Economia

Borse in rialzo dopo la mossa a sorpresa della Boj

29/01/2016 17:26

Roma -  In Giappone la Boj, con una mossa a sorpresa, adotta tassi negativi, il prezzo del petrolio si stabilizza a 33 dollari al barile e in Asia le Borse vanno in rally, contagiando i listini europei. Anche Wall Street è attesa in rialzo, per cui i mercati si preparano a chiudere la settimana sotto il segno piu'.

La sveglia è arrivata dal Giappone, dove la Boj ha annunciato che per la prima volta ha ridotto da +0,1% a -0,1% i tassi sui depositi, cioè quelli praticati sui soldi che le banche lasciano in giacenza presso di lei. In pratica, come gia' fanno le banche europee con la Bce, anche gli istituti nipponici pagheranno per parcheggiare i loro soldi alla Boj. L'obiettivo della banca centrale giapponese è lo stesso dell'Eurotower: penalizzare la sosta del denaro per rimetterlo in circolo e indirizzarlo verso l'economia reale.

Ecco perchè quella di Tokyo va considerata una misura espansiva, che l'allinea alla Bce. Cosi' almeno l'hanno interpretata i mercati, considerandola come un segnale distensivo, simile a quello lanciato qualche giorno fa da Mario Draghi, che si era impegnato a nuove misure di stimolo a marzo. Unito alla prudenza manifestata dalla Fed mercoledi' scorso sul rialzo dei tassi Usa, è come se il messaggio inviato alle borse fosse: Boj, Bce e Fed sono accondiscendenti e dunque possiamo brindare.

Risultato: è aumentata la propensione al rischio, lo yen si è indebolito, Tokyo è salita del 2,8%, Shanghai del 3,1%, Hong Kong del 2,54%. A rafforzare l'ottimismo ci ha pensato anche il petrolio, stabilizzatosi sopra 33 dollari, dopo i rialzi di ieri, legati alle voci di contatti tra l'Opec e la Russia su un possibile taglio alla produzione di greggio da immettere sul mercato.

Le borse europee hanno colto la palla al balzo, registrando rialzi incrementati verso la chiusura: +1,67% Londra, +1,05% Francoforte e +1,50% Parigi. Bene anche Milano a +1,87%, grazie al rimbalzo delle banche, che reagiscono all'ondata di ribassi di ieri, legata al malumore per i dettagli dell'accordo con l'Ue sul salvataggio dei crediti in sofferenza. Viaggia in deciso rialzo anche Wall Street. (AGI)

(29 gennaio 2016)

 

21/01/2016 20:38

Roma -  Ci pensa Mario Draghi a rianimare le borse europee, specie Milano che vola a +4,2%. Il presidente della Bce, dopo che l'Eurotower aveva lasciato i tassi invariati, prevede nuovi possibili stimoli alla prossima riunione dell'Eurotower a marzo e rassicura i mercati sulle banche italiane: sono solide, dice, aggiungendo che non servono nuovi accantonamenti, ne' nuove richieste di maggiori capitali.

A Piazza Affari subito crollano le vendite sui bancari e ripartono gli acquisti, con Mps che chiude in rialzo del 43%, Unicredit a +7,9%, Bper a +11% e Banco Popolare a +10%. Anche gli altri listini europei riprendono a correre dopo Draghi, con Francofore che chiude a +1,94%, Parigi a +1,97% e Londra a +1,77%, mentre lo spread italiano, che aveva aperto a 117 punti termina la sua corsa in ribasso, a quota 110. Frena invece l'euro, che scende sotto quota 1,08 dollari e poi risale, pur restando debole. L'impennata delle borse europee rianima anche Wall Street, che apre in calo, sulla scia del nuovo tonfo dei listini asiatici e del petrolio, e poi riprende coraggio, virando al rialzo. 

Padoan, sulle banche nessuna manovra speculativa

A Francoforte Draghi mette subito in guardia contro i rischi di indebolimento della crescita economica nell'Eurozona, che sono "aumentati a inizio anno", per la volatilita' dei mercati e le crisi geopolitiche e avverte che l'inflazione resta "piu' debole del previsto" per cui occorre "vigilare", specie sugli effetti di secondo livello e cioe' sulla ricaduta del basso prezzo del petrolio sugli altri prezzi.

