Economia

I mercati europei provano il rimbalzo

04/02/2016 09:13

Roma - Rimbalzano le borse europee, che aprono in rialzo, sulla scia dell'aumento del prezzo del petrolio e dei listini asiatici. Londra avanza dell'1,52% a 5.925,62 punti. Apertura in forte rialzo per la Borsa di Milano nella quarta seduta settimanale: Ftse Mib +1,69% e 17.708 punti, All Share +1,55%. Bene Francoforte che cresce dello 0,93%, a 9.522,67 punti e sale Parigi, in rialzo dell'1,14% a 4.276,17 punti.

Ieri giornata nera per le borse europee - Le borse europee sono state affossate dai bancari e dai dati Usa non positivi. A Londra l'Ftse 100 ha ceduto l'1,43% a 5.838,74 punti, a Parigi il Cac 40 ha perso l'1,33% a 4.226,96 punti, a Francoforte il Dax è sceso dell'1,53% a 9.434,82 punti. Male anche Madrid a -2,39%. Ieri Piazza Affari è stata maglia nera, affossata dai titoli bancari e da Wall Street. Milano ha inanellato il terzo ribasso consecutivo, in un clima ancora negativo e appesantito dalla debolezza del settore bancario. L'indice Ftse Mib ha ceduto il 2,85% a 17.412 punti, All Share sul -2,74%. Piazza Affari si e' allineata al generale cedimento dei mercati europei, particolarmente marcato nel pomeriggio, quando il Ftse Mib ha toccato anche un minimo del -3,3%. Tra le cause la flessione del prezzo del petrolio e il dato in peggioramento dell'indice Pmi dei servizi a gennaio nell'Eurozona. Nessuna eco invece ha avuto l'analogo dato cinese, questa volta in crescita. A dare il tocco finale la particolare debolezza dei titoli bancari, questa volta su tutti i listini, ma con un effetto amplificato su quello milanese derivante dal maggior peso sugli indici. Diverse le sospensioni, da brividi il bilancio per alcuni titoli come Banco Popolare (-10,02%), Bper (-8,28%), Ubi (-8,99%). (AGI)


04 febbraio 2016 ©
03/02/2016 09:46

Roma - Avvio prudente e contrastato per le borse europee, sulla scia della debolezza del prezzo del petrolio, che resta sotto 30 dollari al barile, e del nuovo tonfo di Tokyo che arretra del 3,15%, trascinando giu' i listini asiatici. Londra cede lo 0,15% a 5.912,91. A Milano l'indice Ftse Mib segna +0,06%. Francoforte scende dello 0,52% e Parigi e' piatta a +0,11%.

Cina prevede crescita pil fra +6.5 e 7% quest'anno

Le borse europee anno poi virato tutte in negativo: Londra cede lo 0,05%.. A Milano l'indice Ftse Mib segna -0,85%. Francoforte scende dell'1,07 e Parigi arretra dello 0,66%.

Nuovo tracollo della borsa di Tokyo che ha perso oltre il 3%, sulla scia della caduta del prezzo del petrolio. L'indice guida Nikkei dei 225 principali titoli ha lasciato sul terreno il 3,15%, pari a 559,43 punti chiudendo a 17.191,25 punti. Hong Kong arretra del 2,34%. Piu' contenute le perdite di Shanghai che cede lo 0,38%.

Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi e' a 118 punti, sui livelli della chiusura di ieri. Il rendimento e' all'1,50%. Il differenziale Bonos/Bund segna 128 punti per un tasso dell'1,60%.

L'euro apre sopra 1,09 dollari e risale lo yen, mentre cede il prezzo del petrolio e tornano i timori sulla tenuta dell'economia globale. L'euro passa di mano a 1,0916 sul dollari e 130,81 sullo yen. Dollaro/yen in calo a 119,80.

