Economia

I potenti della Terra, "tecnologia sia sfida e non ostacolo"

23/01/2016 17:50

Davos - I potenti della Terra non devono fare programmi a breve termine ne' i capi delle aziende preoccuparsi troppo di creare valore a favore dei loro azionisti ma devono tutti assieme agire con interventi coraggiosi per migliorare le condizioni dei lavoratori e adottare una prospettiva piu' ampia nell'interesse di tutti. Questo il 'mood' con il quale affrontare le nuove sfide che impone la IV Rivoluzione industriale, l'ondata di rapidi progressi attraverso le nuove tecnologie che stanno cambiando tutti gli aspetti di vita e di lavoro. Ed e' in sintesi il messaggio lanciato nell'ultima sessione di lavori del Wef, il World Economic Forum, la cui 46esima edizione si e' appena conclusa nel resort svizzero, e che ha visto la partecipazione di 2.500 invitati tra manager, capi di Stato e di Governo e personaggi piu' influenti del Pianeta riunitisi in oltre 500 dibattiti, incontri bilaterali esclusi.

Un meeting che ha visto affrontare i temi piu' disparati, compresa la bufera d'inizio anno dei mercati, la debolezza dell'economia cinese, il crollo del prezzo del greggio, l'instabilita' geopolitica nel Medioriente, ma anche il clima (con un appassionato intervento di Leonardo Di Caprio che ha invitato il gotha mondiale a combattere l'emissione dei gas serra) e la situazione dei migranti. I cambiamenti politici, sociali e strutturali nelle scienze potrebbero insomma migliorare la capacita' delle societa' 'di sfruttare il potenziale scientifico, e anche di eliminare le diseguaglianze e non c'e' piu' tempo per aspettare. Alla base, l'osservazione unanime e' che c'e' una mancanza di leadership che faccia da 'driver' ad un cambiamento di mentalita': la tecnologia non deve diventare un ostacolo, ma aiutarci a migliorare le nostre prestazioni e aumentare l'attivita' umana altrimenti finira' con distruggere solo posti di lavoro. Insomma, bisogna cambiare mentalita' in merito ai principi di gestione del mondo che va avanti.

E al di la' di questi grandi temi, la giornata di oggi ha registrato l'intervento del direttore generale dell'Fmi Christine Lagarde la quale ha espresso timori per un'eventuale uscita della Gran Bretagna dall'Euro, ossia la 'Brexit', e la situazione dei migranti che se venisse ben gestita, ha fatto sapere, potrebbe incrementare dello 0,2% il Pil dell'Eurozona. Tra gli italiani presenti nell'ultima giornata del forum, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha detto chiaramente di 'sfilarsi' dal clima di pessimismo da parte di coloro che ritengono come l'andamento dei mercati sia il riflesso dell'imminenza di una nuova crisi finanziaria globale. "Non possiamo giudicare lo stato di salute dell'economia globale - ha spiegato - soltanto guardando ai mercati altrimenti avremmo solo un quadro terribilmente pessimista. Ed invece l'economia reale non va cosi' male, ci sono segnali promettenti". L'occasione dell'incontro tra il Ministro e la stampa e' stata anche quella di parlare della trattativa in corso, che sarebbe alle battute finali, con Bruxelles per la gestione dei crediti deteriorati delle banche. E di 'bacchettare' la gestione della comunicazione riguardo alle lettere di chiarimenti inviati dalla Bce a 40 banche di cui 4 italiane. Non solo, ma parlare di 'bad bank', ha fatto intendere il ministro, nell'accezione di soggetto costituito dallo Stato per ripulire i bilanci delle banche non esiste perche' non e' compatibile con la disciplina europea. Ed invece e' in discussione un meccanismo di garanzia che avrebbe come scopo quello di sollecitare il mercato. Parallelamente, sempre in ambito bancario, il Governo presentera' in Cdm alcuni provvedimenti non solo per riformare il sistema cooperativo bancario ma anche per ridurre i tempi di recupero dei crediti (minimizzando quindi le svalutazioni). I tempi sembrano ormai stretti. (AGI)

(23 gennaio 2016)