Per questo la Bce, a marzo, dovra' "riesaminare e riconsiderare la propria politica monetaria" ed e' "determinata ad agire" per rispettare il suo mandato di riportare l'inflazione verso il 2%, precisando che "non c'e' limite a quanto possiamo estendere" l'utilizzo degli strumenti previsti dal mandato dell'Eurotower. Su questo, dice ancora il numero un dell'Eurotower, "non ci sono divisioni" dentro il direttivo della banca centrale.

Draghi si sofferma sulle banche italiane, al centro di forti speculazioni, specie dopo le liti tra Roma e Bruxelles sull'avvio della bank bank. Draghi chiarisce che per le nostre banche non ci sara' "nessuna nuova richiesta inattesa di aumentare il capitale o stanziare accantonamenti" da parte degli organismi di supervisione bancaria dell'Eurozona. Inoltre i livelli degli accantonamenti delle banche italiane "sono in media simili" a quelli delle altre banche dell'Eurozona e gli istituti di credito della penisola "hanno un livello adeguato di garanzie e collaterali". E ancora: c'e' stata una "percezione decisamente confusa" sulla richiesta di informazioni sui crediti deteriorati giunta da Francoforte. La richiesta di informazioni sui crediti deteriorati "non e' stata inviata solo alle banche italiane" ma a tutte le banche europee. 

(21 gennaio 2016)

 

21/01/2016 09:54

Roma - Le borse europee aprono in cauto rialzo e tentano in rimbalzo dopo una nuova ondata di vendite che ha affondato anche le piazze asiatiche. Pesano ancora i corsi del petrolio, che pure sui mercati asiatici è tornato sopra i 28 dollari. Su Milano la spada di DAmocle dei titoli delle banche. Su Banco Popolare oggi la Consob ha disposto il divieto temporaneo di vendite allo scoperto.

 L'Ftse 100 di Londra sale dello 0,51% a a 5.702 punti, il Dax di Francoforte segna +0,65% a 9.453 punti, il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,12% a 4.130 punti, l'Ftse Mib di Milano guadagna lo 0,68% a 18.090 punti. In recupero anche l'indice All Share di piazza Affari che avvia le contrattazioni a +0,64% a 19.678 punti.

La borsa di Tokyo, che nella mattinata aveva tentato un rimbalzo, non è riuscita a mantenere i suoi guadagni e ha chiuso in netto calo, portando a quasi il 16% le sue perdite globali dall'inizio dell'anno. Alla chiusura degli scambi l'indice dei principali titoli aveva perso il 2,43% (-398,93 punti) e ha chiuso a 16.017,26, nuovo minimo di 15 mesi.  Proseguono incessanti le vendite sui mercati finanziari cinesi, con gli investitori sempre più preoccupati per il rallentamento della seconda economia mondiale e per il suo impatto sulla crescita globale.
La borsa di Shanghai chiude in calo del 3,23%, mentre Shenzhen scivola del 4,01%. Ribassi più moderati per Hong Kong, che si avvicina alla chiusura in calo dell'1,36%. Shanghai ha chiuso ai minimi da dicembre 2014. Per evitare crisi di liquidita', la banca centrale ha iniettato 110 miliardi di yuan attraverso lo strumento dei pronti contro termine a 28 giorni al 2,25% e altri 290 miliardi di yuan attraverso i pronti contro termine a sette giorni al 2,6%, meccanismi attraverso i quali la People's Bank of China riacquista azioni dalle banche per rivenderle a una data prestabilita. La mossa di oggi segue a quella di martedì scorso, in cui la banca centrale cinese aveva operato un rifinanziamento di 155 miliardi di yuan e aveva pompato 205 miliardi nel mercato monetario. 
Da Davos, dove e' in corso il World Economic Forum, il vice presidente della China Securities Regulatory Commission, la Consob cinese, ha parlato del circuit breaker inaugurato a inizio anno e sospeso dopo pochi giorni dopo per i crolli dei mercati cinesi. Fang Xinhai ha spiegato ai microfoni della Cnn che il meccanismo, in uso anche in altri Paesi "potesse funzionare anche in Cina", ma nel mercato cinese, dominato dai piccoli investitori, "c'è una forte pressione per la vendita". Il sistema di interruzione delle contrattazioni doveva evitare i crolli dei mercati, ma l'effetto è stato contrario, accentuando le cadute nei primi giorni dell'anno. Il circuit breaker "non era una misura appropriata per la Cina e l'ente regolatore lo ha ammesso", ha poi concluso Fang. 

Le tensioni diffuse sui mercati finanziari italiani si riflettono anche sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si divarica a 117 punti, in rialzo di ben 15 punti rispetto all'apertura di ieri. Il rendimento sale all'1,68%.