Il prezzo del petrolio scende sotto la soglia psicologica dei 30 dollari al barile. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti perdono 20 cent a 29,68 dollari e quelli sul Brent arretrano di 30 cent a 32,42 dollari. Il timore e' che le scorte di petrolio negli Usa si rafforzino aggravando la sovrasaturazione del mercato. Inoltre aumentano i dubbi sulla capacita dei paesi Opec e non Opec di arrivare a un accordo sulla riduzione della produzione. (AGI) 

29/01/2016 17:26

Roma -  In Giappone la Boj, con una mossa a sorpresa, adotta tassi negativi, il prezzo del petrolio si stabilizza a 33 dollari al barile e in Asia le Borse vanno in rally, contagiando i listini europei. Anche Wall Street è attesa in rialzo, per cui i mercati si preparano a chiudere la settimana sotto il segno piu'.

La sveglia è arrivata dal Giappone, dove la Boj ha annunciato che per la prima volta ha ridotto da +0,1% a -0,1% i tassi sui depositi, cioè quelli praticati sui soldi che le banche lasciano in giacenza presso di lei. In pratica, come gia' fanno le banche europee con la Bce, anche gli istituti nipponici pagheranno per parcheggiare i loro soldi alla Boj. L'obiettivo della banca centrale giapponese è lo stesso dell'Eurotower: penalizzare la sosta del denaro per rimetterlo in circolo e indirizzarlo verso l'economia reale.

Ecco perchè quella di Tokyo va considerata una misura espansiva, che l'allinea alla Bce. Cosi' almeno l'hanno interpretata i mercati, considerandola come un segnale distensivo, simile a quello lanciato qualche giorno fa da Mario Draghi, che si era impegnato a nuove misure di stimolo a marzo. Unito alla prudenza manifestata dalla Fed mercoledi' scorso sul rialzo dei tassi Usa, è come se il messaggio inviato alle borse fosse: Boj, Bce e Fed sono accondiscendenti e dunque possiamo brindare.

Risultato: è aumentata la propensione al rischio, lo yen si è indebolito, Tokyo è salita del 2,8%, Shanghai del 3,1%, Hong Kong del 2,54%. A rafforzare l'ottimismo ci ha pensato anche il petrolio, stabilizzatosi sopra 33 dollari, dopo i rialzi di ieri, legati alle voci di contatti tra l'Opec e la Russia su un possibile taglio alla produzione di greggio da immettere sul mercato.

Le borse europee hanno colto la palla al balzo, registrando rialzi incrementati verso la chiusura: +1,67% Londra, +1,05% Francoforte e +1,50% Parigi. Bene anche Milano a +1,87%, grazie al rimbalzo delle banche, che reagiscono all'ondata di ribassi di ieri, legata al malumore per i dettagli dell'accordo con l'Ue sul salvataggio dei crediti in sofferenza. Viaggia in deciso rialzo anche Wall Street. (AGI)

(29 gennaio 2016)

 

22/01/2016 23:38

Roma - L'effetto Draghi non smette di trainare le borse. L'annuncio di ieri riguardo una revisione a marzo del programma di 'quantitative easing' della Bce continua ad alimentare gli acquisti dopo gli scivoloni dei giorni scorsi. "Abbiamo molti strumenti di ulteriore intervento per favorire la risalita dell'inflazione e la determinazione e la volontà del Consiglio di usarli", ha sottolineato anche oggi il presidente della Bce intervenendo al Wef di Davos. A riportare il sereno è stato poi anche il recupero del prezzo del petrolio che, dopo aver aggiornato sotto quota 27 dollari i propri minimi dal 2003, viaggia abbondantemente sopra i 31 dollari sui circuiti di New York. Tra i titoli in evidenza figurano quindi le grandi major petrolifere, quali Total (+4,39%), Shell (+5,36%) e Repsol (+5,90%). Le borse europee hanno così chiuso tutte in deciso rialzo, in particolare Parigi (+3,10%) e Madrid (+3,30%), seguite da Londra (+2,19%) e Francoforte (+1,99%), mentre Wall Street si avvicina a fine seduta con solidi progressi (Dow Jones +1,09%, Nasdaq +2,26%).

