Economia

Borsa, piazza Affari apre al rialzo, Ftse Mib +0,58%

25/01/2016 08:03

Milano - Apertura al rialzo per la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib di piazza Affari ha avviato le contrattazioni a +0,58% a 19.139 punti con l'All Share a +0,57% a 20.792 punti. (AGI)

(25 gennaio 2016)
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20/01/2016 17:07

Milano - Le banche affondano Piazza Affari e il crollo del prezzo del petrolio, con il Wti sceso poco sopra 26 dollari per la prima volta da 12 anni, manda a picco i listini mondiali.

A Milano non sono bastate le raccomandazioni della Bce sulle banche italiane, per bloccare le vendite. Sui listini di Piazza Affari, si è abbattuta una raffica di sospensioni, ancora vendite copiose sui bancari, affondati anche dalle tensioni tra il governo italiano e la Commissione Ue che minacciano di compromettere il percorso per la formazione di una bad bank. Il comparto bancario ha perso complessivamente il 7% e l'indice Ftse Mib ha chiuso, maglia in nera in Europa, a -4,83%, dopo aver lasciato sul terreno in giornata oltre il 5%, con Mps giù del 22,2%, Unicredit del 7,7% e Bpem del 7,3%.

Il ministro  Pier Carlo Padoan assicura, il sistema bancario è solido

In profondo rosso anche i listini asiatici, quelli europei e Wall Street, affondati dal prezzo del petrolio.

A New York il Light crude Wti chiude in calo di 1,91 dollari a 26,55 dollari, dopo un minimo da marzo 2003 di 26,19 dollari al barile. Il Brent perde 0,79 cent a 27,97 dollari al barile, dopo un minimo dall'aprile 2004 di 27,10 dollari. La discesa del prezzo del petrolio contagia i mercati azionari e, a sua volta, ne è condizionata, mentre gli investitori temono la rimozione delle sanzioni all'Iran, il rallentamento della Cina e dei paesi emergenti e il monito dell'Aie, secondo la quale il mercato potrebbe "annegare nell'eccesso di offerta".

Wall Street chiude in calo per  ma lontano dai minimi della seduta. Il Dow Jones, arrivato a perdere oltre 500 punti, ha lasciato sul terreno l',54% a 15.769 punti mentre il tecnologico Nasdaq ha perso lo 0,12% a quota 4.471,68.

Le borse europee chiudono a picco, dopo il tonfo delle piazze asiatiche con Tokyo a -3,7% e Hong Kong a -3,8%, quest'ultima colpita anche dalla fuga di capitali, che mette a repentaglio l'agganciamento tra la valuta locale e il dollaro americano. In Europa, petroliferi e minerari affondano il listino di Londra che termina giù del 3,46% a 5.673,58 punti. Francoforte arretra del 2,82% a 9.391 punti e Parigi cala del 3,45% a 4.124,95 punti. Intanto a Wall Street i listini scendono, dopo aver perso in precedenza oltre il 3%. (AGI) 
 

(20 gennaio 2016)

 

20/01/2016 09:23

Roma - "Le prime evidenze relative al 2015 confermano che l'attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell'ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell'anno". Lo dichiara in una nota l'amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola. "In particolare i ricavi sono aumentati sia rispetto al terzo trimestre sia rispetto all'anno precedente, mentre i costi sono stati ulteriormente ridotti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, confermando la positiva tendenza di miglioramento dell'efficienza operativa della banca in corso ormai da quattro anni", prosegue Viola, "sotto il profilo della qualità del credito, la banca ha messo a terra ormai da diversi mesi uno sforzo straordinario per conseguire l'obiettivo di ridurre la dimensione del portafoglio di crediti anomali ed i primi risultati si incominciano a vedere, grazie agli effetti delle cessioni di sofferenze effettuate nell'anno e dell' attività di recupero svolta dalle strutture interne della banca. Per questo motivo sono fiducioso in merito al raggiungimento dell'obiettivo di inversione di tendenza nell' andamento dello stock di crediti anomali che costituisce impegno primario della banca".

