Cerca la notizia

In primo piano

CRISI: PASSERA, SERVONO RIGORE FISCALE E POLITICHE DI CRESCITA

Chiudi

13:35 22 AGO 2010

(AGI) - Rimini, 22 ago - Ora piu' che mai rigore fiscale e politiche per la crescita devono trovare una sintesi per uscire dalla crisi con finanze pubbliche piu' solide ed economie piu' competitive in grado di esprimere crescita sostenibile e creare nuova occupazione. E' quanto ha affermato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, in un'intervista a Il Sussidiario.net, il quotidiano on-line che anticipa i temi che sarano affrontati dal banchiere, ospite di questa giornata inaugurale del Meeting di Rimini. "Penso che ora piu' che mai - sono parole di Passera - rigore fiscale e politiche per la crescita debbano trovare una sintesi per uscire dalla crisi con finanze pubbliche piu' solide ed economie piu' competitive in grado di esprimere crescita sostenibile e creare nuova occupazione. In Europa, ma anche negli Stati Uniti si e' sviluppato un acceso dibattito fra supporter del rigore e supporter della spesa. Credo sia un dibattito vecchio di almeno 40 anni, spesso animato da posizioni un po' ideologiche. La crisi ci insegna che occorre cercare strade nuove, anche creative per trovare soluzioni pragmatiche ai delicati problemi che ci stanno di fronte.
  L'Italia in particolare e' il Paese dove appare forse piu' evidente che rigore e rilancio della spesa (soprattutto quella per gli investimenti) devono trovare una sintesi di mutuo rafforzamento. Le risorse per il rilancio degli investimenti e della crescita si possono infatti trovare solo attraverso uno sforzo di rigore volto a ridurre le considerevoli sacche di spesa improduttiva e l'enorme bacino di evasione fiscale". Lo stesso Passera rileva poi segnali positivi anche se la crisi lascera' una pesante eredita'. "Segnali positivi, che stanno assumendo una chiara consistenza: gli ordini, i fatturati, le esportazioni sono variabili in crescita in molti settori e distretti". "Questo comportera' una ripresa positiva della domanda di credito che e' mancata per un lungo periodo ma che comincia a intravedersi. Tuttavia la crisi lascia la crisi lascia pesanti eredita': una significativa capacita' produttiva inutilizzata frena gli investimenti delle imprese, la crescita della disoccupazione e della sotto-occupazione riduce il potere di spesa delle famiglie". "Il contesto in cui le banche sono chiamate a fare credito permane difficile: incertezza regolamentare, margini di interesse ai minimi storici, sofferenze e quindi alto costo del credito, elevata tassazione che penalizza le banche che prendono rischi di credito. Come abbiamo fatto fin dall'inizio della crisi - conclude il banchiere - cercheremo con tutte le associazioni di categoria le formule migliori per accompagnare le imprese in questa fase ancora fragile e ancora insufficiente della ripresa".

  • Condividi:

Meeting Rimini