L'euro apre in lieve rialzo a 1,09 dollari e 127,20 yen in attesa della conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi. Biglietto verde in lieve recupero a 116,52 yen.Continua la discesa del rublo, che oggi, nella prima mezz'ora di contrattazioni alla Borsa di Mosca, ha perso il 4% del suo valore su euro e dollaro. Il biglietto verde si e' impennato, superando gli 84 rubli (84,81) cosa che non succedeva dai tempi della crisi del 1998, come ricordano le agenzie economiche. Il cambio con l'euro ha toccato quota 92,55, superiore del 4,4% al livello della chiusura delle contrattazioni ieri. Il record negativo del rublo sull'euro e' pero' ancora lontano: si tratta del valore di 100,74, raggiunto il 16 dicembre del 2014. Gli esperti non si aspettano per oggi interventi da parte della Banca centrale. "Qualsiasi intervento non può fermare la causa dell'indebolimento del rublo che è il calo dei prezzi del petrolio", ha spiegato il campo economista di Ing Dmitri Poelevoi, secondo il quale la Banca centrale sta monitorando la situazione ma agira' solo in caso si crei panico sui mercati e tra la popolazione. 

Il prezzo del petrolio Wti torna sopra i 28 dollari sui mercati asiatici dopo aver aggiornato ieri il proprio minimo dal 2003 a quota 26,19 dollari al barile. Il light crude di New York cede 15 cent a 28,20 dollari al barile. In lieve calo anche l'altro principale benchmark, il Brent di Londra, che perde 11 cent a 27,77 dollari al barile a fronte di un eccesso di offerta che non dà per ora segnali di ridimensionamento. (AGI)

(21 gennaio 2016)

20/01/2016 09:21

Roma - Apertura in forte calo per le borse europee, sulla scia dei decisi ribassi delle piazze asiatiche, in particolare Hong Kong, scesa ai minimi da quattro anni e alle prese con una fuga di capitali che mette a rischio l'aggancio al dollaro.

A continuare ad alimentare le vendite sono principalmente la continua flessione del prezzo del petrolio e la revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale del Fmi.

Il Dax di Francoforte arretra del 2,42% a 9.430 punti, l'Ftse 100 di Londra cede l'1,98% a 5.760 punti, il Cac 40 di Parigi perde il 2,36% a 4.171 punti, l'Ftse Mib di Milano cede il 2,94% a quota 13.325 punti, Madrid scende dell'1,93% a 8.375 punti.

TONFO PER LE BORSE ASIATICHE - Un calo sulla scia della nuova chiusura in rosso per le piazze asiatiche, che scontano il continuo calo del prezzo del petrolio e la revisione al ribasso delle previsioni del Fmi sulla crescita globale.

Pesanti gli scivoloni di Tokyo (-3,71%), ai minimi da 15 mesi, e Hong Kong (-3,50%), con l'indice Hang Seng sceso ai minimi da quattro anni e una fuga di capitali che minaccia l'agganciamento ultratrentennale del dollaro locale, che ha toccato il picco negativo da quasi nove anni, a quello americano. Perdite piu' moderate a Shenzhen (-1,03%) e Shanghai (-1,02%), in altalena per buona parte della seduta. Seul segna -2,3%, Sydney perde l'1,3%.

RUBLO IN CALO - Continua la svalutazione del rublo sull'euro, sullo sfondo del calo dei prezzi del petrolio. Subito dopo l'apertura delle contrattazioni alla Borsa di Mosca, la moneta comunitaria e' arriva a 87,10 rubli, aggiornando il suo record dal dicembre 2014. Poco dopo, sottolinea l'agenzia Rbc, l'euro e' tornato sotto gli 87 rubli. Anche il dollaro si e' rafforzato, superando i 79 rubli (79,40). Secondo Mikhael Stepanian, analista intervistato dal sito FInam, il dollaro nelle contrattazioni di oggi potrebbe superare la soglia degli 80 rubli, nel caso in cui il Brent si avvicini ai 27 dollari al barile. Stando ad altri analisti sentiti da Bloomberg, la Banca di Russia sara' costretta a riprendere interventi sui tassi di cambio, in caso di ulteriore caduta della moneta nazionale. A loro dire, la soglia che potrebbe far scattare misure in questo senso sarebbe quella del biglietto verde a 90 rubli.

