Economia

Borsa Tokyo: perde 2,68%, dopo l'effimero rimbalzo

14/01/2016 07:03

Tokyo. - L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha subito un nuovo crollo, a -2,68%, 'bruciando' dunque la ripresa di ieri, che aveva fatto seguito a sei sedute consecutive in rosso. L'indice dei 225 principali titoli della borsa nipponica ha lasciato sul terreno 474 punti chiudendo a 17.240,95. (AGI)

(14 gennaio 2016)
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08/01/2016 15:22

Pechino - Ha avuto vita breve, finora, il nuovo sistema di interruzione dei mercati, il circuit breaker, sospeso dopo i crolli di inizio anno. La China Securities Regulatory Commission, l'ente di regolamentazione dei mercati cinesi, ha deciso nella serata di ieri, durante una riunione convocata d'emergenza, di sospendere il nuovo sistema inizialmente concepito per limitare la volatilita' sui mercati, anche se non e' chiaro se si tratta di una misura temporanea o definitiva. Nei quattro giorni di attivita', il circuit breaker ha sospeso due sedute per il limite di ribasso raggiunto dalle azioni quotate nel Csi 300, l'indice delle trecento maggiori azioni quotate su entrambe le piazze cinesi. Del nuovo sistema di interruzione dei mercati si parla in Cina da settembre scorso, quando il nome dell'interruttore dei mercati era comparso per la prima volta sui media cinesi.

L'attivazione dello "stock index circuit breaker system", nelle intenzioni delle autorita' cinesi, era legata alle variazioni dei titoli quotati nel Csi 300 e prevedeva un'interruzione temporanea delle contrattazioni nel caso di ribassi o rialzi dei titoli oltre il 5% e la sospensione della giornata di Borsa nel caso di una variazione superiore al 7% in un senso o nell'altro. Ieri, le contrattazioni sono durate meno di mezz'ora, e alla sospensione della seduta, alle dieci del mattino, la Borsa di Shanghai aveva perso oltre il 7%. Oggi nel primo giorno di sospensione del circuit breaker, l'indice Composite della Borsa di Shanghai ha segnato un rialzo dell'1,97%, chiudendo a 3186,41 punti: un rimbalzo tecnico, forse, ma l'assenza del meccanismo di controllo delle emorragie e' stato sottolineato anche dai media cinesi. Gli analisti avevano nutrito i primi dubbi sul nuovo sistema di interruzione dei mercati gia' dalle prime ore da quando era entrato in funzione: il circuit breaker, concordavano in molti, accentua invece che attenuare le emorragie, spingendo gli investitori a vendere in anticipo, come avvenuto nei giorni scorsi.

 Il governo aveva deciso di introdurlo per evitare il ripetersi di scenari da incubo come quelli di agosto scorso, quando in due soli giorni l'indice Composite della Borsa di Shanghai aveva perso piu' del 15% trascinando al ribasso anche le altre piazze mondiali e alimentando nuovi timori per la crisi dei mercati cinesi. Dopo una serie di limitazioni per gli investitori, varate gia' a luglio dopo i primi crolli estivi, il circuit breaker doveva agire come stabilizzatore dei mercati azionari, che in poche settimane avevano perso il 40% del loro valore, dopo il picco storico dei 5166,25 punti raggiunto a meta' giugno 2015. Gli effetti negativi del nuovo meccanismo sono stati riconosciuti oggi anche dalla stessa Csrc. "Attualmente, gli effetti negativi del nuovo sistema sono superiori a quelli positivi", ha spiegato in una nota la commissione di regolamentazione dei mercati cinesi, imputando la decisione di sospendere il meccanismo alla volonta' del governo di "mantenere la stabilita' dei mercati". (AGI) 

08/01/2016 08:30

Shanghai - Le principali borse cinesi chiudono in solido rialzo in seguito alla sospensione dopo appena una settimana del meccanismo di blocco automatico delle contrattazioni in caso di eccesso di ribasso, che aveva aumentato la volatilita' dei listini invece di attutirla. Shanghai archivia la seduta con un progresso dell'1,97%, mentre Shenzhen cresce dell'1,05%. 
   Positive anche Hong Kong (+1,12%), Singapore (+0,81%) e Seul (+0,70%). In controtendenza Tokyo (-0,39%). Negativa anche Sydney (-0,38%), che soffre il calo dei prezzi delle materie prime. Intanto, l'indice NIkkei della borsa di Tokyo ha terminato la seduta in lieve ribasso, appesantito dalle inquietudine per l'economia cinese; e così ha siglato la quinta seduta consecutiva in rosso, cosa che non era mai accaduta all'inizio dell'anno dal momento della sua nascita, nel 1949. A chiusura delle contrattazioni, l'indice dei 225 principali titoli del mercato nipponico aveca perso 39,38 punti, colllocandosi a 17.697,96 punti.

Le borse europee hanno aperto in lieve rialzo in seguito alla stabilizzazione delle borse cinesi, tornate in territorio positivo dopo la sospensione del blocco automatico per eccessi di ribasso. I dati un po' deludenti sulla produzione industriale in Germania e Francia invitano pero' alla prudenza.L'Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,4% a 5.978 punti, il Cac 40 di Parigi segna +0,01% a 4.404,18 punti, il Dax di Francoforte avanza dello 0,20% a 9.999 punti, l'Ftse Mib di Milano cresce dello 0,24% a 20.238 punti. All Share sul +0,30%.

Spread Btp/Bund apre stabile sopra 100 punti Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si presenta stabile a 101 punti nelle prime contrattazioni. Il rendimento si attesta all'1,55%. Il differenziale Bonos/Bund segna 120 punti per un tasso dell'1,74%.

