Economia

Le banche affondano ancora la Borsa di Milano

28/01/2016 20:30

(AGI) - Milano, 28 gen. - Altra giornata da dimenticare per Piazza Affari che non ha beneficiato della risalita delle quotazioni del greggio e, facendo molto peggio degli altri listini europei, ha visto il Ftse Mib perdere il 3,49% a quota 18.189 punti; All Share -3,22%. Ad affondare Borsa Italiana ancora una volta la debacle dei bancari, su cui continua a pesare l'accordo con l'Ue sulla gestione dei crediti deteriorati, ritenuto evidentemente deludente dal mercato. Male anche Fiat Chrysler all'indomani dei conti e Telecom nel giorno in cui si e' riunito il cda della societa'.

Tra i bancari, con diversi titoli finiti in asta di volatilita' nelle ultime fasi della seduta, Unicredit ha perso il 6,48%, Mps -5,8%, Ubi Banca -5,85%, Bpm -9,81%, Intesa Sanpaolo -5,06%, Mediobanca -5,47%. Tra gli altri finanziari, Generali, alle prese con l'addio dell'a.d. Mario Greco, ha chiuso con un -4,08%. Pesante Fiat Chrysler (-7,19%) all'indomani della diffusione dei conti e delle nuove previsioni del gruppo al 2018. Ferrari e Finmeccanica, rimanendo nel settore dei titoli industriali, sono arretrate rispettivamente del 4,22 e dello 0,92 per cento.

Per quanto riguarda gli energetici, Enel ha lasciato il 3,52%, mentre Eni si e' salvata con un +0,23%. Saipem, alle prese invece con l'aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro, ha guadagnato il 3%, con i diritti in rialzo del 9,61%. Telecom Italia, con una flessione del 5,97%, e' scesa sotto l'euro per azione nel giorno in cui si e' riunito una cda straordinario della societa'. Sul resto del listino, infine, il titolo Juventus Fc e' calato dell'1,77% nonostante la vittoria nella gara di andata della semifinale di Coppa Italia che di fatto le ha spianato l'accesso alla finale. (AGI) 

26/01/2016 20:32

Roma - Giornata concitata per Generali, che chiude in forte calo la seduta di Borsa per l'addio dell'ad Mario Greco che sara' dal 1 maggio ceo di Zurich: le azioni del Leone triestino hanno perso il 3,15% a 14,15 euro per azione. Il titolo, che a fine mattinata registrava un leggero ribasso, e' stato improvvisamente congelato in asta di volatilita' intorno alle 16, quando si sono diffuse le voci di un imminente addio dell'amministratore delegato, Mario Greco; riammesso alle contrattazioni, e' sceso fino a perdere il 5% (13,88 euro il prezzo minimo toccato), per poi recuperare marginalmente le perdite sul finale. Abbastanza sostenuto il volume degli scambi, con oltre 17 milioni di pezzi passati di mano, vale a dire quasi l'1,1% del capitale. Termina invece in deciso rialzo la seduta a piazza Affari: il Ftse Mib guadagna l'1,51% a 18.923 punti e l'All Share l'1,34% a 20.580 punti. La giornata era partita sotto i peggiori auspici, con gli indici pesanti in avvio dopo l'ennesimo tracollo di Shangai; Milano ha poi invertito rotta, sostenuta dai balzi nel comparto bancario e dal buon avvio di Wall Street, ed e' sul finale la migliore tra le borse europee. Tornando a Generali, dopo una giornata in cui si inseguivano le voci sull'uscita del manager, e' arrivata la conferma direttamente dalla societa': Greco ha informato il presidente della societa', Gabriele Galateri di Genola, "della sua indisponibilita' ad un altro mandato come Amministratore Delegato della societa' alla scadenza di quello attuale". Greco, si legge nella nota di Generali, "ha peraltro manifestato la piena disponibilita' a continuare ad operare nella pienezza delle sue funzioni e nell'interesse delle Generali fino al termine dell'attuale mandato". Dopo poco, l'annuncio di Zurich: il colosso assicurativo elvetico ha nominato Greco nuovo ceo dal prossimo 1 maggio.