(20 gennaio 2016)

 

18/01/2016 10:05

Roma - Mercati europei in lieve rialzo in avvio di giornata dopo i forti cali della settimana scorsa. Le principali piazze azionarie del continente hanno iniziato la seduta leggermente sopra la parita' e stanno ulteriormente guadagnando terreno. Parigi e' in rialzo dello 0,4%, Francoforte dello 0,6%, Londra guadagna circa lo 0,3%. Apertura poco mossa per la Borsa di Milano con il 'primo' Ftse Mib che ha segnato quota 19.201 punti (+0,02%.

Borse cinesi in lieve rialzo in apertura di settimana. Shanghai ha chiuso la seduta con segno positivo, +0,44%, a 2913,84 punti, mentre Shenzhen ha guadagnato l'1,58% risalendo sopra i diecimila punti, a quota 10155,96. La seduta era cominciata in forte ribasso, con Shanghai che a inizio mattinata perdeva quasi il 2% prima di recuperare nelle prime ore di contrattazioni. Chiude in calo, invece, la Borsa di Tokyo, che ha perso l'1,12%: sul risultato pesano gli ultimi dati economici provenienti da Washington e il deprezzamento del greggio, oggi sceso sotto i 28 dollari al barile, prima di una lieve ripresa. Il modesto avanzamento delle performance di oggi e' stato segnato dalla decisione della banca centrale cinese di contrastare le speculazioni sullo yuan offshore applicando alle banche straniere operanti su territorio cinese regole simili a quelle delle banche cinesi. Dal 25 gennaio prossimo, secondo quanto confermato oggi dalla People's Bank of China, e' previsto un aumento dei requisiti di riserva obbligatori delle banche straniere sui depositi in yuan nel tentativo di evitare grosse fuoriuscite di capitali e regolare meglio i movimenti della valuta cinese. La decisione servira' a "prevenire rischi finanziari e a proteggere la stabilita' finanziaria" di Pechino e a rafforzare la "gestione della liquidita'", secondo quanto comunicato dalla stessa banca centrale cinese. Il forte calo dello yuan offshore, che nei giorni scorsi ha segnato i valori minimi dal 2010, ha provocato nuove paure per un tentativo di svalutazione competitiva da parte di Pechino. Oggi lo yuan si e' rafforzato sul dollaro, con una crescita dello 0,41%, a 6,5868 nei confronti del biglietto verde, dopo che la banca centrale aveva fissato la parita' questa mattina a quota 6,5590. Dopo un inizio d'anno estremamente turbolento, in cui le piazze cinesi hanno perso, a tutt'oggi, circa il 17% del loro valore, sono arrivate sabato scorso anche le pubbliche scuse dell'ente di regolamentazione dei listini cinesi, la China Securitiers Regulatory Commission. Xiao Gang, il presidente della "Consob" cinese, ha parlato di "difetti nella supervisione" nella gestione delle turbolenze cominciate la scorsa estate, scaturite soprattutto da un "mercato immaturo" e dall'inesperienza degli operatori. Intanto, sulle piazze asiatiche aumenta l'attesa per i dati del prodotto interno lordo cinese, che verranno svelati domani dall'Ufficio Nazionale di Statistica: secondo le ultime stime, il risultato del 2015 sara' il piu' basso degli ultimi venticinque anni, confermando il rallentamento della Cina, che viaggia attorno a un tasso di crescita del 7%.

Euro in calo sul dollaro in avvio di giornata: la valuta europea scambia a 1,0883 sul dollaro a inizio seduta, contro 1,0916 della chiusura di venerdi'. L'euro si rafforza leggermente sullo yen e quota 127,59, contro i 127,68 della chiusura della scorsa settimana. Il dollaro rimonta sulla valuta nipponica e passa di mano a 117,23, in rialzo rispetto ai 11,96 di venerdi'. L'attesa dei mercati e' per il dato sulla crescita cinese nel 2015 che sara' diffuso domani. Secondo molti analisti, il Pil del gigante asiatico potrebbe subire la piu' forte frenata dell'ultimo quarto di secolo, attestandosi al di sotto del 7%, dopo essere gia' calato al 7,3% nel 2014. Gli investitori attendono inoltre questa settimana la riunione di politica monetaria della Bce.

Petrolio in calo sui mercati asiatici. Il Brent e' calato al di sotto dei 28 dollari al barile, per la prima volta in 12 anni, sui timori che l'allentamento delle sanzioni all'Iran portera' ad una ulteriore offerta di mezzo milione di barili al giorno sul mercato. Giu' anche il Wti Usa, in calo di 41 centesimi a 29,01 dollari al barile. (AGI)

(18 gennaio 2016)