Economia

Borse europee aprono in rialzo su scia Asia e petrolio

25/01/2016 08:16

Roma - Le borse europee aprono in rialzo sostenute dall'andamento positivo dei mercati asiatici e dal rimbalzo dei prezzi del petrolio. Ad alimentare l'ottimismo anche le attese di nuove misure di stimolo all'economia che potrebbe mettere in campo la Bce.
L'indice Ftse Mib di Piazza Affari avvia le contrattazioni a +0,58% a 19.139 punti. L'indice Dax 30 nei primi scambi guadagna lo 0,25% a 9.786,61 punti, il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,29% a 4.349,48 punti e l'Ftse 100 di Londra sale dello 0,26% a 5.916 punti. (AGI)

(25 gennaio 2016)
.

22/01/2016 23:38

Roma - L'effetto Draghi non smette di trainare le borse. L'annuncio di ieri riguardo una revisione a marzo del programma di 'quantitative easing' della Bce continua ad alimentare gli acquisti dopo gli scivoloni dei giorni scorsi. "Abbiamo molti strumenti di ulteriore intervento per favorire la risalita dell'inflazione e la determinazione e la volontà del Consiglio di usarli", ha sottolineato anche oggi il presidente della Bce intervenendo al Wef di Davos. A riportare il sereno è stato poi anche il recupero del prezzo del petrolio che, dopo aver aggiornato sotto quota 27 dollari i propri minimi dal 2003, viaggia abbondantemente sopra i 31 dollari sui circuiti di New York. Tra i titoli in evidenza figurano quindi le grandi major petrolifere, quali Total (+4,39%), Shell (+5,36%) e Repsol (+5,90%). Le borse europee hanno così chiuso tutte in deciso rialzo, in particolare Parigi (+3,10%) e Madrid (+3,30%), seguite da Londra (+2,19%) e Francoforte (+1,99%), mentre Wall Street si avvicina a fine seduta con solidi progressi (Dow Jones +1,09%, Nasdaq +2,26%).

Meno ispirata Piazza Affari (+1,63%), che ieri aveva indossato la maglia rosa e oggi è frenata dal tonfo di Banco Popolare, che perde il 5,01%. In controtendenza anche Bper (-1,12%) e Ubi (-4,71%), segno che le tensioni intorno al sistema creditizio italiano si sono allentate solo relativamente. "Non c'è alcuna questione di fragilità delle banche italiane, che non richiedono aumenti di capitale", ha provato a rassicurare da Davos il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha promesso "a giorni" il testo sulla riforma del credito del cooperativo sul tavolo del Consiglio dei Ministri. E anche Draghi ha osservato che in Italia c'è stata un'errata interpretazione della lettera inviata dalla Bce per avere chiarimenti su come i Paesi stanno gestendo i crediti in sofferenza. "Non vi era nulla di più che conoscere le diverse pratiche nazionali in merito", ha detto. Per quanto riguarda l'altro dossier caldo, ovvero la 'bad bank', Padoan ha parlato di un "negoziato intenso". "Siamo in stretto contatto tecnico e politico con la Commissione", ha spiegato l'inquilino di via XX settembre, "ci sono alcune questioni da chiarire come il meccanismo del prezzo delle garanzie che acceleri la cessione delle sofferenze da parte delle banche". Intanto, secondo indiscrezioni, è stato già fissato per martedì prossimo a Bruxelles un incontro tra Padoan e il commissario Ue alla Concorrenza, Margaret Vestager. (AGI) 

(22 gennaio 2016)

21/01/2016 20:38

Roma -  Ci pensa Mario Draghi a rianimare le borse europee, specie Milano che vola a +4,2%. Il presidente della Bce, dopo che l'Eurotower aveva lasciato i tassi invariati, prevede nuovi possibili stimoli alla prossima riunione dell'Eurotower a marzo e rassicura i mercati sulle banche italiane: sono solide, dice, aggiungendo che non servono nuovi accantonamenti, ne' nuove richieste di maggiori capitali.