"Dal punto di vista patrimoniale e finanziario la dotazione di capitale della banca continua ad essere adeguata e comunque al di sopra delle soglie prescritte dalla Bce, mentre la situazione della liquidità a fine anno della banca particolarmente positiva, su livelli mai raggiunti negli ultimi quattro anni dalla medesima", scrive ancora Viola, "ovviamente i clienti che oggi si rivolgono alle nostre filiali sono preoccupati per tutte le cose che si leggono. Nel corso degli ultimi giorni i colleghi delle filiali, che colgo ancora una volta l'occasione per ringraziare, hanno fatto uno straordinario lavoro al fine di fornire alla clientela che lo richiede tutti gli elementi oggettivi necessari per una corretta gestione del rapporto con la banca. Al momento la dimensione della raccolta di quei clienti che hanno deciso di spostare parte dei loro risparmi è contenuta e comunque inferiore a quella riscontrata nella precedente crisi che la banca ha vissuto nel febbraio 2013 che è stata brillantemente superata. Per questo motivo, anche alla luce dei fondamentali decisamente migliori oggi rispetto a due anni fa, sono convinto che la banca saprà superare, come accaduto nel passato, anche questa fase non facile".

"Dal punto di vista borsistico, ancorché sia mia abitudine non commentare l'andamento del titolo Mps, l'eccezionalità degli eventi mi impone alcune brevi osservazioni", scrive ancora l'ad di Mps, "innanzitutto non sono in grado ne di confermare ne di smentire le analisi pubblicate negli ultimi giorni in merito alle cause dell' andamento anomalo del titolo. Vi è da considerare che oggi l'azionariato di Mps è particolarmente frazionato e ciò porta ad immaginare che le vendite non siano state il frutto della cessione di grandi partecipazioni".

"L' interpretazione che danno i principali intermediari è che vi sia in realtà carenza di compratori piuttosto che la presenza di grandi venditori. Infine sia la valutazione del titolo, in termini di rapporto rispetto al patrimonio netto della banca, sia il rendimento dei subordinati non sono oggi giustificati dai fondamentali della banca cosi come in precedenza sottolineato", conclude Viola, "lasciatemi chiudere ricordando che oggi, malgrado tutto quello che è accaduto, la banca continua ad operare normalmente, servendo oltre 5 milioni di clienti privati, oltre 220 mila piccole imprese, 50 mila imprese medie e grandi, attraverso 25740 colleghi che stanno dimostrando una professionalità ed un attaccamento alla propria banca straordinari che valgono molto di più delle mie parole". (AGI)

(20 gennaio 2016)

20/01/2016 09:21

Roma - Apertura in forte calo per le borse europee, sulla scia dei decisi ribassi delle piazze asiatiche, in particolare Hong Kong, scesa ai minimi da quattro anni e alle prese con una fuga di capitali che mette a rischio l'aggancio al dollaro.

A continuare ad alimentare le vendite sono principalmente la continua flessione del prezzo del petrolio e la revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale del Fmi.

Il Dax di Francoforte arretra del 2,42% a 9.430 punti, l'Ftse 100 di Londra cede l'1,98% a 5.760 punti, il Cac 40 di Parigi perde il 2,36% a 4.171 punti, l'Ftse Mib di Milano cede il 2,94% a quota 13.325 punti, Madrid scende dell'1,93% a 8.375 punti.

TONFO PER LE BORSE ASIATICHE - Un calo sulla scia della nuova chiusura in rosso per le piazze asiatiche, che scontano il continuo calo del prezzo del petrolio e la revisione al ribasso delle previsioni del Fmi sulla crescita globale.

Pesanti gli scivoloni di Tokyo (-3,71%), ai minimi da 15 mesi, e Hong Kong (-3,50%), con l'indice Hang Seng sceso ai minimi da quattro anni e una fuga di capitali che minaccia l'agganciamento ultratrentennale del dollaro locale, che ha toccato il picco negativo da quasi nove anni, a quello americano. Perdite piu' moderate a Shenzhen (-1,03%) e Shanghai (-1,02%), in altalena per buona parte della seduta. Seul segna -2,3%, Sydney perde l'1,3%.