Il manager succede a Tom de Swaan, che manteneva l'interim (e' presidente) da quando Martin Senn si era dimesso nello scorso dicembre. "Siamo contenti di dare il benvenuto a Greco dopo l'incarico di successo tenuto come ceo di Generali. In lui ritroviamo una rara combinazione di esperienza, di spirito imprenditoriale e di profonda conoscenza della materia che ci ha convinto della nostra scelta come prossimo leader" ha detto de Swann. "La sua profonda conoscenza della nostra compagnia e della nostra industria e la sua carriera come leader fa di lui l'unico candidato per questo ruolo", ha aggiunto. A questo punto l'intero cda di Generali, in scadenza, dovra' essere rinnovato con l'assemblea di primavera. Greco, classe 1959, e' alla guida di Generali dal primo agosto 2012; prima di approdare al Leone, era stato per cinque anni nel gruppo Zurich, dove aveva ricoperto fino a giugno 2012 l'incarico di Ceo General Insurance. Nei mesi scorsi Mediobanca, primo azionista di Generali con il 13% circa del capitale, si era detta propensa a una conferma dei vertici uscenti, idea condivisa con gli altri soci: "Siamo soddisfatti - aveva detto l'a.d. dell'istituto, Alberto Nagel ha spiegato - del lavoro fatto dal consiglio di amministrazione, dal presidente e dall'amministratore delegato. La nostra intenzione e' quella di confermare un assetto che si e' dimostrato molto convincente in termini di strategia e di numeri". (AGI) 

(26 gennaio 2016)

26/01/2016 18:56

Roma - Il ceo di Generali Mario Greco ha formalizzato le sue dimissioni, informando il presidente della società, Gabriele Galateri di Genola, "della sua indisponibilità ad un altro mandato come Amministratore Delegato della società alla scadenza di quello attuale". Greco, si legge nella nota di Generali, "ha peraltro manifestato la piena disponibilità a continuare ad operare nella pienezza delle sue funzioni e nell'interesse delle Generali fino al termine dell'attuale mandato".

Il titolo ha chiuso in forte calo la seduta di Borsa: -3,15% a 14,15 euro per azione. Il titolo, che a fine mattinata registrava un leggero ribasso, è stato improvvisamente congelato in asta di volatilità intorno alle 16, quando si sono diffuse le voci di un imminente addio dell'amministratore delegato, Mario Greco. Riammesso alle contrattazioni, è sceso fino a perdere il 5% (13,88 euro il prezzo minimo toccato), per poi recuperare marginalmente le perdite sul finale. Abbastanza sostenuto il volume degli scambi, con oltre 17 milioni di pezzi passati di mano, vale a dire quasi l'1,1% del capitale.  (AGI) 

(26 gennaio 2016)

20/01/2016 17:07

Milano - Le banche affondano Piazza Affari e il crollo del prezzo del petrolio, con il Wti sceso poco sopra 26 dollari per la prima volta da 12 anni, manda a picco i listini mondiali.

A Milano non sono bastate le raccomandazioni della Bce sulle banche italiane, per bloccare le vendite. Sui listini di Piazza Affari, si è abbattuta una raffica di sospensioni, ancora vendite copiose sui bancari, affondati anche dalle tensioni tra il governo italiano e la Commissione Ue che minacciano di compromettere il percorso per la formazione di una bad bank. Il comparto bancario ha perso complessivamente il 7% e l'indice Ftse Mib ha chiuso, maglia in nera in Europa, a -4,83%, dopo aver lasciato sul terreno in giornata oltre il 5%, con Mps giù del 22,2%, Unicredit del 7,7% e Bpem del 7,3%.

Il ministro  Pier Carlo Padoan assicura, il sistema bancario è solido

In profondo rosso anche i listini asiatici, quelli europei e Wall Street, affondati dal prezzo del petrolio.

A New York il Light crude Wti chiude in calo di 1,91 dollari a 26,55 dollari, dopo un minimo da marzo 2003 di 26,19 dollari al barile. Il Brent perde 0,79 cent a 27,97 dollari al barile, dopo un minimo dall'aprile 2004 di 27,10 dollari. La discesa del prezzo del petrolio contagia i mercati azionari e, a sua volta, ne è condizionata, mentre gli investitori temono la rimozione delle sanzioni all'Iran, il rallentamento della Cina e dei paesi emergenti e il monito dell'Aie, secondo la quale il mercato potrebbe "annegare nell'eccesso di offerta".

Wall Street chiude in calo per  ma lontano dai minimi della seduta. Il Dow Jones, arrivato a perdere oltre 500 punti, ha lasciato sul terreno l',54% a 15.769 punti mentre il tecnologico Nasdaq ha perso lo 0,12% a quota 4.471,68.