A Piazza Affari subito crollano le vendite sui bancari e ripartono gli acquisti, con Mps che chiude in rialzo del 43%, Unicredit a +7,9%, Bper a +11% e Banco Popolare a +10%. Anche gli altri listini europei riprendono a correre dopo Draghi, con Francofore che chiude a +1,94%, Parigi a +1,97% e Londra a +1,77%, mentre lo spread italiano, che aveva aperto a 117 punti termina la sua corsa in ribasso, a quota 110. Frena invece l'euro, che scende sotto quota 1,08 dollari e poi risale, pur restando debole. L'impennata delle borse europee rianima anche Wall Street, che apre in calo, sulla scia del nuovo tonfo dei listini asiatici e del petrolio, e poi riprende coraggio, virando al rialzo. 

Padoan, sulle banche nessuna manovra speculativa

A Francoforte Draghi mette subito in guardia contro i rischi di indebolimento della crescita economica nell'Eurozona, che sono "aumentati a inizio anno", per la volatilita' dei mercati e le crisi geopolitiche e avverte che l'inflazione resta "piu' debole del previsto" per cui occorre "vigilare", specie sugli effetti di secondo livello e cioe' sulla ricaduta del basso prezzo del petrolio sugli altri prezzi.

Per questo la Bce, a marzo, dovra' "riesaminare e riconsiderare la propria politica monetaria" ed e' "determinata ad agire" per rispettare il suo mandato di riportare l'inflazione verso il 2%, precisando che "non c'e' limite a quanto possiamo estendere" l'utilizzo degli strumenti previsti dal mandato dell'Eurotower. Su questo, dice ancora il numero un dell'Eurotower, "non ci sono divisioni" dentro il direttivo della banca centrale.

Draghi si sofferma sulle banche italiane, al centro di forti speculazioni, specie dopo le liti tra Roma e Bruxelles sull'avvio della bank bank. Draghi chiarisce che per le nostre banche non ci sara' "nessuna nuova richiesta inattesa di aumentare il capitale o stanziare accantonamenti" da parte degli organismi di supervisione bancaria dell'Eurozona. Inoltre i livelli degli accantonamenti delle banche italiane "sono in media simili" a quelli delle altre banche dell'Eurozona e gli istituti di credito della penisola "hanno un livello adeguato di garanzie e collaterali". E ancora: c'e' stata una "percezione decisamente confusa" sulla richiesta di informazioni sui crediti deteriorati giunta da Francoforte. La richiesta di informazioni sui crediti deteriorati "non e' stata inviata solo alle banche italiane" ma a tutte le banche europee. 

(21 gennaio 2016)

 

21/01/2016 09:54

Roma - Le borse europee aprono in cauto rialzo e tentano in rimbalzo dopo una nuova ondata di vendite che ha affondato anche le piazze asiatiche. Pesano ancora i corsi del petrolio, che pure sui mercati asiatici è tornato sopra i 28 dollari. Su Milano la spada di DAmocle dei titoli delle banche. Su Banco Popolare oggi la Consob ha disposto il divieto temporaneo di vendite allo scoperto.

 L'Ftse 100 di Londra sale dello 0,51% a a 5.702 punti, il Dax di Francoforte segna +0,65% a 9.453 punti, il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,12% a 4.130 punti, l'Ftse Mib di Milano guadagna lo 0,68% a 18.090 punti. In recupero anche l'indice All Share di piazza Affari che avvia le contrattazioni a +0,64% a 19.678 punti.

