Economia

Prosegue l'effetto Draghi, nuovo rally delle borse

22/01/2016 22:38

Roma - L'effetto Draghi non smette di trainare le borse. L'annuncio di ieri riguardo una revisione a marzo del programma di 'quantitative easing' della Bce continua ad alimentare gli acquisti dopo gli scivoloni dei giorni scorsi. "Abbiamo molti strumenti di ulteriore intervento per favorire la risalita dell'inflazione e la determinazione e la volontà del Consiglio di usarli", ha sottolineato anche oggi il presidente della Bce intervenendo al Wef di Davos. A riportare il sereno è stato poi anche il recupero del prezzo del petrolio che, dopo aver aggiornato sotto quota 27 dollari i propri minimi dal 2003, viaggia abbondantemente sopra i 31 dollari sui circuiti di New York. Tra i titoli in evidenza figurano quindi le grandi major petrolifere, quali Total (+4,39%), Shell (+5,36%) e Repsol (+5,90%). Le borse europee hanno così chiuso tutte in deciso rialzo, in particolare Parigi (+3,10%) e Madrid (+3,30%), seguite da Londra (+2,19%) e Francoforte (+1,99%), mentre Wall Street si avvicina a fine seduta con solidi progressi (Dow Jones +1,09%, Nasdaq +2,26%).

Meno ispirata Piazza Affari (+1,63%), che ieri aveva indossato la maglia rosa e oggi è frenata dal tonfo di Banco Popolare, che perde il 5,01%. In controtendenza anche Bper (-1,12%) e Ubi (-4,71%), segno che le tensioni intorno al sistema creditizio italiano si sono allentate solo relativamente. "Non c'è alcuna questione di fragilità delle banche italiane, che non richiedono aumenti di capitale", ha provato a rassicurare da Davos il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha promesso "a giorni" il testo sulla riforma del credito del cooperativo sul tavolo del Consiglio dei Ministri. E anche Draghi ha osservato che in Italia c'è stata un'errata interpretazione della lettera inviata dalla Bce per avere chiarimenti su come i Paesi stanno gestendo i crediti in sofferenza. "Non vi era nulla di più che conoscere le diverse pratiche nazionali in merito", ha detto. Per quanto riguarda l'altro dossier caldo, ovvero la 'bad bank', Padoan ha parlato di un "negoziato intenso". "Siamo in stretto contatto tecnico e politico con la Commissione", ha spiegato l'inquilino di via XX settembre, "ci sono alcune questioni da chiarire come il meccanismo del prezzo delle garanzie che acceleri la cessione delle sofferenze da parte delle banche". Intanto, secondo indiscrezioni, è stato già fissato per martedì prossimo a Bruxelles un incontro tra Padoan e il commissario Ue alla Concorrenza, Margaret Vestager. (AGI) 

(22 gennaio 2016)