Le borse europee chiudono a picco, dopo il tonfo delle piazze asiatiche con Tokyo a -3,7% e Hong Kong a -3,8%, quest'ultima colpita anche dalla fuga di capitali, che mette a repentaglio l'agganciamento tra la valuta locale e il dollaro americano. In Europa, petroliferi e minerari affondano il listino di Londra che termina giù del 3,46% a 5.673,58 punti. Francoforte arretra del 2,82% a 9.391 punti e Parigi cala del 3,45% a 4.124,95 punti. Intanto a Wall Street i listini scendono, dopo aver perso in precedenza oltre il 3%. (AGI) 
 

(20 gennaio 2016)

 

20/01/2016 09:23

Roma - "Le prime evidenze relative al 2015 confermano che l'attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell'ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell'anno". Lo dichiara in una nota l'amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola. "In particolare i ricavi sono aumentati sia rispetto al terzo trimestre sia rispetto all'anno precedente, mentre i costi sono stati ulteriormente ridotti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, confermando la positiva tendenza di miglioramento dell'efficienza operativa della banca in corso ormai da quattro anni", prosegue Viola, "sotto il profilo della qualità del credito, la banca ha messo a terra ormai da diversi mesi uno sforzo straordinario per conseguire l'obiettivo di ridurre la dimensione del portafoglio di crediti anomali ed i primi risultati si incominciano a vedere, grazie agli effetti delle cessioni di sofferenze effettuate nell'anno e dell' attività di recupero svolta dalle strutture interne della banca. Per questo motivo sono fiducioso in merito al raggiungimento dell'obiettivo di inversione di tendenza nell' andamento dello stock di crediti anomali che costituisce impegno primario della banca".

"Dal punto di vista patrimoniale e finanziario la dotazione di capitale della banca continua ad essere adeguata e comunque al di sopra delle soglie prescritte dalla Bce, mentre la situazione della liquidità a fine anno della banca particolarmente positiva, su livelli mai raggiunti negli ultimi quattro anni dalla medesima", scrive ancora Viola, "ovviamente i clienti che oggi si rivolgono alle nostre filiali sono preoccupati per tutte le cose che si leggono. Nel corso degli ultimi giorni i colleghi delle filiali, che colgo ancora una volta l'occasione per ringraziare, hanno fatto uno straordinario lavoro al fine di fornire alla clientela che lo richiede tutti gli elementi oggettivi necessari per una corretta gestione del rapporto con la banca. Al momento la dimensione della raccolta di quei clienti che hanno deciso di spostare parte dei loro risparmi è contenuta e comunque inferiore a quella riscontrata nella precedente crisi che la banca ha vissuto nel febbraio 2013 che è stata brillantemente superata. Per questo motivo, anche alla luce dei fondamentali decisamente migliori oggi rispetto a due anni fa, sono convinto che la banca saprà superare, come accaduto nel passato, anche questa fase non facile".

"Dal punto di vista borsistico, ancorché sia mia abitudine non commentare l'andamento del titolo Mps, l'eccezionalità degli eventi mi impone alcune brevi osservazioni", scrive ancora l'ad di Mps, "innanzitutto non sono in grado ne di confermare ne di smentire le analisi pubblicate negli ultimi giorni in merito alle cause dell' andamento anomalo del titolo. Vi è da considerare che oggi l'azionariato di Mps è particolarmente frazionato e ciò porta ad immaginare che le vendite non siano state il frutto della cessione di grandi partecipazioni".

"L' interpretazione che danno i principali intermediari è che vi sia in realtà carenza di compratori piuttosto che la presenza di grandi venditori. Infine sia la valutazione del titolo, in termini di rapporto rispetto al patrimonio netto della banca, sia il rendimento dei subordinati non sono oggi giustificati dai fondamentali della banca cosi come in precedenza sottolineato", conclude Viola, "lasciatemi chiudere ricordando che oggi, malgrado tutto quello che è accaduto, la banca continua ad operare normalmente, servendo oltre 5 milioni di clienti privati, oltre 220 mila piccole imprese, 50 mila imprese medie e grandi, attraverso 25740 colleghi che stanno dimostrando una professionalità ed un attaccamento alla propria banca straordinari che valgono molto di più delle mie parole". (AGI)

(20 gennaio 2016)