RUBLO IN CALO - Continua la svalutazione del rublo sull'euro, sullo sfondo del calo dei prezzi del petrolio. Subito dopo l'apertura delle contrattazioni alla Borsa di Mosca, la moneta comunitaria e' arriva a 87,10 rubli, aggiornando il suo record dal dicembre 2014. Poco dopo, sottolinea l'agenzia Rbc, l'euro e' tornato sotto gli 87 rubli. Anche il dollaro si e' rafforzato, superando i 79 rubli (79,40). Secondo Mikhael Stepanian, analista intervistato dal sito FInam, il dollaro nelle contrattazioni di oggi potrebbe superare la soglia degli 80 rubli, nel caso in cui il Brent si avvicini ai 27 dollari al barile. Stando ad altri analisti sentiti da Bloomberg, la Banca di Russia sara' costretta a riprendere interventi sui tassi di cambio, in caso di ulteriore caduta della moneta nazionale. A loro dire, la soglia che potrebbe far scattare misure in questo senso sarebbe quella del biglietto verde a 90 rubli.

(20 gennaio 2016)

 

18/01/2016 20:17

Roma - Le forti vendite che hanno preso di mira il comparto dei bancari affossano la borsa: a Piazza Affari l'indice Ftse Mib termina con una flessione del 2,65% a 18.686 punti e l'All Share con un calo del 2,67%, performance che fanno di Milano di gran lunga il peggior listino europeo. In un clima dominato dall'incertezza sull'andamento dell'economia e dalla debolezza delle materie prime, il mercato italiano ha risentito oggi dell'offerta al ribasso, anche di natura speculativa, sui titoli bancari. Gli operatori temono soprattutto l'effetto delle sofferenze sui bilanci degli istituti, in assenza di una soluzione complessiva che non ha ancora avuto il via libera da Bruxelles, in un momento in cui i rapporti tra governo e Commissione europea sembrano tesi. A scontare i peggiori effetti di questa situazione e' ancora una volta il Monte Paschi, che scende a nuovi minimi segnando un -14,76%. La Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sul titolo fino al termine della seduta borsistica di domani. L'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, in una nota conferma "la stabilita' economica e finanziaria della banca", evidenziata "dai risultati degli srep e del miglioramento della gestione operativa come da risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2015".

Secondo l'amministratore delegato della banca senese la flessione del titolo "e' avvenuta in assenza di eventi gestionali idonei a giustificare tale andamento. Infatti il nostro piano industriale e' confermato e stiamo portando avanti la linea con quanto confermato dagli investitori e alle autorita' di vigilanza, anche con riferimento alla gestione Npl dove ci stiamo in particolare concentrando per ottenere risultati anche migliori rispetto al piano". Tra gli altri bancari Unicredit perde il 5,37%, Intesa il 5%, Bper il 5,73%. Bpm, alla stretta decisiva per la scelta del partner, perde il 5,55%, con Banco Popolare -6,73% e Ubi -7,28%. Tra le altre blue chip, nell'energia Eni cede l'1,12%, Enel -1,80%, A2a -3,21%. Saipem accusa un -5,14%. Ancora debole Fiat Chrysler (-2,93%) e Ferrari (-3,30%). Telecom chiude invariata dopo che venerdi' e' emerso l'aumento della quota di Vivendi. Giu' Mediaset (3,43%), nel lusso bene Moncler (+3,51%). Chiusura negativa anche per le altre borse europee. L'Ftse 100 di Londra scende dello 0,42% a 5.778 punti, il Cac 40 di Parigi cede lo 0,49% a 4.189 punti, l'Ibex di Madrid perde lo 0,85% a 8.471 punti. Il forte rialzo di Adidas (+6,25% con l'elezione del nuovo ad non consente a Francoforte di chiudere in controtendenza: il Dax perde lo 0,25% a 9.522 punti. Il prezzo del petrolio, dopo aver toccato oggi i minimi da 12 anni sui mercati asiatici, riprende leggermente quota in virtu' del pieno ritorno sul mercato dell'Iran, in seguito al ritiro delle sanzioni occidentali. Il Brent di Londra cede 9 cent a 28,85 dollari al barile, il light crude Wti perde 30 cent a 29,12 dollari al barile. (AGI)

(18 gennaio 2016)
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