Giubileo

Scuole a Teatro per imparare da Marcellino Pane e Vino

CdV - Nel 2009 il pubblico romano potè applaudirlo al Sistina. Ma lo spettacolo aveva un intento pedagogico che il tempio della rivista non riusci' a valorizzare appieno. Cosi' "Il Miracolo di Marcellino" torna in scena in occasione del Giubileo della Misericordia in una sala, il Teatro Orione, che ha propria questa vocazione e dove infatti sara' programmato di mattina per essere visto dalle scolaresche. Il romanzo "Marcelino Pan Y Vino" di Jose' Maria Sanchez Silva che nel 1956 ispiro' il capolavoro di Ladislao Vajdam in concorso all'ottavo Festival di Cannes, uno dei film piu' visti di tutti i tempi, torna cosi' in scena grazie alla Compagnia Teatrale Direzione Spettacolo in collaborazione con la Da.Re.C. Academy e con la direzione artistica del Maestro Gino Landi. "La storia di Marcellino, un bambino abbandonato che vorrebeb solo stare in braccio a sua mamma - ha detto all'Agi monsignor Frisina, compositore e direttore dell'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma - commuove sempre e oggi evoca quella dei bambini migranti, che spesso perdono la vita nell'inidfferenza del mondo".

"Il Miracolo di Marcellino", di Paolo Galli con musiche originali di don Marco Frisina e la regia di Riccardo Trucchi e' un vero e proprio musuical, con un cast artistico di 18 cantanti-attori e ballerini. La trama evoca un'antica leggenda popolare spagnola, che racconta di un bambino abbandonato, raccolto in fasce ed allevato con amore dai frati di un convento. Crescendo Marcellino sente il bisogno di un amico e lo trova in un cCocefisso abbandonato nella soffitta del convento. Fra il bimbo e Gesu' si stabilisce una tenera amicizia; ogni giorno Marcellino porta al suo Amico pane e vino presi di nascosto dalla dispensa dei frati. Gesu' ascolta le piccole pene e i desideri del bambino e quando Marcellino chiede di poter vedere la sua mamma. Una storia che commuove sempre per la tenerezza che il bambino con semplicita' mostra a Gesu': anche Cristo Crocifisso ha bisogno di tenerezza, di carezze, di essere abbracciato... E' l'applicazione pratica del Vangelo: "Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesu', poi li asciugo' con i suoi capelli". Questo fu l'unico gesto di amore che ricevera' Gesu' prima della sua Passione, prima che tutti l'avranno lasciato solo, per dare la sua vita per ognuno di noi sconfiggendo la Morte con la sua Resurrezione! Marcellino in sostanza lo ripete togliendo la corona di spine dal capo del Signore. Nello spettacolo si affrontano argomenti importanti quali, il perdono, l'onesta', la carita', la fede, l'amore fraterno e in particolare l'amore che una mamma nutre per il proprio piccolo, un amore cosi' grande che supera ogni barriera di spazio e di tempo, che ci accompagnera' per tutta la vita. (AGI)

 


22 febbraio 2016 ©