Meno ispirata Piazza Affari (+1,63%), che ieri aveva indossato la maglia rosa e oggi è frenata dal tonfo di Banco Popolare, che perde il 5,01%. In controtendenza anche Bper (-1,12%) e Ubi (-4,71%), segno che le tensioni intorno al sistema creditizio italiano si sono allentate solo relativamente. "Non c'è alcuna questione di fragilità delle banche italiane, che non richiedono aumenti di capitale", ha provato a rassicurare da Davos il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha promesso "a giorni" il testo sulla riforma del credito del cooperativo sul tavolo del Consiglio dei Ministri. E anche Draghi ha osservato che in Italia c'è stata un'errata interpretazione della lettera inviata dalla Bce per avere chiarimenti su come i Paesi stanno gestendo i crediti in sofferenza. "Non vi era nulla di più che conoscere le diverse pratiche nazionali in merito", ha detto. Per quanto riguarda l'altro dossier caldo, ovvero la 'bad bank', Padoan ha parlato di un "negoziato intenso". "Siamo in stretto contatto tecnico e politico con la Commissione", ha spiegato l'inquilino di via XX settembre, "ci sono alcune questioni da chiarire come il meccanismo del prezzo delle garanzie che acceleri la cessione delle sofferenze da parte delle banche". Intanto, secondo indiscrezioni, è stato già fissato per martedì prossimo a Bruxelles un incontro tra Padoan e il commissario Ue alla Concorrenza, Margaret Vestager. (AGI) 

(22 gennaio 2016)

21/01/2016 20:38

Roma -  Ci pensa Mario Draghi a rianimare le borse europee, specie Milano che vola a +4,2%. Il presidente della Bce, dopo che l'Eurotower aveva lasciato i tassi invariati, prevede nuovi possibili stimoli alla prossima riunione dell'Eurotower a marzo e rassicura i mercati sulle banche italiane: sono solide, dice, aggiungendo che non servono nuovi accantonamenti, ne' nuove richieste di maggiori capitali.

A Piazza Affari subito crollano le vendite sui bancari e ripartono gli acquisti, con Mps che chiude in rialzo del 43%, Unicredit a +7,9%, Bper a +11% e Banco Popolare a +10%. Anche gli altri listini europei riprendono a correre dopo Draghi, con Francofore che chiude a +1,94%, Parigi a +1,97% e Londra a +1,77%, mentre lo spread italiano, che aveva aperto a 117 punti termina la sua corsa in ribasso, a quota 110. Frena invece l'euro, che scende sotto quota 1,08 dollari e poi risale, pur restando debole. L'impennata delle borse europee rianima anche Wall Street, che apre in calo, sulla scia del nuovo tonfo dei listini asiatici e del petrolio, e poi riprende coraggio, virando al rialzo. 

Padoan, sulle banche nessuna manovra speculativa

A Francoforte Draghi mette subito in guardia contro i rischi di indebolimento della crescita economica nell'Eurozona, che sono "aumentati a inizio anno", per la volatilita' dei mercati e le crisi geopolitiche e avverte che l'inflazione resta "piu' debole del previsto" per cui occorre "vigilare", specie sugli effetti di secondo livello e cioe' sulla ricaduta del basso prezzo del petrolio sugli altri prezzi.

Per questo la Bce, a marzo, dovra' "riesaminare e riconsiderare la propria politica monetaria" ed e' "determinata ad agire" per rispettare il suo mandato di riportare l'inflazione verso il 2%, precisando che "non c'e' limite a quanto possiamo estendere" l'utilizzo degli strumenti previsti dal mandato dell'Eurotower. Su questo, dice ancora il numero un dell'Eurotower, "non ci sono divisioni" dentro il direttivo della banca centrale.

Draghi si sofferma sulle banche italiane, al centro di forti speculazioni, specie dopo le liti tra Roma e Bruxelles sull'avvio della bank bank. Draghi chiarisce che per le nostre banche non ci sara' "nessuna nuova richiesta inattesa di aumentare il capitale o stanziare accantonamenti" da parte degli organismi di supervisione bancaria dell'Eurozona. Inoltre i livelli degli accantonamenti delle banche italiane "sono in media simili" a quelli delle altre banche dell'Eurozona e gli istituti di credito della penisola "hanno un livello adeguato di garanzie e collaterali". E ancora: c'e' stata una "percezione decisamente confusa" sulla richiesta di informazioni sui crediti deteriorati giunta da Francoforte. La richiesta di informazioni sui crediti deteriorati "non e' stata inviata solo alle banche italiane" ma a tutte le banche europee. 

(21 gennaio 2016)