Economia

Qualità della vita per italiani scesa di 21 punti in 7 anni

Roma - Gli italiani sono insoddisfatti della qualità della vita. La soddisfazione in Italia è crollata tra il 2011 e il 2012 e non si è ancora risollevata. La crisi finanziaria dell'estate 2011, la legge Fornero del 2012, l'aumento delle tasse deciso dal Governo Monti potrebbero essere le cause di questo calo. Lo si evince da uno studio realizzato da Tecné e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Le cifre sono chiare: dato 100 l'indice della soddisfazione per la qualità della vita tra gli italiani nel 2015, nel 2014 l'indice era 102, nel 2013 101, nel 2012 102, nel 2011 117, nel 2010 119, nel 2009 121, nel 2008 121, nel 2007 122, nel 2006 122, nel 2005 122. C'e' stato quindi un crollo tra il 2011 e il 2012. Un calo di soddisfazione tra gli italiani che i Governi Letta e Renzi non sono riusciti a risollevare.

Lo studio mette tra le cause dell'insoddisfazione il divario enorme tra nord e sud Italia. "All'Italia - si legge nello studio - occorre un salto di qualita' che vada non solo nella direzione di un recupero di fiducia ma soprattutto in un progetto che punti a colmare i gravi ritardi tra nord e mezzogiorno. E' inimmaginabile pensare di recuperare il terreno perduto con la crisi e competere con le economie europee piu' avanzate se permangono differenze cosi' forti nelle varie aree del Paese, differenze che si riflettono inevitabilmente nella velocita' di risalita e che espongono a crisi cicliche e a un progressivo degrado economico delle aree piu' povere". Se nel 2015 l'indice di soddisfazione per la qualità della vita personale è stato pari a 112 nel nordest e a 109 nel nordovest, registriamo un indice di 85 al sud e 87 nelle isole. Se si analizza il reddito equivalente a quello corrispondente al 40% delle famiglie con i redditi più bassi, questo corrisponde al 29% delle famiglie del nordovest, al 30% di quelle del nordest e ben al 65% di quelle delle isole. La struttura economica (imprese, occupati, quota di imprese innovatrici, lavoro irregolare) vede ampiamente prevalere il nord sul mezzogiorno. Il nordovest totalizza 113 punti, il nordest 112, mentre il sud 79 e le isole 75. La struttura culturale (laureati, diplomati, musei, gallerie, parchi archeologici, uso del pc e di internet) vede il centro Italia in testa con 117 punti, giovandosi del fatto che Roma e' un polo capace di attrarre studenti dal resto d'Italia (in particolare dal mezzogiorno). Il nordest e' a 107 punti, il sud a 85, le isole a 88. Per quanto riguarda i servizi sociali e il sistema sanitario e' ancora il nordest (120 punti) a primeggiare nettamente, mentre sud (79) e isole (87) si collocano molto piu' in basso rispetto alla media nazionale (100). Lo squilibrio tra l'offerta sociale e sanitaria nelle varie aree del Paese e' uno dei piu' elevati. Le condizioni di salute degli individui vedono minori differenze, ma anche in questo caso il centro-nord prevale sul mezzogiorno. Ecco, quindi, che il 71% della popolazione del nordest e' in buona salute, rispetto al 67% della popolazione delle isole. Ancora piu' netta e' la differenza tra lo stato di salute dei malati cronici, la cui condizione di salute e' sotto controllo, nonostante la malattia di cui sono affetti, nel 45% dei casi nel nordest e nel 35% dei casi nel sud.

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Nel complesso l'indice della qualita' dello sviluppo, utilizzando come base di confronto la media nazionale pari a 100, colloca il nordest al primo posto con 111 punti, seguito dal nordovest (107), dal centro (103), mentre il sud e le isole si fermano molto piu' in basso, a 87 punti. Per quanto riguarda la qualita' delle abitazioni (valutate in base al numero di famiglie che vivono in una casa, adeguata al numero dei componenti, in buone condizioni, con terrazzo o giardino, con il riscaldamento e con erogazione regolare di acqua potabile di buona qualita') il nordovest ottiene 106 punti, il nordest 105, il centro 98, il sud 95 e le isole 89. Sui beni posseduti dalle famiglie, il nordest ottiene 112 punti, il nordovest e il centro 103, il sud 88 e le isole 90. Una differenza che matura in un ventaglio di dotazioni che solo apparentemente puo' apparire voluttuario. A fronte, infatti, del 95% delle famiglie che possiedono il televisore e che si distribuiscono abbastanza uniformemente su tutto il territorio, le famiglie che hanno in casa internet sono oltre il 70% al nord e circa il 60% al sud. Le caratteristiche del territorio (dalla facilita' di raggiungere servizi di pubblica utilita', alla presenza di inquinamento, qualita' urbana e sicurezza) premiano ancora il nordest (108 punti), seguito dal nordovest (103), dal centro (98), isole (97) e sud (93). Anche in questo caso alcuni degli indicatori base sono particolarmente significativi. Il 79% delle famiglie del nordovest ha facilita' a raggiungere un ufficio postale, mentre nel sud sono solo il 62%. Se il 70% delle famiglie abita in zone dove le strade sono ben illuminate, allo stesso standard qualitativo ha accesso solo il 60% delle famiglie del mezzogiorno. Le differenze tra nord e sud Italia sono evidenti anche nella partecipazione alla vita civile, sociale e politica. Il nordest e' quota 113, il sud 90, le isole 86.(AGI) 

(23 gennaio 2016)