinese. Lo ha detto il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici, nella conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche d'inverno. "A livello mondiale dobbiamo constatare che le prospettive di crescita si sono deteriorate, in particolare in Russia, Brasile e Cina", e in quest'ultimo Paese, in particolare "vediamo un rallentamento progressivo e controllato". Tutti questi rallentamenti delle economie emergenti, ha spiegato, "annullano in parte il deprezzamento positivo dell'Euro" e allo stesso tempo "incidono sulle esportazioni della zona euro".

La disoccupazione nella zona euro "continuerà  a diminuire gradualmente nel corso degli anni, soprattutto in quei Paesi hanno riformato il loro mercato del lavoro, come Spagna, Cipro, Irlanda e Portogallo, che sono secondo me esempi da seguire". Lo ha detto il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici, nella conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche d'inverno, citando i paesi che hanno beneficiato negli anni del sostegno finanziario dei partner Euro. (AGI) 


04 febbraio 2016 ©