La borsa di Tokyo, che nella mattinata aveva tentato un rimbalzo, non è riuscita a mantenere i suoi guadagni e ha chiuso in netto calo, portando a quasi il 16% le sue perdite globali dall'inizio dell'anno. Alla chiusura degli scambi l'indice dei principali titoli aveva perso il 2,43% (-398,93 punti) e ha chiuso a 16.017,26, nuovo minimo di 15 mesi.  Proseguono incessanti le vendite sui mercati finanziari cinesi, con gli investitori sempre più preoccupati per il rallentamento della seconda economia mondiale e per il suo impatto sulla crescita globale.
La borsa di Shanghai chiude in calo del 3,23%, mentre Shenzhen scivola del 4,01%. Ribassi più moderati per Hong Kong, che si avvicina alla chiusura in calo dell'1,36%. Shanghai ha chiuso ai minimi da dicembre 2014. Per evitare crisi di liquidita', la banca centrale ha iniettato 110 miliardi di yuan attraverso lo strumento dei pronti contro termine a 28 giorni al 2,25% e altri 290 miliardi di yuan attraverso i pronti contro termine a sette giorni al 2,6%, meccanismi attraverso i quali la People's Bank of China riacquista azioni dalle banche per rivenderle a una data prestabilita. La mossa di oggi segue a quella di martedì scorso, in cui la banca centrale cinese aveva operato un rifinanziamento di 155 miliardi di yuan e aveva pompato 205 miliardi nel mercato monetario. 
Da Davos, dove e' in corso il World Economic Forum, il vice presidente della China Securities Regulatory Commission, la Consob cinese, ha parlato del circuit breaker inaugurato a inizio anno e sospeso dopo pochi giorni dopo per i crolli dei mercati cinesi. Fang Xinhai ha spiegato ai microfoni della Cnn che il meccanismo, in uso anche in altri Paesi "potesse funzionare anche in Cina", ma nel mercato cinese, dominato dai piccoli investitori, "c'è una forte pressione per la vendita". Il sistema di interruzione delle contrattazioni doveva evitare i crolli dei mercati, ma l'effetto è stato contrario, accentuando le cadute nei primi giorni dell'anno. Il circuit breaker "non era una misura appropriata per la Cina e l'ente regolatore lo ha ammesso", ha poi concluso Fang. 

Le tensioni diffuse sui mercati finanziari italiani si riflettono anche sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si divarica a 117 punti, in rialzo di ben 15 punti rispetto all'apertura di ieri. Il rendimento sale all'1,68%.

L'euro apre in lieve rialzo a 1,09 dollari e 127,20 yen in attesa della conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi. Biglietto verde in lieve recupero a 116,52 yen.Continua la discesa del rublo, che oggi, nella prima mezz'ora di contrattazioni alla Borsa di Mosca, ha perso il 4% del suo valore su euro e dollaro. Il biglietto verde si e' impennato, superando gli 84 rubli (84,81) cosa che non succedeva dai tempi della crisi del 1998, come ricordano le agenzie economiche. Il cambio con l'euro ha toccato quota 92,55, superiore del 4,4% al livello della chiusura delle contrattazioni ieri. Il record negativo del rublo sull'euro e' pero' ancora lontano: si tratta del valore di 100,74, raggiunto il 16 dicembre del 2014. Gli esperti non si aspettano per oggi interventi da parte della Banca centrale. "Qualsiasi intervento non può fermare la causa dell'indebolimento del rublo che è il calo dei prezzi del petrolio", ha spiegato il campo economista di Ing Dmitri Poelevoi, secondo il quale la Banca centrale sta monitorando la situazione ma agira' solo in caso si crei panico sui mercati e tra la popolazione. 

Il prezzo del petrolio Wti torna sopra i 28 dollari sui mercati asiatici dopo aver aggiornato ieri il proprio minimo dal 2003 a quota 26,19 dollari al barile. Il light crude di New York cede 15 cent a 28,20 dollari al barile. In lieve calo anche l'altro principale benchmark, il Brent di Londra, che perde 11 cent a 27,77 dollari al barile a fronte di un eccesso di offerta che non dà per ora segnali di ridimensionamento. (AGI)

(21 gennaio 2016)

20/01/2016 18:21

Roma - Malgrado le turbolenze sui mercati finanziari che riflettono "instabilità" proveniente dall'estero il sistema bancario italiano "continua a essere solido". E' quanto ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a un convegno al Tesoro. "Oggi è  una giornata in cui si registrano turbolenze nei mercati finanziari - ha osservato Padoan - che riflettono gravi impulsi di instabilità di natura politica ed economica provenienti dal sistema internazionale. Malgrado queste turbolenze la solidità fondamentale del sistema italiano, che continua a essere considerato dagli investitori uno dei posti più attraenti in cui investire, va avanti". (AGI) 

(20 gennaio 2016)