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(AGI) - CdV, 21 nov. - Quarantacinque anni fa nella Cappella
Sisitina, "Paolo VI assunse l'impegno di ristabilire l'amicizia
tra la Chiesa e gli artisti, e chiese loro di farlo proprio e
di condividerlo, analizzando con serieta' e obiettivita' i
motivi che avevano turbato tale rapporto e assumendosi ciascuno
con coraggio e passione la responsabilita' di un rinnovato,
approfondito itinerario di conoscenza e di dialogo, in vista di
un'autentica rinascita dell'arte, nel contesto di un nuovo
umanesimo". Lo ha ricordato Benedetto XVI che nell'incontro di
oggi con gli artisti nella cappella Sistina ha fatto suo
quell'appello di Papa Montini. "Tanta - ha spiegato - era la
stima di Paolo VI per gli artisti, da spingerlo a formulare
espressioni davvero ardite sostenendo che se alla Chiesa
mancasse l'ausilio degli artisti il suo ministero diventerebbe
balbettante ed incerto e avrebbe bisogno di fare uno sforzo,
diremmo, di diventare esso stesso artistico, anzi di diventare
profetico". "Protagonisti di questo incontro siete voi, cari e
illustri artisti, appartenenti a Paesi, culture e religioni
diverse", ha affermato il Papa, sottolinenando che i presenti
sono "forse anche lontani da esperienze religiose, ma
desiderosi di mantenere viva una comunicazione con la Chiesa
Cattolica e di non restringere gli orizzonti dell'esistenza
alla mera materialita', ad una visione riduttiva e
banalizzante". "Voi - ha rilevato il Papa - rappresentate il
variegato mondo delle arti e, proprio per questo, attraverso di
voi vorrei far giungere a tutti gli artisti il mio invito
all'amicizia, al dialogo, alla collaborazione". Con i suoi
affreschi nella Sistina, Michelangelo "lancia un forte grido
profetico contro il male; contro ogni forma di ingiustizia", ha
sottolineato Benedetto XVI, a 45 anni dallo "storico incontro
con Paolo VI che - ha ricordato - avvenne qui, in questo
santuario di fede e di creativita' umana". "Non e' casuale - ha
spiegato - il nostro ritrovarci proprio in questo luogo,
prezioso per la sua architettura e per le sue simboliche
dimensioni, ma ancora di piu' per gli affreschi che lo rendono
inconfondibile, ad iniziare dai capolavori di Perugino e
Botticelli, Ghirlandaio e Cosimo Rosselli, Luca Signorelli ed
altri, per giungere alle Storie della Genesi e al Giudizio
Universale, opere eccelse di Michelangelo Buonarroti, che qui
ha lasciato una delle creazioni piu' straordinarie di tutta la
storia dell'arte". "Qui - ha ricordato il Pontefic - e' anche
risuonato spesso il linguaggio universale della musica, grazie
al genio di grandi musicisti, che hanno posto la loro arte al
servizio della liturgia, aiutando l'anima ad elevarsi a Dio. Al
tempo stesso, la Cappella Sistina e' uno scrigno singolare di
memorie, giacche' costituisce lo scenario, solenne ed austero,
di eventi che segnano la storia della Chiesa e dell'umanita'.
Qui, come sapete, il Collegio dei Cardinali elegge il Papa; qui
ho vissuto anch'io, con trepidazione e assoluta fiducia nel
Signore, il momento indimenticabile della mia elezione a
Successore dell'apostolo Pietro". "Cari amici - ha esortato
Ratzinger rivolto agli artisti - lasciamo che questi affreschi
ci parlino oggi, attirandoci verso la meta ultima della storia
umana. Il Giudizio Universale, che campeggia alle mie spalle,
ricorda che la storia dell'umanita' e' movimento ed ascensione,
e' inesausta tensione verso la pienezza, verso la felicita'
ultima, verso un orizzonte che sempre eccede il presente mentre
lo attraversa. Nella sua drammaticita', pero', questo affresco
pone davanti ai nostri occhi anche il pericolo della caduta
definitiva dell'uomo, minaccia che incombe sull'umanita' quando
si lascia sedurre dalle forze del male".