L'euro apre le contrattazioni in lieve rialzo a 1,0858 dollari e 128,64 yen. La stabilizzazione delle borse cinesi fa arretrare la divisa nipponica, nella quale si erano rifugiati gli investitori nelle fasi di maggiore volatilita'. Il biglietto verde avanza cosi' a 118,44 yen.

Il prezzo del petrolio avanza sui mercati asiatici in linea con il recupero delle piazze cinesi, allontanandosi dai recenti minimi. Il light crude Wti avanza di 45 cent a 33,72 dollari al barile dopo essere sceso ieri a 32,10 dollari al barile, la quotazione piu' bassa dal 2003. Il Brent di Londra guadagna 41 cent a 34,16 dollari al barile dopo aver toccato ieri un minimo dall'aprile 2004 di 32,16 dollari al barile.

 (AGI)

(8 gennaio 2016)

07/01/2016 09:15

Shanghai (Cina) - I mercati azionari cinesi sono stati chiusi in anticipo, appena dopo l'apertura, dopo un ulteriore crollo di oltre il 7% che ha innescato il meccanismo di 'interruttore' automatico e dopo l'annuncio ufficiale di una perdita dello yuan, la piu' alta dal mese di agosto.

E' la seconda volta questa settimana che il meccanismo di sospensione automatica delle contrattazioni viene attivato.

Le borse di Shanghai e Shenzhen già lunedi' avevano chiuso in anticipo dopo un altro scivolone. Al momento della chiusura anticipata quest'oggi, meno di mezz'ora dopo l'inizio delle operazioni, l'indice composito della borsa di Shanghai aveva perso il 7,32%, pari a 245,95 punti, arrivando a 3.115,89.  Hong Kong termina a -3,09%

La borsa di Shenzhen aveva lasciato sul terreno l'8,35% pari a 178,08 punti, collocandosi a 1.955,88.

EUROPA CONTAGIATA - Avvio in picchiata per le borse europee, dopo il nuovo tonfo di Shanghai. Prosegue il tracollo del prezzo del petrolio, con il Brent che e' sceso sotto 33 dollari per la prima volta dal luglio 2004.

Londra cede l'1,78%. A Milano l'indice Ftse Mib scende del 3,85% a 19.635 punti. Francoforte perde oltre il 2,8% a 9.927 punti e Parigi va giu' del 3% a 4.346,10 punti.

La crisi cinese mette le ali allo yen, considerata una moneta rifugio. L'euro resta sotto quota 1,08 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,0789 dollari e a 127,36 sullo yen. Dollaro/yen a 118,47, dopo un minimo dal'agosto 2015 di 117,67.

Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp e Bund sale a 98 punti base. Il rendimento del decennale si attesta all'1,49%. Il differenziale tra Bonos e Bund e' a 117 punti con un tasso dell'1,70%.

TOKYO - L'indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in territorio negativo del 2,33%, quarta chiusura consecutiva in rosso. A pesare i pessimi risultati dei mercati cinesi (le borse di Shanghai e Shenzhen oggi sono stati chiusi in anticipo, appena mezz'ora dopo l'apertura dei mercati), la caduta dei prezzi del petrolio, l'ascesa dello yen e i timori geopolitici accentuati dal test nucleare condotto dalla Corea del Nord. 
In chiusura delle contrattazioni, l'indice dei 225 principali titoli azionari Nikkei aveva registrato una perdita di 423,98 punti collocandosi a 17.767,34, il suo livello piu' basso a fine giornata dall'inizio di ottobre. Il Nikkei ha perso 1.266 punti da lunedì. 

L'ente regolatore del mercato di borsa cinese ha annunciato muove norme che limiteranno la capacità di vendita dei titoli del grandi azionisti cinesi a un massimo dell'1% del totale delle azioni di un'azienda, In questo mondo, i grandi azionisti (quelli che che detengono il 5% o piu' dei titoli di un'azienda) non potranno liberarsi di oltre l'1% del totale nell'arco di tre mesi, e saranno anche obbligati ad annunciare al mercato i loro piani con almeno 15 giorni di anticipo. Queste regole, che entreranno in vigore da sabato, si applicheranno anche al mercato secondario. 
La nuova decisione allunga cosi' il termine di una misura precedente (che sarebbe decaduta domani, e che fceva prte del pacchetto di misure straordinarie prese dal governo per arginare l'onda di vendite che, in pochi giorni, brucio' migliaia di miliardi di dollari e scosse i mercati azionari di tutto il mondo. I crolli delle borse cinesi odierni e dello scorso lunedi' si spiegano proprio perchè domani sarebbe stato l'ultimo giorno delle misure prese a luglio. Durante i crolli della scorsa estate, l'ente regolatore cinese aveva obbligato i grandi azionisti del mercato a non vendere neanche una delle loro azioni per un arco di sei mesi; il termine scadeva domani, per cui il mercato questa settimana ha reagito prevedendo che, con il prossimo lunedi', i grandi azionisti avrebbero ripreso a vendere di nuovo. Intanto, nelle ultime ore, la banca centrale cinese, People's Bank of China, ha tagliato ancora il tasso di cambio dello yuan sul biglietto verde, portandolo ai minimi da 5 anni. Pechino in una settimana ha svalutato lo yuan almeno del 5%. La Pboc ha ridotto la quotazione dello yuan dello 0,51% a 6,5646, entro una banda di oscillazione del 2%. E' l'ottava svalutazione consecutiva, decisa in quadro piuttosto agitato della politica monetaria cinese, che cerca di far fronte al rallentamento dell'economia. 

 

(7 gennaio 2016)

05/01/2016 09:23

Milano - Apertura in netto rialzo per Piazza Affari dopo il tonfo della vigilia, con il Ftse Mib a +1,02% a 20.948 punti; All Share +0,98%. (AGI)
 

 (5 gennaio 2016)