Giubileo

Il Papa a sorpresa dai tossicodipendenti 

CdV - Papa Francesco a sorpresa dai tossicodipendenti del "Centro Italiano di Solidarieta'-don Mario Picchi". Dopo il duro monito contro il narcotraffico ripetuto piu' volte durante il recente viaggio in Messico, Jorge Mario Bergoglio ha scelto come gesto giubilare di febbraio quello di testimoniare la sua vicinanza alle persone che stanno lottando contro la dipendenza dalle droghe incontrando i 60 ospiti della comunita' terapeutica San Carlo, aperta nel 1979 ai Castelli Romani da don Mario Picchi, da sempre considerato il laboratorio del Ceis.

"Siamo rimasti senza parole - dice Roberto Mineo, presidente del Centro Italiano di Solidarieta' - quando abbiamo visto l'auto con il Papa entrare nella struttura dove i nostri ragazzi combattono ogni giorno la loro battaglia per tornare alla vita. Francesco era senza scorta accompagnato soltanto da monsignor Rino Fisichella. Il Papa sembrava a casa sia con gli operatori e i volontari del Centro sia con i tossicodipendenti. Si e' intrattenuto a lungo con ciascuno di loro come un padre premuroso ascoltando le loro storie e abbracciandoli a uno a uno.

Alcuni ragazzi gli hanno mostrato le foto delle loro famiglie, dei loro figli e il Papa ha avuto per tutti una parola di speranza e una benedizione"."Abbiamo confidato a Francesco - rivela Mineo - che la nostra filosofia, la filosofia che ci ha lasciato don Mario pone al centro l'uomo e che la nostra battaglia quotidiana coincide esattamente con quanto il Papa ha detto piu' volte che 'la droga non si vince con la droga', cioe' che non e' ammissibile la liberalizzazione delle droghe leggere. Qualche settimana fa - conclude il presidente del Ceis - avevamo scritto una lettera a Bergoglio raccontandogli il nostro lavoro con i ragazzi tossicodipendenti, ma anche con i profughi e con le donne vittime della violenza. Mai avremmo immaginato che il Papa, dopo aver letto la nostra lettera, ci avrebbe onorato con la sua presenza". (AGI) 


26 febbraio 2016 ©
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